mercoledì 9 novembre 2016

CECILIA GUIDI, SFOLLATA DAL TERREMOTO DEL FRIULI A PESCARA: IL THE' E' LA MIA PASSIONE

'Il segreto di una vita ben bilanciata e' avere una tazza di the' in una mano e un libro dall'altra'. E' la filosofia di Cecilia Guidi, da due anni alla guida de I giardini del the', in via Nicola Fabrizi a Pescara (Abruzzo, Italy). E' una sala da the', ma anche un 'piccolo tempio della cultura'. Nei locali, colorati di rosso, verde e grigio, si respirano gli odori di quaranta tipi di the' in foglia provenienti da Cina, India e Giappone; si degustano alimenti a km zero, speziati con curcuma, curry e anice stellato; ci si delizia il palato con biscottini belgi, scozzesi, inglesi, cioccolato Centini di Bisenti, marmellate siciliane e succhi di frutta trentini. Un luogo di sapori e saperi, dove si impara che il the' 'si assapora meglio col salato, come usano gli inglesi, che col dolce', come usano gli inglesi, e si chiacchiera amabilmente nel salottino riservato anche alla lettura. Si organizzano pranzi e cene vegane e vegetariane, aperitivi cenati con spettacolo di flamenco e mostre fotografiche, eventi di varia natura. Ma come e' nata l'idea di una sala da the' a Pescara? 'E' nata per gioco e per caso - racconta Cecilia Guidi, 45 anni, nativa di Udine, con mamma slovena, Maria Abate e papa' Giampiero, pescarese di via Genova- mi sono iscritta ad un corso a Chieti per rafforzare la mia antica passione sulla storia della cioccolata e del the'. Terminate le lezioni, ho deciso di aprire il locale e ci sono riuscita con l'aiuto della mia famiglia e un finanziamento di Sviluppo Italia'. Nel locale, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 15 e dalle 17 alle 20 si degustano, a colazione, pranzo e cena, menu' dai 6 agli 8 euro compreso di primo e secondo ,accompagnati, oltre che dal the', anche da caffe', latte di soia e bevande al cioccolato. 'Il nostro piatto forte e' il risotto rosso di Vercelli cucinato con l'essenza del the' anticolesterolo- spiega Guidi, che vive a Pescara dal 1976 a seguito dello sfollamento del terremoto in Friuli- i pescaresi amano gli infusi aromatizzati e io li propongo insieme ad una breve storia del the'. Le miscele poi, si possono anche acquistare o regalare'. Tanti gli appuntamenti in cantiere periodicamente nella sala della signora del the'. Saranno riproposte le 'cene vegane e vegetariane, organizzate in collaborazione con la naturopata Roberta Guidi, che tanto successo hanno avuto insieme alle lezioni dei nutrizionisti e psicologi sulle emozioni del cibo'. 'I giardini del The', citato anche dalla guida Slow Food 2015, è anche salotto letterario. Ma nel frattempo, lo spazio della cultura ospita oltre centotrenta libri da leggere da soli o in compagnia. 'Chi vuole- suggerisce Cecilia Guidi, un passato da imprenditrice negli agriturismo , madre di Giampiero e Giulia, di 18 e 17 anni- puo' ampliare la nostra biblioteca portandoci in regalo altri volumi'. In cambio, i donatori saranno ricompensati con una tazza di cioccolata fumante.
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martedì 8 novembre 2016

GIUSEPPE COSTANZA: "ECCO COME E' MORTO GIOVANNI FALCONE"

GIUSEPPE COSTANZA, L'AUTISTA DEL MAGISTRATO UCCISO A CAPACI:"NESSUNO MI HA MAI PERDONATO DI ESSERE VIVO"

'Domenica notte ho sognato Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo. Si trovavano in una grande casa che si trasformava in tribunale, lui indossava un berretto di lana che non portava mai e lei girava per le stanze in vestaglia. In questi 23 anni ho sempre desiderato che il magistrato mi venisse in sogno, mi parlasse anche se non ricordo le sue parole nel sogno, si facesse vivo con me, ma non era mai accaduto finora. Forse e' un segno per il Paese, forse sta per succedere qualcosa'.  Cosi' profetizza il sopravvissuto Giuseppe Costanza, 68 anni, l'autista  del giudice saltato in aria nella strage di Capaci il 23 maggio 1992, silenziosamente presente al 23°convegno nazionale dell'Unms, Unione nazionale mutilati per servizio, svoltosi a  Montesilvano, provincia di Pescara.  Sa di essere un miracolato, ma 'nessuno mai, in questi anni, a partire dalle istituzioni, mi hanno mai perdonato di essere vivo'. La mattina della strage,  'Giovanni Falcone mi chiamo' a casa alle sette.  Mi chiese di andarlo a prendere all'aeroporto di Punta Raisi nel pomeriggio, in arrivo dalla capitale. Era euforico come quando, qualche giorno prima quando mi disse:' e' fatta, guidero' la procura nazionale antimafia. Appena sceso dall'aereo, Falcone si mise al volante della Croma bianca per stare accanto alla moglie, perche' lui guidava solo quando c'era lei. Io ero seduto sui sedili dietro. Eravamo diretti verso  casa sua,  ma pochi attimi prima che il tritolo ci investisse, mi disse che lui doveva proseguire, andare ad una riunione con altri magistrati, ma non spiego' dove e con chi. Quindi gli chiesi quando sarei dovuto tornare a prenderlo, lui rispose:'lunedi' mattina' e gli feci una richiesta:' Allora appena arriva a casa cortesemente, mi dia le mie chiavi in modo che io lunedì mattina possa prendere la macchina. Inavvertitamente pero', forse sovrappensiero, lui stacco' le chiavi dal quadro, l'auto rallento' e tutto cio' che ricordo e' che mi sono risvegliato in ospedale con milza e intestino lesionati. Ecco perche' anch'io, oggi , sono un invalido per servizio e rappresento la delegazione palermitana dell'associazione, seppur talvolta con qualche divergenza di pensiero'.  I ricordi cari si intrecciano nella mente. Comprese le simpatiche scaramucce col giudice Falcone:'Fumava sempre in macchina, io protestavo ma lui rispondeva: il fumo ammazza mosche e zanzare'. Dice di essere in guerra con le istituzioni, Costanza, 'perche' da sempre mi hanno fatto pesare di essere un sopravvissuto. Mi sento in colpa per essere vivo. In tutti questi anni non sono mai stato invitato  a parlare ai convegni sulla legalita'. Dopo mesi di convalescenza, a seguito dell'attentato 'tornai al lavoro al tribunale di Palermo, ma da subito venni retrocesso nelle mansioni. Prima portiere, poi dattilografo, quindi reinserito nei ranghi dopo aver vinto un concorso come esperto informatico'.  Seguono  'anni tremendi, impossibili da sopportare per il clima di diffidenza che si era venuto a creare intorno a me', quindi la resa. Nel 2004 abbandona il tribunale, lascia Palermo con moglie e tre figli e si trasferisce ad Altavilla, una trentina di chilometri piu' lontano. Oggi e' in pensione,  'gioco con i nipotini', ma 'non ho mai dimenticato. Non  meritavo il trattamento umiliante che alcuni servitori dello Stato mi hanno riservato' dopo la morte di Falcone. Costanza e il magistrato si conobbero una settimana dopo la sua entrata in servizio come dipendente del tribunale palermitano. 'Mentre svolgevo i miei lavori, Falcone mi passo' davanti per una settimana, scrutandomi. Prese informazioni su di me.  Poi mi fece chiamare in ufficio e mi disse di volermi affidare l'incarico di autista. Accettai con orgoglio. Per otto anni mi sono sentito la morte addosso. Paura? Piu' che altro, si viveva in costante tensione, conscio che qualcosa potesse accadere prima o poi. Il mio unico rimpianto e' essere sopravvissuto, avrei preferito essere morto. Ma se Falcone fosse vivo la mafia sarebbe sconfitta, perche' aveva capacita' e volonta' per batterla'. 
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domenica 6 novembre 2016

MARIO DRAGANI: ALL'OSPEDALE DI PESCARA OLTRE 200 INTERVENTI L'ANNO ALLA COLONNA VERTEBRALE

Quasi duecento interventi l'anno di ricostruzione della colonna vertebrale. Una media di quattro-sei casi a settimana. Oltre duemila operazioni chirurgiche effettuate negli ultimi undici anni.  Pazienti tra i 60 e i 90 anni, ma anche giovani traumatizzati da incidenti e fratture, provenienti da tutto il centro Italia, scelgono il reparto di radiologia dell'ospedale di Pescara per farsi curare. La chirurgia vertebrale, nel nosocomio adriatico, ha raggiunto traguardi di eccellenza  a livello nazionale grazie al decennale lavoro di Mario Dragani. 54 anni, nato a Viterbo, vissuto a Piacenza  ma originario di Caldari di Ortona, dove vive con la famiglia, Mario Dragani e' un luminare della vertebroplastica e cifoplastica, tecniche  all'avanguardia di riassetto della colonna vertebrale. Una puntura di 'cemento' (speciale resina simile a quella utilizzata nelle protesi ortopediche) iniettato direttamente nella vertebra nel caso della vertebroplastica o un palloncino gonfiato a piu' di venti atmosfere nel caso della cifoplastica, fanno tornare a nuova vita pazienti affetti da patologie quali osteoporosi, fratture, scoliosi, cisti, ernie discali, (un gel viene introdotto nel disco nelle ernie acute, per superare le problematiche della sciatica), lombalgie, sciatiche, sciatalgie, dolori cronici della schiena e traumi vari, anche derivanti da incidenti, i quali tornano a camminare dopo pochi giorni dall'uscita della sala operatoria. Ogni intervento chirurgico, effettuato in anestesia locale, dura circa un'ora e mezza. Dopo un solo giorno di ricovero, il paziente puo' tornare a casa. Indossera'  uno speciale busto per circa tre settimane, quindi  la rapida guarigione.  Il lungo cammino costellato di successi per Mario Dragani, specializzato anche in medicina dello sport alla D'Annunzio di Chieti e il sogno di cardiochirurgo nel cassetto,  inizia undici anni fa. 'Quando il mio amico Mario Di Virgilio mi parlo' di queste tecniche gia' all'avanguardia in Europa e negli Stati Uniti'- racconta Dragani che da quel momento macina chilometri in tutto il mondo per imparare e portare a casa quelli che sono i brillanti risultati di oggi. Radiologia Pescara, nel tempo, diviene  punto di riferimento per la guarigione di pazienti provenienti prevalentemente  da Marche, Puglia, Molise e Abruzzo. Accenna un timido sorriso quando viene appellato il 'Lazzaro d'Abruzzo' per la straordinaria capacita' delle sue tecniche di rimettere in piedi, in pochi giorni, un essere umano piegato dal dolore della malattia. 
'Resuscitato' anch'egli, quando emetteva i primi vagiti il 2 ottobre 1962 a Viterbo dove suo padre esercitava come ufficiale medico in aeronautica.   Un episodio che ha fortemente segnato il  carattere e le sue scelte professionali future: 'Sono nato prematuro, a sei mesi, pesavo 800 grammi,  i miei genitori Antonio e Adelaide, mi trasportarono in elicottero da Viterbo   a Siena per salvarmi la vita. Fui addirittura battezzato due volte perche' dato per morto' racconta commosso un Dragani schivo, metodico e perfezionista,  che adora  la sorella Maria Cristina, il fratello Carlo e la nipote Giulia. Il suo modus operandi? 'Praticita', immediatezza e semplicita'. In forze dal 1999 al Santo Spirito come dirigente medico di primo livello, il 15 settembre scorso arriva ufficialmente la nomina a capo della struttura. Una 'nomina inattesa' che lo riempie d'orgoglio  e  lo 'ripaga di tutti i sacrifici' ma  che lo proietta verso nuove responsabilita'.  Prima di tutto il rispetto delle linee guida imposte dalla Regione. La parola d'ordine e' 'abbattimento delle liste di attesa per Tac, risonanze e mammografie. 'Cambieranno le metodologie- spiega Dragani- gli esami critici come Tac e risonanze con contrasto verranno effettuate di notte' per snellire le lunghe code di mesi di attesa, che sempre scatenano rabbia e polemiche. L'altro 'obiettivo importante sara' il potenziamento e l'ottimizzazione della radiologia interventistica e vascolare'. Dragani  ha effettuato un tour in Italia per visitare quante piu' radiologie possibili nel mondo per carpire i segreti di nuove tecniche di intervento. Ma le 'nuove frontiere della colonna vertebrale' partono da Pescara. Le potenzialita' di questa branca della medicina sono emerse nel corso del sesto congresso dell'Associazione Artroplastica Vertebrale Italiana (Aavi)   svoltosi all'hotel Carlton di Pescara  il 25 e 26 settembre 2015. L'iniziativa, organizzata da Dragani con Mario Di Silvestre degli Istituti Ortopedici Rizzoli di Bologna, Giuseppe Calvosa, Fabrizio Caroli e Roberto Delfini, ha avuto lo scopo di fare il punto su questo tipo di chirurgia, che ha  conseguenze per i pazienti non solo da un punto di vista medico, ma anche sociale ed economico. Negli ultimi anni si e' assistito ad uno sviluppo sempre maggiore della chirurgia ' a cielo chiuso', oltre che ad innovative tecniche di chirurgia maggiore 'open' e 'mini open'. Notevoli sviluppi vi sono stati anche da un punto di vista farmacologico e fisioterapico'. Tra gli argomenti sviscerati, capitoli importanti sono stati dedicati alla scoliosi dell'adulto; alla chirurgia mini invasiva, nuova opzione di trattamento della lombalgia,  senza gli svantaggi della chirurgia 'open'; alle tecniche chirurgiche mini invasive percutanea e non, nonche' alle nuove terapie farmacologiche del dolore e ai protocolli fisioterapici da impiegare nelle varie circostanze interventistiche. All'incontro sono intervenuti tecnici radiologi, reumatologi, fisiatri, ortopedici, anestesisti, neurochirurghi, medici di base, infermieri, fisioterapisti,  provenienti da tutta Italia.
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martedì 25 ottobre 2016

FUNERALI: IL VATICANO VIETA LA DISPERSIONE DELLE CENERI

La cremazione di un defunto "non è vietata dalla Chiesa" se non è fatta per una scelta di contrarietà alla fede. Lo conferma la Congregazione per la Dottrina della Fede in una Istruzione che ha avuto il 'placet' del Papa. Confermato anche che la pratica debba avvenire "dopo la celebrazione delle esequie"."Laddove ragioni di tipo igienico, economico o sociale portino a scegliere la cremazione, scelta che non deve essere contraria alla volontà esplicita o ragionevolmente presunta del fedele defunto, la Chiesa - si legge nel documento vaticano - non scorge ragioni dottrinali per impedire tale prassi, poiché la cremazione del cadavere non tocca l'anima e non impedisce all'onnipotenza divina di risuscitare il corpo e quindi non contiene l'oggettiva negazione della dottrina cristiana sull'immortalità dell'anima e la risurrezione dei corpi".Tuttavia si precisa che "la Chiesa continua a preferire la sepoltura dei corpi poiché con essa si mostra una maggiore stima verso i defunti". In ogni caso "la cremazione non è vietata, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana". In questo caso"si devono negare le esequie, a norma del diritto" perché la Chiesa "non può permettere atteggiamenti e riti che coinvolgono concezioni errate della morte, ritenuta sia come l'annullamento definitivo della persona, sia come il momento della sua fusione con la Madre natura o con l'universo, sia come una tappa nel processo della reincarnazione, sia come la liberazione definitiva della 'prigione' del corpo".In assenza di motivazioni contrarie alla dottrina cristiana, invece, la Chiesa, dopo la celebrazione delle esequie, accompagna la scelta della cremazione con apposite indicazioni liturgiche e pastorali, avendo particolare cura di evitare ogni forma di scandalo o di indifferentismo religioso".Ed inoltre, "per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista" il Vaticano vieta "la dispersione delle ceneri nell'aria, in terra o in acqua o in altro modo" e ribadisce che in ogni caso "le ceneri del defunto devono essere conservate di regola in un luogo sacro, cioè nei cimiteri" e "la conservazione delle ceneri nell'abitazione domestica non è consentita". Non permessa a maggior ragione la conversione delle ceneri "in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti, tenendo presente che per tali modi di procedere non possono essere addotte le ragioni igieniche, sociali o economiche che possono motivare la scelta della cremazione". ansa
martedi 25  ottobre 2016
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sabato 22 ottobre 2016

INFLUENZA: IN ARRIVO QUATTRO CEPPI DI VIRUS

Con l'inverno alle porte è inevitabile parlare del classico malanno di stagione: l’influenza.  Si stima che ogni anno nel mondo si ammalano circa 500 milioni di persone, pari a quasi il 10% della popolazione del pianeta. Nei Paesi dell'UE/SEE sono 50 milioni le persone all'anno mentre i decessi associati a causa dell'influenza tra sono stimati dai 15.000 ai 70.000. Il virus viene trasmesso tramite microscopiche goccioline di saliva emesse dalle persone infette con gli starnuti, con la tosse o anche con la semplice fonazione. La trasmissione è facilitata dal contatto ravvicinato tra le persone, dato che il virus ha una elevata contagiosità. Questa elevata capacità di diffusione del virus spiega perché in una popolazione l’epidemia raggiunga il culmine dopo soli 15 giorni dal manifestarsi dei primi casi. La persona infetta è in grado di trasmettere il virus da pochi giorni prima fino a 5-7 giorni dopo la comparsa dei sintomi. Il virus, una volta penetrato nell’organismo attraverso le vie respiratorie, si localizza nelle cellule epiteliali di rivestimento delle prime vie aeree, all’interno delle quali è in grado di replicarsi attivamente; il ciclo vitale del virus ha una durata di 4-6 ore. Le particelle virali neoformate escono quindi dalla cellula, che va incontro a morte, e sono pronte per andare ad infettare nuove cellule, provocando così l’estensione dell’infezione a macchia d’olio. In seguito, l’intervento del sistema immunitario contribuisce ad arrestare la progressione dell’infezione, portando così alla guarigione nel giro di pochi giorni. Gli esperti dell'agenzia indipendente dell'Unione europea,  il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), hanno fatto sapere che per quest’anno non sembrano preoccupati. Sono previsti 4 diversi virus che potrebbero arrivare sul territorio italiano, ma con un’incidenza nella media degli scorsi anni. Molto dipenderà dal clima, ma si prevede che saranno circa 3-4 milioni gli italiani che finiranno a letto con la meno desiderata delle compagnie. Uno non è una novità, è il virus California A/H1N1 che circola sin dal 2009, gli altri sono varianti dei virus che già circolavano negli scorsi anni e cioè A/H3N2, B/Pukhet e B/Brisbane. A questi poi si dovranno aggiungere oltre 200 tra rinovirus, adenovirus e coronavirus che producono sintomi simili ai virus dell’influenza 2016, ma che non sono considerati virus influenzali. Le conseguenze saranno soprattutto febbre, raffreddore e mal di pancia o altri sintomi gastrointestinali che si stima colpiranno fino a 8 milioni di persone. Il periodo più a rischio sarà come sempre quello dopo Natale quando un mix tra basse temperature, dopo baci e abbracci tra parenti, darà un’accelerata alla diffusione dei virus influenzali. La differenza tra i virus influenzali e quelli non influenzali è che nel primo caso la febbre arriva all’improvviso, è superiore ai 38 gradi ed è accompagnata da dolori muscolari e articolari, mal di gola e tosse. È periodicamente una delle principali cause di assenza dal lavoro, consulto medico e ricovero ospedaliero; in Italia è a tutt’oggi con 8000 decessi l’anno la terza causa di morte per malattie infettive, preceduta da tubercolosi ed Aids. I pazienti più colpiti saranno i neonati ed i soggetti con più di 65 anni di età: queste sono infatti le fasce di popolazione con un sistema immunitario rispettivamente non ancora sviluppato o debilitato, che rischiano quindi anche lo sviluppo di complicazioni come polmoniti e/o bronchiti. Nello specifico, secondo le previsioni il 40% delle persone che verranno colpite sarà sotto i 18 anni, un altro 40% tra i 18 e i 65 e solo il 20% sarà over 65, anche se per loro l’influenza potrebbe portare conseguenze più gravi rispetto a chi è più giovane e sano.
sabato 22 ottobre 2016
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giovedì 20 ottobre 2016

ASSORBENTI INTERNI: AUMENTANO I CASI DI CHOC TOSSICO

Se ne sente parlare sempre più spesso, soprattutto, a causa del crescente uso tra le più giovani, di assorbenti interni. La sindrome da shock tossico è una condizione rara ma grave causata da un'infezione batterica. Questa condizione è il risultato di una tossina prodotta dallo Stafilococco aureo. Nelle donne è stata correlata all'uso di tamponi vaginali durante il ciclo mestruale, ma può interessare uomini, bambini e persone di tutte le età. Ma ora in queste ultime settimane, i ricercatori dell'Istituto nazionale di sanità di Lione in Francia, sono preoccupati per l'aumento dei casi di sindrome da shock tossico dovuto all'uso del tampone vaginale. Secondo gli scienziati questa condizione, si verifica solitamente quando i batteri penetrano nel corpo attraverso un'apertura cutanea. Ad esempio, i batteri possono entrare attraverso un taglio, una piaga o un altro tipo di ferita, causata anche dall'uso di tamponi vaginali. Alcuni ritengono che il tampone vaginale lasciato in posizione per lungo tempo attragga i batteri. Un'altra possibilità è che le fibre del tampone graffino la vagina, creando un punto di ingresso per i batteri nel flusso sanguigno. I sintomi della sindrome da shock tossico variano da persona a persona. Nella maggior parte dei casi, i sintomi si manifestano improvvisamente. I segni più comuni di questa condizione sono febbre improvvisa, pressione arteriosa bassa, mal di testa, dolori muscolari, confusione, diarrea, nausea, vomito, eruzione cutanea, rossore intorno a occhi, bocca e gola, convulsioni. I sintomi della sindrome da shock tossico possono essere attributi a un'altra condizione medica quale l'influenza. Tuttavia, se si verificano i sintomi sopra descritti dopo l'uso di tamponi vaginali o dopo un intervento chirurgico o una lesione cutanea, rivolgersi immediatamente al medico. La sindrome da shock tossico è un'emergenza medica e molte delle persone colpite devono essere ricoverate. Alcuni soggetti devono trascorrere vari giorni dell'unità di terapia intensiva in modo che il personale medico possa tenerli sotto controllo continuo. Il medico molto probabilmente prescriverà un antibiotico somministrato per via endovenosa, un farmaco che aiuta a combattere l'infezione batterica. Altri trattamenti per la sindrome da shock tossico dipendono dalle cause preesistenti. Ad esempio, se lo shock tossico è stato causato da una spugnetta vaginale o da un tampone, il medico dovrà rimuovere tale oggetto dal corpo. Se la sindrome da shock tossico è stata causata da una ferita aperta o da una ferita chirurgica, il medico dovrà drenare il pus o il sangue dalla ferita per aiutare a risolvere l'infezione. La sindrome da shock tossico è una condizione potenzialmente letale. Infatti, secondo gli Istituti nazionali della sanità, questa condizione è mortale circa nel 50% dei casi. In Francia nel 1990, è stata identificato un solo caso di sindrome da shock tossico (TSS). Ma a partire dalla fine degli anni '90, la malattia è ricomparsa e sta crescendo: 5 casi segnalati nel 2004, 19 nel 2011 e fino a 22 casi nel 2014. Nel mese di febbraio, l'associazione che rappresenta 60 milioni di consumatori avevano lanciato l'allarme anche sulla presenza di diossine in alcune protezioni sanitarie. L'ultimo caso correlato balzato alle cronache racconta quando la modella americana Lauren Wasser ha accusato un malessere che le ha fatto perdere i sensi. Una volta arrivata in ospedale è stato necessario amputarle una gamba per via dell'infezione causata dall'uso di un tampone. Oggi la giovane ha deciso di far causa alla Kimberly-Clark Corporation, azienda che distribuiva e produceva gli assorbenti della "Kotex Natural Balance". La causa punta sul fatto che in nessuna parte della confezione è specificato che l’utilizzo del tampone interno può avere controindicazioni come quella che ha colpito Lauren, la cosiddetta ‘sindrome da shock tossico‘. Mentre a detta dei ginecologi italiani, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, la sindrome non dipende tanto dall’uso del tampone quanto dalla mancanza o dalla scarsa igiene intima; gli stessi lamentano, soprattutto, il fatto che le giovani usano cambiare raramente l’assorbente e senza essersi lavate accuratamente le mani prima e dopo l’applicazione. In tal modo, nonostante su tutte le confezioni le istruzioni indichino il rischio di episodi di shock tossico segnalando le regole per non incorrervi e, nonostante la maggior parte delle aziende produttrici abbia provveduto a modificare il potere assorbente, così da facilitare la sostituzione del tampone più volte al giorno, sono moltissime le ragazze che accusano malori causati dallo stafilococco aureo. I sintomi, simili a quelli del colpo di calore, possono essere talmente gravi da provocare, per fortuna raramente, anche la morte.
giovedi 20 ottobre 2016  
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martedì 11 ottobre 2016

UN GENE INIETTATO NEL CERVELLO PER COMBATTERE IL MORBO DI ALZHEIMER

Un team di ricercatori, guidato dalla spagnola Magdalena Sastre, ha sviluppato un metodo per prevenire il morbo di Alzheimer nei topi iniettando un virus che consente di trasmettere un gene specifico nel cervello, Lo studio è stato pubblicato oggi sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences. Questa scoperta fatta da scienziati dell'Imperial College di Londra, anche se è nelle sue fasi iniziali della ricerca, potrebbe aprire la porta a nuovi possibili trattamenti per la malattia. La scienza ha scoperto che questo gene, chiamato PGC1-alfa, può impedire la formazione della proteina amiloide-beta natriuretico in cellule in laboratorio. Questa proteina è il componente principale delle piastre dell'amiloide, una massa viscosa di proteine che è stata trovato nel cervello di quelle persone con morbo di Alzheimer, e che si pensa che scatena la morte delle cellule del cervello. Questa scoperta potrebbe favorire nuovi approcci per prevenire o fermare la malattia nelle sue fasi iniziali. "Anche se questi risultati sono ancora nella fase iniziale suggeriscono, comunque, che questa terapia dei geni può avere un uso potenziale terapeutico per quei pazienti." Ancora ci sono molti ostacoli da superare e attualmente l'unico modo di trasmettere questo gene è attraverso l'iniezione diretta nel cervello", ha spiegato il dr. Sastre, uno scienziato dell'Imperial College di Londra, autore principale dello studio." I ricercatori hanno iniettato il virus con il gene in due aree del cervello dei topi dove si potrebbe sviluppare il morbo di Alzheimer, l'ippocampo (che controlla la memoria a breve termine) e la corteccia (che controlla la memoria a lungo termine), e che sono i primi dove iniziano le placche amiloidi. Gli animali sono stati trattati nei primi episodi della malattia, quando ancora non hanno queste formazioni e successivamente quattro mesi più tardi è stato trovato che i topi che avevano ricevuto il gene avevano pochissimi di queste formazioni rispetto al gruppo di topi che non erano stati sottoposti al trattamento. Inoltre, non era stato registrata una perdita di cellule cerebrali nell'ippocampo. Il dottore Sastre ha aggiunto che altri studi sono in corso e che l'esercizio ed un componente, il resveratrolo, può aiutare i livelli di questo gene PGC-1. "Ancora siamo all'inizio dall'utilizzo di questa terapia come trattamento clinico." Tuttavia, nei casi urgenti della malattia c'è bisogno di nuove opzioni per i pazienti e questa scoperta offre speranza per le future terapie", ha inoltre spiegato Sastre. La ricerca è stata finanziata Dipartimento della Salute britannico e dal Consiglio della ricerca europea. Il morbo di Alzheimer è una fatale malattia del cervello che provoca un lento declino delle capacità di memoria, del pensare e di ragionamento. Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione che si occupa anche della tutela degli ammalati di tali malattie neurodegenerative, ricorda che circa 47 milioni di persone in tutto il mondo sono affette da demenza senile, ed il morbo di Alzheimer è il tipo più comune. L’inesistenza di una cura, poiché le medicine attuali possono solo temporaneamente alleviare i sintomi, comporta il fatto che non solo chi è colpito dalla malattia ne subisce le conseguenze che lo portano ad un decadimento progressivo sino alla morte, ma anche i propri familiari che devono assisterli. È difficile, quindi stimare, per la loro enormità, i costi sociali che la malattia porta ai sistemi di welfare, ma è ovvio che la scoperta di una cura efficace potrebbe da una parte portare sollievo a milioni di persone nel mondo, ma anche ridurre notevolmente la spesa pubblica sanitaria a livello globale.