domenica 9 luglio 2017

IL CONI CANCELLA LO YOGA DAL REGISTRO DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE: LE REAZIONI DEGLI INTERESSATI

Qualche centro yoga rischia la chiusura se verranno a mancare anche i preziosi sgravi fiscali. Altri avevano previsto con tre anni di anticipo il provvedimento del Coni e si sono organizzati per tempo. Altri ancora vanno avanti spediti nell'attività grazie ai contribuiti associativi e con le proprie forze. Reagisce in maniera diversa e si spacca il popolo dello yoga, la diffusissima arte della meditazione che mette pace tra corpo e mente, alla notizia della decisione del Coni di cancellare anche questa disciplina dal Registro delle Associazioni sportive. "Noi lo avevamo previsto tre anni fa quando abbiamo scelto di stare fuori dal Coni- attacca Alessandra Zancocchia, istruttrice dell'associazione culturale Yap (Yoga and pleasure, 50 associati, tariffe variabili da 50 euro mese) di Teramo, affiancata dai colleghi Alessandra Cocchi, Elena Di Felice, Loretta Di Fabio e Giampaolo Fontana-riteniamo che lo yoga non sia uno sport che prevede competizione e performance ad alti livelli, ma una disciplina filosofica che richiede tempi più lenti. E' giusta dunque la decisione del Coni, noi siamo stati lungimiranti". conclude Zancocchia, socia della Compagnia dei Merli Bianchi di Giulianova, presieduta da Laura Di Marco, che ha introdotto lo yoga a teatro.
La pensa diversamente Antonella Valentinetti , istruttrice insieme alla neozelandese Catherine Reidy, dell'associazione sportiva dilettantistica Yoga-Tree
di Ortona, presieduta da Giacomo Consorti, sorta nel 2014, un centinaio di soci, quote di iscrizione tra i 40 e i 60 euro mese. "Stiamo cercando di capire
la situazione anche attraverso gli altri enti di affiliazione - spiega Valentinetti- ma se dovesse passare il provvedimento del Coni, senza ulteriori proroghe, per noi significherà cambiare la forma sociale in associazione culturale e riscrivere lo statuto, impegni che hanno costi. Oltre al fatto che non potremo più godere dell'agevolazione degli sgravi fiscali che ci consentono di pagare gli stipendi degli istruttori mantenendoci sotto la soglia dei 7500 euro annui. Non riusciamo a capire, inoltre, perchè il Coni è disposto a tagliarsi i fondi sociali e rinunciare alla quota annuale di 60 euro di ciascun associato che sarà eventualmente escluso. Ci sono petizioni in corso in Italia che chiederanno il ripristino della disciplina, ma se il Coni non dovesse cambiare idea per noi i costi saranno troppo alti, rischiamo la chiusura del centro". "Non cambierà nulla" per Daniel Svitcoy, argentino, titolare del Soham Centro Yoga di Pescara attivo dal 1993, 200 associati e affiliazione Csen (Centro Sportivo Educativo Nazionale Ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni) che spiega tranchant:"Lo yoga non è una disciplina sportiva ma una pratica meditativa. Il Coni è libero di fare ciò che vuole, anche perchè, per quello che ci riguarda, non abbiamo sgravi fiscali e non prendiamo contribuiti da nessuno. Andiamo avanti con i contributi associativi e con le nostre forze".
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sabato 8 luglio 2017

ENZO CAMPLONE RICORDA GLI ANNI D'ORO DI GUERINO: DA TOTO' CHE ARRIVO' IN CADILLAC A WALTER CHIARI IN CARROZZA, ALL'IRONIA DEL CARDELLINO DEL PRESIDENTE PERTINI

Enzo Camplone, quando e come nacque Guerino?
Nel 1967 il locale si chiamava Il Gabbiano. Era di proprietà dell'ingegner Pazienza, con mio fratello Dino( scomparso nel 1994), lo rilevammo,  lo ristrutturammo e lo intitolammo a nostro padre Guerino, deceduto il 29 giugno 1960. Venivamo dall'esperienza dello Spizzico, la trattoria di papà in corso Manthonè attiva dal 1941, la mia famiglia era originaria di via di Portanuova, abitavamo vicino alla cattedrale di San Cetteo.  Non avrei mai venduto, ma dopo la morte di Dino è stata dura. Mi aiutava mia moglie Isa Cafarelli, le mie figlie Simona e Sabrina, hanno scelto altre strade, avvocato la prima, psicoterapeuta la seconda, non si poteva andare avanti.  Sono addoloratissimo, è stata una creatura tirata su con tanti sforzi  che ha ottenuto tantissimi riconoscimenti. Ora vederla in quello stato mi procura un dolore enorme. Ho persino creduto alle parole di chi acquistava, che mi prometteva che sarebbe diventato il locale più bello dell'Adriatico, invece guardate come è ridotto". 

Nel suo locale sono passati i nomi più importanti del jet set  che lei documenta nel suo Albo d'oro, il librone degli autografi collezionati dal 1951 al 2004. Ci racconta qualche aneddoto?
Tornavano e ritornavano, prima allo Spizzico e poi da Guerino.  Papà ci insegno a scegliere il pesce migliore, purtroppo costosi, storioni, dentici, orate, aragoste. Mia madre, Anna, deliziava i loro palati. Tra i fornelli, in cucina, lavorava sempre con un filo di perle al collo.  Gli Anni Cinquanta e Sessanta è stata l'epoca d'oro. Totò arrivò in Cadillac nera con l'autista che indossava i guanti bianchi. Una folla di gente si radunò intorno a lui. Quando, dopo molto tempo, riuscì ad entrare al ristorante disse a mio padre: fatemi lavare le mani che le ho date a mezza Pescara. Walter Chiari era un giocherellone, allo Spizzico arrivò in carrozza trainata da cavalli. Una volta si infuriò con la soubrette Maresca, con la quale aveva una relazione, perchè lei osò spalmare la maionese sugli scamponi. Alberto Lupo era molto fascinoso, un gran signore. Vittorio Gassman ci colpì perchè era altissimo, un viso bellissimo, quel giorno indossava una camicia di lino bianco. Si commosse quando rilesse il suo autografo scritto insieme alla compagna Annamaria Ferrero.Elegantissimo era anche il principe Alberto di Monaco che venne accompagnato da Renato Pozzetto e Adriano Panatta dopo la gara di off shore organizzata da Gilberto Ferri.  Il presidente Sandro Pertini fece sbellicare la sala quando, dopo aver degustato risotto e scamponi, si alzò e disse:"Ora vado a cambiare l'acqua al cardellino". Un giorno si incontrarono lui e l'attore Lando Buzzanca. "Che ci fai qui? gli chiese il Presidente. E l'attore:"Sto recitando a Lanciano, ma Guerino è una tappa obbligata".  E poi ancora, nostri clienti sono stati l'avvocato Umberto Agnelli, i Barilla, i De Cecco a cui acquistavamo la pasta, i Monti, Dante Marramiero, i Pozzolini.

Com'era Pescara all'epoca?
Era una Pescara elegante, non come oggi così eterogenea. Eravamo tutti una grande famiglia, ci conoscevamo e ci stimavamo. Gli altri ristoranti in voga erano il Leon d'Oro e Cetrullo.

giovedì 6 luglio 2017

PESCARA, LO STORICO RISTORANTEGUERINO DEVE RIPARTIRE : COSI' RIDOTTO DANNEGGIA SOLO LA CITTA'


"Sono addoloratissimo, mai avrei ceduto la mia creatura. Dopo la morte di mio fratello Dino ho tirato avanti finchè ho potuto, ma gli impegni erano gravosi. Da solo non ce la facevo, ho dovuto vendere". Sanguina, il cuore di Enzo Camplone, 80 anni, l'ultimo titolare dello storico ristorante Guerino chiuso da ben 13 anni. Un ecomostro transennato, che giace su 889 metri di superficie "rubati" al vicino lido Aurora, abbandonato al totale degrado dentro e fuori. Uno scheletro di cemento che si trova sul lungomare Matteotti a pochi metri dalla nave di Cascella e a due passi dal salotto buono. Un pessimo biglietto da visita per i turisti , che fa indignare cittadini e imprenditori del mare. I quali si chiedono se il Comune si fa pagare ancora la concessione demaniale malgrado lo stabilimento, ceduto nel 2004 dalla famiglia Camplone all'imprenditore Gianni Paglione, sia solo un rudere in pieno centro. E auspicano la ripresa di una qualunque attività all'interno di quelle mura, che ospitano i bivacchi dei disperati, perchè significherebbe far ripartire un indotto commerciale che farebbe bene anche a tutte le strutture ricettive circostanti. Sono gli stessi balneatori a sostenere questa tesi:"Io passo metà della mia giornata a giustificare la chiusura di questo cadavere in pieno centro, di cui nessuna sa nulla e di cui gli amministratori si disinteressano- spiega Vincenzo Petrucci, titolare del vicino lido Panta Rei- quando Guerino era aperto qui c'era un passaggio di almeno cinquemila persona a sera, ora se ne passano sessanta è già tanto. Se riaccendessero solo le luci, io incasserei il cinquanta percento in più perchè la zona si risveglierebbe. Un tempo era un ristorante elegante, oggi è luogo di bivacchi notturni". Luigi di Marco, titolare di Aurora- il mare in centro, mostra orgogliosamente le carte in cui è scritto che il ristorante Guerino è adagiato su ben "889 metri della nostra concessione". E ricorda gli anni d'oro dello stabilimento, quando "Gigi Proietti, che veninva da noi in spiaggia dopo gli spettacoli al Flaiano, scavalcava un muretto per entrare a Guerino. Uno giorno- racconta il balneatore- Enzo Camplone lo rimbrottò: qui non si entra senza camicia. Ha ceduto a malincuore, Enzo ci teneva tantissimo a questo locale, era la sua vita" conclude Di Marco che ricorda gli arrivi al ristorante di Ernesto Calindri, Luigi Veronelli e signora, Paola Pitagora. Molti vip alloggiavano al vicino Esplanade. Giovanni Colangelo, ex impiegato dell'hotel di piazza Primo Maggio e Alfredo Di Tillio, addetto alla reception, ricordano quando "turisti da tutta Italia arrivavano a Pescara e ci chiedevano dove si trovasse il ristorante Guerino per degustare il famoso brodetto. Quando uscivano dal ristorante erano soddisfatti di palato, un pò meno del conto salato. Ma così come è ridotta, questa struttura danneggia la città". Vincenza D'Alessandro, 80 anni, decana dei balneatori, madre del pizzaiolo Riccardo Ciferni, ha ricordi lontani ma nitidi:"Ci sono andata due volte a mangiare a Guerino con la mia famiglia. Si mangiava divinamente e ci si vestiva con eleganza. Ma più di due volte non ce lo siamo potuti permettere, all'epoca vendevamo le pizzette a 50 lire al pezzo e ce ne volevano di pizzette per pagare il conto del ristorante" scherza la signora Ciferni. I turisti affollavano le sale da Guerino, i vip tornavano sempre quando "scendevano" a Pescara. Tra i tanti, l'indimenticato Giorgio Albertazzi. Fernando Nucci, oggi sommelier al caffè Venezia di Pasquale Granatiero, negli anni Ottanta era un giovane maitre di sala. "Che tempi - ricorda- ho rivisto Albertazzi al Caffè Venezia, viaggiava sempre insieme a bellissime donne. Gli chiesi: maestro, per lei i soliti fichi ghiacciati? A Guerino li mangiava sempre. Ernesto Calindri, invece, si affrettò a cambiare la sua foto con dedica sul muro. Non gli piaceva e la sostituì con un'altra. Il presidente Sandro Pertini, quando inaugurò la Sevel nel 1981, venne a Pescara a mangiare da Guerino. Mangiò di tutto, spigola e gamberetti bolliti e bevve birra Tuborg, acqua Evian e grappa Nardini con una zolletta di zucchero poi corse a salutare i bambini che affollavano un evento della tenda Expò (sul luogo dove oggi sorge la chiesa sul mare ndc). Ad un certo punto il prefetto dell'epoca gli chiese se desiderava riposare e il presidente rispose: io non riposo mai. Alla cena in prefettura mi chiamò a parte e mi disse : riccio, così mi chiamava per via dei miei capelli, portami il pecorino di Atri che ho mangiato stamattina al ristorante".
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venerdi 7 luglio 2017
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mercoledì 5 luglio 2017

L'OLIO DI COCCO NON FA DIMAGRIRE ANZI AUMENTA IL COLESTEROLO E RISCHI DI MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Da qualche tempo, l'olio di cocco viene venduto come l'alleato perfetto per chi dimagrisce, quale sana alternativa che sostituirebbe perfettamente burro e olio d'oliva. Eppure, a quanto pare non sarebbe così.Secondo un recente studio pubblicato dalla “The American Heart Association”, l'olio di cocco sarebbe certamente non "migliore" per la nostra salute; al contrario, sarebbe peggio del burro o addirittura del lardo. Questa ricerca, condotta da non meno di 12 ricercatori che hanno testato diversi tipi di olio, avrebbe dimostrato che l'olio di cocco è stato estremamente ricco di acidi grassi saturi, mentre il burro ne conterrebbe 63%, il grasso di manzo il 50% ed il lardo il 39%. L'olio di cocco sarebbe al vertice della classifica con non meno dell'82%. Così quando sappiamo che quasi il 72% degli americani pensano che l'olio di cocco è molto buono per la salute, immaginiamo che non abbiano la reale consapevolezza della loro alimentazione; ricco di grassi saturi, l'olio di cocco potrebbe aumentare a un ritmo allarmante il nostro colesterolo LDL (il cosiddetto “colesterolo cattivo”). In ogni caso, un alto tasso di colesterolo LDL aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. E così l'American Heart Association ha concluso lapidariamente: "Perché l'olio di cocco aumenta il nostro tasso di colesterolo, una delle cause delle malattie cardiovascolari e non ha nessun effetto positivo che potrebbe compensare i benefici, si consiglia di non l'utilizzarlo". È meglio concentrarsi su oli monoinsaturi, come olio d'oliva, mandorla, pistacchio, arachidi, ecc.. Per noi italiani, che dovremmo prediligere la “dieta mediterranea” per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è un chiaro avvertimento a non farsi attrarre da false promesse alimentari e a prediligere il nostro oro giallo: l'olio extravergine d'oliva.
mercoledi 5 luglio 2017
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martedì 4 luglio 2017

IMPARARE AD AMARE I LIBRI E L'ARTE DEL GIOCO CON ASC ARTE SUONI COLORI DI STEFANIA SILVIDII


Imparare ad amare i libri come oggetti che hanno vita, da toccare, sfogliare, annusare, guardare ed esplorare per "raccontare insieme e diventare
tramite di attenzione, vicinanza e affetto". L'animazione del libro, insieme al circo per i bimbi, lo yoga e il riscaldamento corporeo, i corsi di pedagogia
musicale e quelli di pittura fantastica, disegno, riciclarte, manipolazione dell'argilla e di manufatti con le tecniche della ceramica, sono i tanti laboratori, rivolti ai bambini dai 3 ai 12 anni,
proposti dall'associazione culturale di volontariato Asc Arte Suoni Colori, diretta da Stefania Silvidii, nell'ambito dei Campus Creativi "ricchi di stimoli e innovativi sul territorio". Le attività ludiche e didattiche, che si svolgono ogni
anno, dal lunedi al venerdi, al Centro Esploratorio di Villa Oliveti di Rosciano (provincia di Pescara) , sono cominciate lunedi e proseguiranno per tutta l'estate fino alla fine di
agosto. "Sono gestite- spiega Silvidii che ha da poco concluso la tredicesima edizione di Vivi il tuo spazio grazie al sostegno della Fondazione PescarAbruzzo e dalla cantina Marramiero- da professionisti con pluriennale esperienza didattica e pedagogica e da artisti delle varie discipline. Rogerio Celestino cura il laboratorio di pedagogia musicale, la lettura animata è affidata a Fiorella Paone e Rosy Scurria, il circo a Valentina Floro e Cristiano Coia e Vanesa Tesone si occupa dello yoga. Tutti i giovani possono giocare con l'arte e addentrarsi in un mondo di creatività e fantasia". Nel laboratorio del circo i partecipanti possono conoscere gli strumenti utilizzati dagli artisti sotto il magico tendone del circo, alla scoperta della giocoleria e sperimentare le acrobazie aeree con tessuti a trapezio. Il prossimo 24 giugno si terrà la giornata conclusiva del percorso annuale di arti visive realizzate al Centro Esploratorio in presenza dei genitori. Dal 2003 Asc promuove e divulga i codici artistici attraverso l'organizzazione di eventi e attività formative in cui sono protagonisti i bimbi fino a 12 anni. "Un progetto ambizioso- conclude Silvidii- perchè le nuove generazioni non restino ai margini della società, ma siano protagonisti delle loro azioni". L'associazione Asc si trova a Villa Oliveti. Per info: 3392399768 - www.artesuonicolori.com -info@artesuonicolori.com
martedi 4 luglio 2017
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lunedì 3 luglio 2017

HA 17 ANNI E TRE SETTIMANE DI ESPERIENZA: BABY BAGNINO SALVA TRE BAMBINI A PESCARA

Ha salvato tre bambini tra gli 8 e i 10 anni che stavano rischiando di affogare in mare ad una cinquantina di metri dalla battigia di fronte allo 
stabilimento Le Naiadi. Leonardo Stoppato, 17 anni di San Silvestro, all'attivo solo tre settimane di esperienza come bagnino, non ha avuto un attimo di
esitazione quando ha visto i bimbi in difficoltà( uno insieme ad un genitore) che annaspavano
 tra le onde. "Avevo un pò d'ansia, ma poi mi sono fatto
coraggio, ho mantenuto i nervi saldi e mi sono tuffato mettendo in pratica ciò che avevo imparato al corso"racconta Leonardo, quarto liceo scientifico
Galilei, da qualche settimana uscito dalla scuola di salvamento della Compagnia del Mare. Tre interventi, due domeniche fa, uno dopo l'altro nelle acque
antistanti il lido della famiglia Straccini. " Il mare era calmo, ma intorno agli scogli si formano spesso dei mulinelli con correnti molto forti- ripercorre il
ragazzo aiutato in un secondo tempo dall'amico bagnino Giuseppe Battistelli, 20 anni, pescarese-sono punti critici dai quali bisognerebbe stare lontano.
Il primo intervento intorno alle 10,20. Stavo osservando i bagnanti dalla spiaggia. Ad un certo punto ho capito che qualcosa non andava e sono entrato
in acqua per avvisare padre e figli della pericolosità della situazione. Li ho raggiunti a nuoto. L'uomo cercava di trascinare via dal gorgo la figlioletta,
l'altro figlio veniva sbattuto sugli scogli malgrado sapesse nuotare . Annaspavano. Ma siamo tornati a riva, seppur stremati. Quaranta minuti dopo, alle
11, il secondo salvataggio di un altro bambino che stava per finire contro la scogliera. Alle 12, 30 il terzo intervento, il più grave, perchè il piccolino
ingoiava acqua e andava a fondo. Ha rischiato di annegare, ma alla fine tutti e tre sono usciti indenni da questa brutta esperienza, solo tanta paura per
loro e i genitori che mi hanno ringraziato". Non si sente affatto un eroe, Leonardo, che ha ricevuto i complimenti di papà Stefano e mamma
Lucia:"Assolutamente no, ho fatto solo il mio dovere. Mi sento soddisfatto, questa esperienza mi ha maturato. E' stato come fare un esame" rivela con
tranquillità il giovanissimo baywatch. "Siamo molto orgogliosi di lui e di tutti i nostri bagnini" conclude Gabriele Straccini, titolare dello stabilimento Le
Naiadi.
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lunedi 3 luglio 2017
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VOLEVA USCIRE DOPO 5 ANNI DI "PRIGIONIA" IN CASA MA E' MORTO PRIMA DELL'ARRIVO DELL'ASCENSORE

Il suo più grande desiderio era poter "uscire di casa per fare una passeggiata  all'aria aperta" dopo cinque anni di "prigionia" tra le mura della sua abitazione al civico 21 di  via Isonzo a causa della mancanza di un ascensore.  "Morirò prima che mi mettano l'ascensore" ripeteva  Guglielmo Scartozzi, 94 anni,  invalido al cento per cento e con gravi patologie cardiache. Così è stato. L'anziano è deceduto il 28 giugno all'una di notte  e i suoi funerali si 
sono svolti ieri pomeriggio alle 16 nella chiesa di  Sant'Antonio. Presenti pochi familiari e il presidente dell'associazione Carrozzine Determinate Claudio Ferrante che negli ultimi tempi aveva lanciato numerosi appelli all'amministrazione comunale  per realizzare l'elevatore  che avrebbe permesso a  Scartozzi di uscire di casa almeno una volta negli ultimi cinque anni. L'anziano ha perso la sua battaglia e la lentezza della burocrazia ha avuto la meglio. Alcuni mesi fa Scartozzi aveva ricevuto la visita solidale    del sindaco Marco Alessandrini e dell'ex vice sindaco Enzo Del Vecchio  Il problema che impediva la realizzazione dell'elevatore, era la larghezza delle scale interne all'edificio. Due centimetri , rilevati dai numerosi sopralluoghi dei tecnici, hanno fatto la differenza e dopo che il condominio aveva deliberato i lavori,  sono stati stoppati appena avviati. Accadeva tra maggio e agosto del 2016. Al danno, la beffa. Dopo gli articoli del Centro con i quali Scartozzi chiedeva l'aiuto degli amministratori, i malintenzionati si sono presentati alla sua porta spacciandosi per addetti comunali e lo hanno derubato di oro e denaro. L'uomo viveva da solo in casa, non aveva figli nè moglie, aiutato solo dalle badanti Rosanna e Giulia.  
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