martedì 7 aprile 2015

AGRICOLTURA IN ALLERTA: DOPO LA XYLELLA DEGLI ULIVI ARRIVA IL MOSCERINO CHE DISTRUGGE I VIGNETI

Non c'e' pace per l'agricoltura. Dopo l'emergenza xylella che ha falcidiato gli ulivi, ne arriva un'altra uguale se non peggio. Si tratta del moscerino asiatico che distrugge i vigneti.  Solo il caldo torrido potrebbe combattere questa nuova emergenza di campagna. Mentre il Salento, e non solo, si dibatte in una delle più gravi emergenze agricole della sua storia, quella alimentata dalla xylella fastidiosa, una serie di minacce provenienti da parassiti "alieni" perchè importati da luoghi anche lontanissimi e diversi dal Vecchio Continente, sembra vogliano minare i nostri ecosistemi basati su equilibri delicatissimi ma anche antichissimi. 
L'ultima allerta e' lanciata dallo “Sportello dei Diritti” che mette in guardia su quella che potrebbe diventare una ennesima catastrofe agroalimentare e che riguarda la drosophila suzuki, un moscerino asiatico ghiotto di frutta che dalla sua comparsa in Europa nel 2010 ha creato non pochi grattacapi, soprattutto ai proprietari di vigneti, perché rischia di far marcire i grappoli e far saltare interi raccolti. Questa specie apparentemente innocua per le dimensioni, agisce in maniera semplice ma anche primordiale: le femmine fecondate depongono le uova all’interno dei frutti in via di maturazione. Alimentandosi all’interno della polpa, le larve neonate provocano la formazione di un’area depressa e molle che porta rapidamente il frutto colpito a disfacimento. Il gusto del frutto diventa acetico, molto sgradevole al palato. A causa della sua polifagia, la sua rapida diffusione e la sua biologia si tratta di un parassita primario. Attacca preferibilmente frutti non raccolti in corso di maturazione.Originario del Giappone, diffusosi nel America del nord, a fine 2008 è stato scoperto in Spagna, a novembre 2009 in Italia nel Trentino e nel 2010 nella Francia meridionale e in Corsica. Il nemico della vite è riuscito ad ambientarsi e a propagarsi soprattutto a sud delle Alpi, anche grazie a inverni non particolarmente rigidi, in particolare quest'anno che è sopravvissuto all'inverno mite e debellarlo non sarà facile. Stando a quanto rendono noto gli esperti, la lotta contro questo insetto è particolarmente difficile, visto che riesce a resistere anche agli insetticidi.Mentre in regioni extraitaliane come il Canton Ticino si preparano dei veri e propri piani pubblici anti drosophila, a noi al di qua delle Alpi, in assenza di direttive ministeriali o anche regionali, non resta che sperare, allora, nell'aiuto della meteo: un'estate calda, sopra i 30 gradi, non permetterebbe alla drosophila di svilupparsi anche se non dobbiamo stupirci delle possibilità di adattamento di queste specie aggressive ed infestanti ed al rischio che si diffondano verso Sud e sino all'Italia meridionale.
martedi 7 marzo 2015
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lunedì 6 aprile 2015

CASSAZIONE: IL CLIENTE E' TROPPO CHIASSOSO? IL GESTORE LO PUO' CACCIARE

Se i clienti sono rumorosi in maniera troppo fastidiosa il gestore del locale li puo' cacciare. Lo dice una sentenza della 
Cassazione, secondo la quale in determinate circostanze e' possibile adottare 'i vari mezzi offerti dall'ordinamento per 
evitare che la frequentazione del locale da parte degli utenti sfoci in condotte contrastanti con le norme poste a tutela 
dell'ordine e della tranquillità pubblica'.  Il cliente chiassoso puo' essere buttato fuori senza complimenti.  La cacciata 
del cliente, ha osservato la Suprema Corte, rientra nella "attuazione dello 'ius excludendi'". La Terza sezione penale, con 
la sentenza 12967, ha stilato un vero e proprio vademecum per i gestori di locali pubblici alle prese con clienti rumorosi. 
Risponde, dunque, del reato punito dall'art. 659 c.p. "il gestore di un locale pubblico che ometta di ricorrere ai vari mezzi 
offerti dall'ordinamento (come l'attuazione dello 'ius excludendi' o il ricorso all'autorità) per evitare che la frequentazione del locale da parte degli utenti sfoci in condotte contrastanti con le norme poste a tutela dell'ordine e della tranquillità pubblica".
Se, invece, ha spiegato ancora piazza Cavour, "il disturbo del riposo e delle occupazioni da parte degli avventori 
dell'esercizio pubblico avvenga all'esterno del locale, per potere configurare la responsabilità del gestore è necessario 
provare che egli non abbia esercitato il potere di controllo e che tale omissione sia riconducibile alla verificazione 
dell'evento". Applicando questi principi, la Cassazione ha confermato la responsabilità penale del gestore di un pub 
torinese colpevole di non avere impedito sia gli schiamazzi interni al locale sia quelli all'esterno. Inutile il ricorso della 
titolare contro la decisione del Tribunale di Torino del 7 marzo 2013 volto a dimostrare che la protesta di tre abitanti era 
"priva di riscontri della diffusività dei rumori" e che in ogni caso il gestore aveva fatto quanto poteva "per calmare i 
gruppi più 'facinorosi'".
La Suprema Corte ha bocciato il ricorso del gestore del pub e ha evidenziato che non era stato fatto nulla "per impedire 
in concreto gli schiamazzi" oggetto di disturbo per gli abitanti della zona. Tra l'altro piazza Cavour ha fatto notare che "il 
Tribunale ha ritenuto che i rumori che, lo si ripete, non consistevano solo negli schiamazzi dei clienti all'esterno del 
locale, ma anche nei rumori prodotti all'interno e nella musica ad alto volume, fossero riconducibili alla condotta 
dell'imputata e non ha attribuito rilievo ai tentativi, evidentemente ritenuti insufficienti, di calmare la clientela più 
rumorosa". Accertata, dunque, "la responsabilità penale dell'imputata per i rumori provenienti dal suo locale, e, 
dall'altro, il concreto disturbo arrecato alle parti civili" alle quali sono state liquidate anche 2.500 euro per le spese 
processuali. (adnkronos)
martedi 7 marzo 2015
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MIGLIAIA DI PERSONE A RISCHIO A CAUSA DEI BATTERI RESISTENTI AGLI ANTIBIOTICI

Migliaia di persone a rischio a causa dei batteri resistenti agli antibiotici. L'allarme arriva dal Regno Unito che lo considera un 'problema molto serio' . Sotto accusa prevalentemente E.coli, la Klebsiella pneumoniae e lo Staphylococcus aureus. Ottantamila persone sarebbero a rischio. Ma se la problematica dovesse persistere, o non si trovano rimedi nell'immediato, si rischierebbe  'un ritorno agli anni bui della medicina', sottolinea il rapporto del governo britannico. Perche' 'senza farmaci efficaci anche le più semplici operazioni potranno essere a rischio fatale'.
martedi 7 marzo 2015
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domenica 5 aprile 2015

PILOTI DEPRESSI MA LO NASCONDONO ALLE COMPAGNIE AEREE

Piloti depressi ma lo nascondono alle compagnie aeree. Non e' un caso isolato quello del 27enne che ha fatto schiantare un velivolo e ucciso 150 persone a bordo. Secondo uno studio reso noto dall'edizione domenicale del quotidiano tedesco "Bild", quello del pilota tedesco non è un caso unico. La gran parte del piloti che soffrono di depressione nascondono la patologia alle compagnie o alle autorità aeree. È la conclusione di quotidiano nelle pagine dedicate al disastro aereo del volo Germanwings fatto precipitare dal copilota.Dallo studio, condotto da Anthony Evans, direttore del dipartimento di medicina dell'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (Icao), e datato novembre 2013, emerge più della metà dei piloti che soffre di forme depressive, circa il 60%, non lo comunica e decide di continuare a volare. Lo studio fu condotto su 1.200 persone, ed è frutto di una lunga analisi, con dati raccolti tra il 1997 e il 2001.
domenica 5 marzo 2015
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sabato 4 aprile 2015

UOMO BEVE 4 LITRI DI THE' FREDDO AL GIORNO: FARA' LA DIALISI PER TUTTA LA VITA

Beve per anni quattro litri di the' freddo al giorno e finisce in dialisi a vita per una insufficienza renale. E' accaduto ad un 56enne dell'Arkansas, Usa. Il thè nero industriale è noto per causare calcoli renali o insufficienza renale se bevuto in quantità eccessive. Quest'uomo si è visto compromessa la normale attività dei reni dopo aver bevuto per molto tempo una quantità di tè freddo pari a quattro litri al dì. L'uomo è finito così in dialisi per il resto della sua vita. I medici non escludono altre cause. Ma il verdetto è quello: overdose da thè freddo. E i principali responsabili del danno ai reni sarebbero gli ossalati. Presenti in molti alimenti, queste sostanze sono in grado di ridurre i sali minerali all'interno dell'organismo. Un eccesivo consumo di ossalati provoca di conseguenza una riduzione di importanti quantità di sali minerali, provocando così malattie gravi, come l'osteoporosi (il calcio è uno dei sali cui meglio si legano gli ossalati) ma anche anemie. Non da ultimo la cmpromissione dell'attività renale. Oltre a tè nero, l'ossalato si trova in spinaci, rabarbaro, noci, crusca di frumento e cioccolato. In rari casi, troppo ossalato può portare a problemi renali, ma spesso contribuisce anche a problemi intestinali.
sabato 4 marzo 2015
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ASSOLTO IL CIOCCOLATO: NON PROVOCA ACNE

A Pasqua, e non solo, il cioccolato e' assolto: non provoca acne. Niente ciccia e brufoli a causa della golosa barretta. Sono gli ormoni a provocare l'acne. Forse non c'era di uno studio per avere tale conferma, ma male non fa. 'I golosi di uova di Pasqua possono stare tranquilli. Non è infatti assolutamente provato che l'assunzione di quantità non eccessive di cioccolata influenzi la comparsa di acne, che invece è da correlarsi principalmente a fattori di carattere ormonale'. Lo spiega Maria Grazia Caputo, medico estetico con una lunga esperienza nell'ambulatorio di medicina estetica dell'ospedale Fatebenefratelli di Roma. Gli effetti del cioccolato sull'organismo sono molteplici. Fa bene all'umore anche se un po' meno al peso. Ma un consumato moderato di cioccolato ha ottimi effetti sul livello di colesterolo e sulla pressione sanguigna. Secondo i ricercatori dell'Università di Harvard, previene il decadimento delle cellule cerebrali. Un altro lavoro pubblicato sul 'British Medical Journal' sottolinea che consumare regolarmente cioccolata riduce i rischi di attacchi cardiaci. Il dubbio amletico e' pero' sempre lo stesso: fondente o al latte? Posto che dipende dai gusti, ma quale sarebbe piu' digeribile dagli stomaci affaticati e ribelli?  'Il cioccolato fondente - sottolinea Caputo - rispetto a quello al latte contiene una maggiore quantità di cacao e, quindi, una percentuale più alta di flavonoidi. Ovvero di sostanze antiossidanti che, se consumate con moderazione, intervengono positivamente sul sistema circolatorio. Non dimentichiamo, infatti, che 100 grammi di cioccolato forniscono un apporto calorico pari a circa 540 calorie e che, pertanto, un consumo eccessivo porta ad un aumento di peso che nel tempo si associa a varie manifestazioni patologiche'. Buona Pasqua a tutti e via libera al cioccolato. Cellulite e smaltimento dei chili di troppo possono attendere.
sabato 4 marzo 2015
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venerdì 3 aprile 2015

PASQUA, CIOCCOLATO E STRAVIZI: LE DONNE PREOCCUPATE PER LA CELLULITE. ECCO IL CONSIGLIO DEGLI ESPERTI.

Pasqua, colombe, uova di cioccolato, stravizi, cellulite. Le donne impazziscono in questo periodo perche' temono di non riuscire a smaltire i chili di troppo incamerati con le abbuffate del periodo pasquale.
La conferma arriva da una ricerca del Centro studi Guam, condotta su 800 donne tra i 25 e i 50 anni: 6 su 10 (il 61%) sono angosciate dai preparativi di Pasqua e dall'aumento della cellulite che non riusciranno a smaltire prima dell'estate, mentre il 21% dichiara di essere preoccupata, ma tuttavia sicura che subito dopo le vacanze risolverà il problema con un esercizio fisico costante, la dieta e l'utilizzo di prodotti cosmetici specifici. Solo il 18% sostiene di vivere serenamente le festività perché non ha alcun timore degli effetti degli stravizi.

Quali sono, quindi, le debolezze a cui le donne sono disposte a rinunciare durante le festività? Analizzando i risultati del sondaggio, si scopre che il 58% delle donne dirà di no alla classica fetta di colomba farcita (500 kcal per 100 grammi), il 25% starà lontana dalle uova di cioccolata (550 kcal per 100 g) e il 12% bandirà il casatiello napoletano con strutto e salame (397 kcal per 100 g). Appena il 3%, invece, dichiara di poter rinunciare all'abbacchio (162 kcal per 100 g) e un ancor più esiguo 2% a un piatto di tagliatelle all'uovo con ragù d'agnello, nonostante l'apporto calorico importante (576 kcal per 100 grammi). Alcuni accorgimenti a Pasqua possono essere una buona partenza per limitare i danni alla 'mise en forme' estiva. Dalla cosmetologa Manuela Mai arrivano i consigli basilari da adottare.

Durante la giornata - suggerisce l'esperta - massaggiate quotidianamente glutei e cosce con setole morbide per favorire la circolazione periferica e irrorare bene i tessuti, migliorando il metabolismo locale. In alternativa, alternate getti d'acqua fredda e calda durante la doccia per una efficace ginnastica vascolare. Camminate di almeno 30 minuti al giorno a passo sostenuto. Se ne avete la possibilità, aiutate l'organismo a liberarsi dalle tossine con bagni di vapore e saune. Usate scarpe comode, non troppo basse né troppo alte. Un tacco di 5 cm è l'ideale per favorire la risalita del sangue.

Da Samantha Biale, nutrizionista e prima 'diet coach' italiana, arrivano i consigli a tavola: abolite i cibi troppo salati, perché per aumentare la diuresi e vincere la ritenzione idrica bisogna dare un taglio netto al sale ed evitare tutti i cibi che ne sono ricchi come salumi, salse, conserve, formaggi stagionati, prodotti affumicati e cibi in scatola come anche il tonno al naturale che - pur essendo poco calorico - è una miniera di sodio. Per condire e dare sapore riducendo il sale è utile rifornire la dispensa di spezie ed erbette. Se mangiate spesso fuori, puntate su pasti a base di proteine (carne e pesce), verdure e pochi carboidrati. Questa è la combinazione giusta per tenere sotto controllo i livelli di insulina che, quando sono troppo alti, favoriscono l'aumento di peso. Quando vi concedete la pasta, sceglietela integrale e cuocetela al dente: così avrà un indice glicemico più basso e i suoi zuccheri passeranno meno rapidamente in circolo.

E ancora: bevete almeno 2 litri di acqua al giorno, meglio se con residuo fisso inferiore a 50 mg/l (vedere l'etichetta) per un più spiccato effetti diuretico, e distribuirla a piccole dosi nell'arco della giornata per favorire l'eliminazione delle scorie che causano ritenzione idrica e gonfiore. Quando capita di esagerare a tavola, basta seguire la 'dieta del giorno dopo' assumendo molti liquidi già dalla colazione, ad esempio tè verde o latte di soia senza zucchero. Il pranzo va limitato a pesce o carne cotti alla griglia con verdure e per cena è perfetta una minestra, seguita da abbondante verdura e magari un pezzo di formaggio fresco leggero. In questo modo, si agevola il drenaggio e si compensano le calorie in eccesso.

Evitate di saltare i pasti, conclude l'esperta: la fame improvvisa e vorace causata dalle tante ore di digiuno spinge a consumare snack molto calorici, troppo dolci o salati e quindi poco salutari per la cellulite. "Uno stile di vita sano e dinamico, associato a un'alimentazione iposodica, ricca di vegetali, cereali integrali e pesce - commenta Mai - è la strategia di base per conquistare un'ottima forma fisica. Ma non sottovalutiamo l'efficacia degli interventi cosmetici, meglio se costituiti da ingredienti attivi rigorosamente di origine naturale. Non esiste un periodo specifico della vita o dell'anno per iniziare un trattamento anticellulite poiché è la prevenzione costante durante tutto l'anno a dare i migliori risultati. Per chi non è stata previdente, il momento ideale per incominciare i trattamenti per la silhouette è proprio subito dopo questo periodo di festività sino alla prova costume. Una pelle più elastica, soda e compatta, e una minor circonferenza del girocoscia saranno il miglior benvenuto che potremmo dare all'estate".(adnkronos)
venerdi 3  marzo 2015
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