martedì 29 marzo 2016

CALIFORNIA: LESIONI SPINALI RIPARATE CON LE CELLULE STAMINALI

Un gruppo internazionale di ricerca coordinato dall'università di San Diego, California, è riuscito per la prima volta a riparare lesioni nel midollo spinale dei topi con l'utilizzo delle cellule staminali. Il risultato dello studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Medicine. Finora nessuna terapia ha permesso di ripristinare il funzionamento di un particolare circuito nervoso che è presente anche nel corpo umano e che rappresenta la principale via deputata al controllo dei movimenti. Si tratta di una prima assoluta, spiegano gli autori della ricerca, precisando che la rigenerazione ha riguardato il cosiddetto fascio corticospinale, che nell'uomo va dalla corteccia cerebrale al midollo spinale. "Abbiamo usato cellule staminali neurali per verificare se potessero supportarne la rigenerazione e, con nostra grande sorpresa, ne sono state capaci", ha spiegato il coordinatore della ricerca, Mark Tuszynski, che ha subito ammonito: "c'è ancora molto lavoro da fare prima di pensare ad una sperimentazione sulle persone".
martedi 29 marzo 2016
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ANORESSIA: BUONI RISULTATI CON LA STIMOLAZIONE MAGNETICA TRANSCRANICA

Le cure somministrate agli anoressici in ospedale sono aumentate del 30% negli ultimi tre anni e l'età dei pazienti s'abbassa mentre i trattamenti con i farmaci e psicoterapie recuperano solo il 10-30% dei casi. Ma un metodo del King's College di Londra, già approvato per la depressione, potrebbe ridurre i sintomi. Si tratta della stimolazione magnetica transcranica, in cui il cervello viene stimolato con degli speciali magneti, che nella forma assomigliano a delle bobine, applicati in una zona direttamente collegata allo sviluppo della malattia e che si chiama corteccia prefrontale dorsolaterale. Questa tecnica che è stata sperimentata su 49 persone, riduce il bisogno di limitare i cibi, diminuendo il livello di sazietà, facendo sentire meno grassi e portando anche a prendere decisioni più prudenti. La ricercatrice, la Dr. Jessica McClelland spiega che non è invasiva in quanto il paziente percepisce come una sensazione di picchiettatura sul lato della testa interessato e i risultati sembrano promettenti già con una sola sessione. Per arrivare a questa conclusione ad alcune delle persone coinvolte è stato offerto un trattamento placebo, mentre altre sono state sottoposte a una sessione di stimolazione magnetica transcranica. Non un'osservazione prima del trattamento, dopo venti minuti e dopo 24 ore, i ricercatori del King's College di Londra hanno rilevato una riduzione dei sintomi principali della malattia, sottoponendo ai partecipanti immagini di cibo appetitoso e chiedendo di dare un punteggio a sapore, aroma e desiderio di mangiarli una volta che li avevano davanti.Gli scienziati, spiegano dallo Sportello dei Diritti, hanno anche notato che la stimolazione del cervello portava anche a decisioni più equilibrate. Ad esempio, tra una ricompensa in denaro inferiore ma immediata e una con una cifra più alta ma per cui occorreva attendere, la scelta è ricaduta più sulla seconda opzione. Ora gli studiosi puntano a un trial ampio."L'anoressia nervosa si stima interessi fino al 4% delle donne nel corso della vita. Con l'aumento della durata della malattia, diventa radicata nel cervello e sempre più difficile da trattare. I nostri risultati preliminari supportano le potenzialità di trattamenti di cui c'è disperato bisogno - spiega Ulrike Schmidt, autrice senior dello studio -. Stiamo ora valutando i benefici a lungo termine, in uno studio clinico primo al mondo con 20 sedute su persone con anoressia nervosa". 
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lunedì 28 marzo 2016

CUBETTI DI GHIACCIO CONTAMINATI: ALLARME IN TUTTO IL MONDO

I cubetti di ghiaccio serviti negli esercizi pubblici possono nascondere delle brutte sorprese. A evidenziarlo una ricerca della Divisione della salute pubblica svizzera, che, esaminando la qualità microbiologica del ghiaccio aggiunto a bevande o altre derrate alimentari, consiglia di evitarlo. Sì, perché, si legge nello studio, «la qualità del ghiaccio aggiunto a derrate alimentari o bevande, principalmente in esercizi pubblici, non è soddisfacente». Per «spesso non soddisfacente», il Laboratorio svizzero intende «uno su tre». Come viene specificato nel documento, l'acqua potabile proveniente dalle aziende pubbliche che controllano gli acquedotti è di ottima qualità. L'origine di questi problemi di igiene è da cercare nella cattiva manutenzione delle macchine per il ghiaccio. Le mancanze più importanti riscontrate in sede ispettiva sono state infatti «l’assenza di un piano di pulizia regolare e/o di un contratto di manutenzione per le macchine del ghiaccio, ad esempio nessuna sostituzione dei tubi che se usurati possono essere facilmente contaminati». L'inchiesta condotta dagli Ispettori svizzeri delle derrate alimentari, ha controllato 37 esercizi prelevando campioni dalle macchine del ghiaccio presenti principalmente in bar, osterie, ristoranti o di una sagra. Come si apprende dal bollettino, «tredici campioni (33%) sono risultati non conformi per il superamento di uno o più valori di tolleranza. Di questi, 11 campioni sono stati prelevati in un esercizio pubblico, 1 durante una sagra e 1 in un supermercato». In 10 campioni sono stati trovati Enterococchi e/o E. coli, batteri di origine intestinale, anche in concentrazioni elevate (7 campioni con >30 UFC/100ml). In 3 campioni (tutte prelevati presso esercizi pubblici) è stata rilevata la presenza di Pseudomonas aeruginosa, indice di una scarsa igiene di produzione e/o conservazione. Sei campioni (fra cui quello prelevato presso un supermercato) sono risultati non conformi "solo" per il superamento del valore di tolleranza per i germi aerobi mesofili». Con ghiaccio o senza? La contaminazione del ghiaccio per uso alimentare rappresenta ''una preoccupazione sanitaria a livello mondiale'' tanto che l’OMS indica chiaramente il ghiaccio in cubetti tra gli alimenti ad alto rischio di contaminazione biologica. Anche nel nostro Paese, la richiesta di ghiaccio per uso alimentare è in aumento e con il caldo aumenta il consumo di bevande con cubetti di ghiaccio che viene direttamente ingerito.
lunedi 28 marzo 2016
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sabato 26 marzo 2016

CAMBIA L'ORA E AUMENTA LO STRESS Auguri e serenità

Quest'anno il ritorno all'ora legale si preannuncia più 'soft', con un giorno in più per riadattarsi al nuovo orario. Le lancette vanno infatti spostate in avanti di un'ora nella notte tra sabato e domenica, ma essendo Pasqua in molti avranno anche lunedì per poter recuperare. Normalmente, affermano diversi studi, questa pratica che da noi è in uso dagli anni '60 può provocare un aumento degli infarti e degli ictus, oltre che dei disturbi del sonno.

''L'inizio dell'ora legale - scrivono ad esempio i ricercatori de Karolinska Institut di Stoccolma - sono come un enorme esperimento naturale. In particolare noi abbiamo notato un aumento del 4% degli attacchi cardiaci nella settimana successiva all'introduzione''.

Una analisi della American Academy of Neurology ha dimostrato che gli effetti sull'orologio biologico del cambio dell'ora aumentano del 25% il rischio di ictus nei malati di cancro, e del 20% negli over 65. Altri effetti negativi sono stati trovati sugli ormoni dello stress, che aumentano del 5%, e persino sulla propensione a distrarsi sul web mentre si e' al lavoro. Ci sono pero' anche dei lati positivi per la salute. Diversi studi hanno svelato che la possibilita' di avere piu' ore di luce nel pomeriggio aiuta a combattere l'obesita' infantile, mentre una ricerca pubblicata sul Journal of Safety Research ha trovato che la luce naturale serale diminuisce il rischio di incidenti stradali.
sabato 26 marzo 2016
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venerdì 18 marzo 2016

APRE UNA FABBRICA DEL GHIACCIO IN SENEGAL

Primo report per il progetto “Ghiaccio in Senegal” che ha previsto la nascita di una fabbrica del ghiaccio nello stato africano, grazie alla collaborazione fra gli altri di Iscos (Cooperazione Sindacale allo Sviluppo in tutto il Mondo per il Lavoro Dignitoso) e il Comune di Pescara. Alla conferenza ha preso parte l’assessore alla Cooperazione Internazionale Laura Di Pietro con Paolo Iozzi dell’Iscos Abruzzo Molise, che ne è stato promotore.

“Il progetto è nato nel 2011 con l’Iscos Lazio, abbiamo pensato a una fabbrica del ghiaccio perché era un elemento fondamentale in Senegal per la pesca e la relativa commercializzazione del pescato – dice Paolo Iozzi dell’Iscos Abruzzo e Molise - Obiettivo specifico del progetto era la realizzazione di una nuova fabbrica per la produzione di ghiaccio utilizzato per la pesca, la conservazione, la trasformazione e la commercializzazione del pesce, gestita da una cooperativa di donne e uomini. La chiusura di una fabbrica nella regione a sud del Senegal che è anche la più povera del Paese, ha creato un’enorme disoccupazione nella zona, mettendo in difficoltà molti pescatori che, a causa della mancanza di ghiaccio fornito anche dalla ex Soséchal, hanno visto venire meno la possibilità d’uscita nell’oceano non potendo più conservare a lungo il pesce durante la permanenza in mare. Le fasi salienti del progetto riguardavano la costruzione della fabbrica con un laboratorio, un ufficio, i servizi, un muro di cinta, impianti elettrici ed idraulici; la fornitura, l’installazione delle attrezzature e macchine per la produzione del ghiaccio e la formazione ai lavoratori e ai soci della cooperativa su gestione e amministrazione di un’impresa. Un’azione sollecitata sia dalle autorità locali che dal sindacato per la valenza occupazionale e l’emancipazione dalla povertà insita in iniziative simili, anche per ridurre il fenomeno di emigrazione clandestina”.

“Si tratta di un progetto sicuramente di alto valore, che il Comune di Pescara ha contribuito a realizzare seppur con una piccola cifra, 8000 euro – dice l’assessore alla Cooperazione Laura Di Pietro - Proprio questo però dimostra che a volte basta davvero poco per poter essere un tassello importante per la realizzazione di un grande mosaico. E’ sotto gli occhi di tutti l’emergenza immigrazione e il dramma delle stragi del mare e credo quindi che progetti come Ghiaccio in Senegal, nato per agevolare lo sviluppo in loco, siano necessari per contribuire, seppure in minima parte alla ripresa economica e occupazionale di paesi in difficoltà. Ad oggi, a causa della situazione economica delicata dell’Ente, tali modalità di intervento ci sono purtroppo pressoché precluse, ma puntiamo sul futuro e speriamo che già a partire dal prossimo anno la cooperazione internazionale torni a ricoprire nella nostra agenda amministrativa un ruolo di tutto rispetto”.
venerdi 18 marzo 2016
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mercoledì 16 marzo 2016

15 MILIONI DI ITALIANI HANNO LA PRESSIONE ALTA: UNO YOGURT AL GIORNO PER ABBASSARLA

Un vasetto di yogurt per cinque giorni potrebbe aiutare a fare abbassare la pressione alta. A dirlo due recenti studi. La scoperta ha importanti implicazioni per milioni di cittadini affetti da tale patologia. I ricercatori hanno scoperto che stimolare i batteri sani nell'intestino con probiotici che si trovano nello yogurt possono migliorare e mantenere la pressione sanguigna regolare. Probiotici o batteri "buoni" sono microrganismi nell'intestino in grado di favorire l’equilibrio della flora intestinale. Ora gli scienziati hanno esaminato gli effetti sulla pressione arteriosa. Nel primo dei due studi , Jing Sun, a capo della ricerca ha detto: "Gli studi suggeriscono che il consumo regolare di probiotici può essere parte di un sano stile di vita per contribuire a ridurre la pressione arteriosa alta, così come per mantenere i livelli di pressione sanguigna regolare." Inoltre la Sun Jing ha aggiunto: " crediamo che i probiotici aiutino a stimolare altri effetti positivi come migliorare i livelli del colesterolo, riducendo la resistenza di insulina e glucosio nel sangue e aiutando a regolare il sistema ormonale, il controllo della pressione arteriosa ed equilibrio del fluido. I dati sono allarmanti. Gli ipertesi sono tanti: 15 milioni di italiani hanno la pressione alta, spesso senza neanche saperlo., nella sola Italia a soffrire di ipertensione arteriosa sono qualcosa come il 25-30 per cento di persone un vero esercito ma è un numero sicuramente in difetto se si considera quanti non sanno di essere ipertesi non riuscendo ad interpretare, almeno nelle prime fasi della condizione, il significato dei sintomi di cui probabilmente già soffrono. In Italia il record di ipertesi spetta al Nord Est, con il 37% degli uomini e il 29% delle donne colpiti. Seguono poi il Sud e le Isole (33% uomini, 34% donne), il Nord Ovest (33% uomini, 29% donne) e il Centro (31% uomini, 29% donne). Regione per regione, invece, la vetta della graduatoria è della Calabria, con il 45% degli uomini e il 41% delle donne con la pressione alta. Segue il Friuli Venezia Giulia. In fondo alla classifica, troviamo invece l’Abruzzo (24% sia donne che uomini) e le Marche (24% uomini, 23% donne). La pressione alta, è un fattore di rischio per ictus e malattie cardiache e viene spesso chiamata il "killer silenzioso" perché non ha per lo più sintomi. La Docente Dr Sun e il suo team dello Griffith Institute sulla Gold Coast in Australia, ha analizzato i risultati di nove studi esaminando la pressione sanguigna e il consumo di probiotici in 543 adulti con normale e alta pressione sanguigna. La Dr Sun ha aggiunto che gli studi degli effetti tendono ad essere insufficienti e che sono necessarie ulteriori ricerche prima che i medici di fiducia possano consigliare i probiotici per la prevenzione ed il controllo della pressione sanguigna. Un secondo studio finanziato dall’associazione americana per i latticini National Dairy Council, ha inoltre confermato la ricerca della Dott.ssa Jing Sun ,e cioè consumare questo snack cremoso almeno 5 volte alla settimana contribuisce a mantenere la pressione sanguigna regolare, di conseguenza prevenendo problemi di salute potenzialmente gravi. In questo ultimo studio i ricercatori statunitensi hanno analizzato i dati relativi ad oltre 240mila donne, perlopiù tra i 25 e i 55 anni, e quelli di 51mila uomini tra i 40 e i 75, tutti nell’ambito della professione medica. Gli effetti dello yogurt, più evidenti nell’universo femminile in quanto il consumo qui è nettamente maggiore, hanno ridotto il problema dell’ipertensione di un quinto. Le persone che per abitudine mangiano yogurt, soprattutto quello magro, tendono infatti anche a consumare più frutta, verdura, legumi, semi e noci rispetto a chi invece non possiede questa routine alimentare.
mercoledi 16 marzo 2016
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lunedì 14 marzo 2016

VIVERE VICINO ALL'ACQUA FA BENE ALLA SALUTE

Stare vicino all’acqua stimola il cervello aumentando la tua energia e le emozioni positive, riducendo i sentimenti negativi. Lo ha scoperto uno studio dopo dieci anni di ricerca scientifica. Secondo i ricercatori dell’Università della British Columbia, che hanno analizzato gli effetti dei colori rosso e blu su un campione di 600 persone, proprio il colore associato all’oceano e al cielo e quindi a spazi molto aperti e a vasti orizzonti infonderebbe un maggior senso di calma e tranquillità. Proprio quello che serve dopo un anno di stress. Lo studio dimostra come l’acqua e quindi, mare, lago o fiume, porti al cervello cinque benefici fondamentali per la felicità:

1. Il colore blu da’ gioia

A quanto pare il colore blu è anche il colore preferito del mondo. Lo studio dei colori e delle loro proprietà terapeutiche non è una scoperta ma una riscoperta. La cromoterapia è una pratica terapeutica che si è sviluppata attraverso i secoli passando da una fase empirica ad una sempre più scientifica. Nell’età aurea della Grecia e in Egitto si praticava già la medicina del colore. I cinesi curavano i malati ponendoli in camere dove filtrava la luce del colore prescelto oppure avvolgendoli in tessuti colorati.

2. Stare lungo la costa rende più sereni

Istintivamente sappiamo che stare vicino all’acqua ci rende più sani e più felici, riduce lo stress e ci porta pace. Secondo lo studio, per tranquillizzarci a livello di subconscio, basta anche solo osservare un paesaggio marittimo: guardare immagini della natura, infatti, fa attivare le parti del nostro cervello associate “a un atteggiamento positivo, alla stabilità emotiva e al recupero di ricordi felici”.

3. Guardare l’acqua ringiovanisce il cervello

A dirlo anche uno studio del 1995 pubblicato su Environmental Psychology, in cui si analizza il rendimento e la concentrazione di due gruppi di studenti. Uno a cui erano state assegnate stanze con viste su alberi, laghi, prati e un altro a cui erano state date stanze su vedute urbane. Il primo gruppo aveva ottenuto i risultati più brillanti e aveva una maggiore capacità di attenzione funzionale.

4. Guardare le fotografie fa bene, ma l’acqua nella vita reale fa meglio

Secondo le risposte inviate durante uno studio con l’applicazione Mappiness, non solo le persone sono più serene quando stanno all’aria aperta, ma sono più felici del 5,2% quando si trovavano vicino a un corpo d’acqua.

5. L’acqua ci riporta al nostro stato naturale

L’acqua ci riporta al nostro stato naturale: la vita di ogni uomo comincia nell’acqua, il liquido amniotico che ci avvolge nell’utero, e il nostro corpo da bambini è composto per il 75% da acqua. Invecchiando, questa percentuale scende al 60% ma il nostro cervello, un fluido cerebrospinale chiaro e privo di colore, è ancora acqua per tre quarti e le nostre ossa per il 31%. Addirittura i feti umani, all’inizio dello sviluppo, hanno ancora strutture simili a fessure branchiali. Nichols parla di una 'connessione biologica all’acqua' che sollecita una risposta immediata nei nostri cervelli.

I risultati suggeriscono che stare vicino all’acqua potrebbe essere utilizzato come una forma di terapia a basso costo.
lunedi 14 marzo 2016
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