sabato 31 ottobre 2015

FISCO: I CONTRIBUENTI ITALIANI POSSONO PRELEVARE DAI CONTI IN SVIZZERA

I contribuenti italiani potranno prelevare dai loro conti in Svizzera non dichiarati al fisco italiano. La decisione è del Tribunale federale, che ha respinto il ricorso della Bnp Paribas di Lugano. A marzo il Tribunale d'Appello aveva accolto il ricorso di un cittadino italiano che si era visto bloccare i conti da una banca ticinese in seguito alla possibilità di regolarizzare i capitali italiani in Svizzera non dichiarati. Un cittadino italiano che si era visto bloccare i conti a seguito. Le nuove norme previste dalla voluntary disclosure, cioè la possibilità di regolarizzare - attraverso autodenuncia - i capitali d'oltre confine depositati in Svizzera e finora non dichiarati, avevano portato le banche elvetiche a inasprire i criteri per il prelievo dei fondi depositati. Il Tribunale d’Appello aveva sentenziato che per potersi opporre al prelievo, un istituto bancario deve dimostrare concretamente di incorrere in seri rischi legali e reputazionali. In altre parole, deve provar il pericolo di diventare punibile per concorso nel reato di autoriciclaggio. La decisione di Mon Repos, giunta venerdì alle parti, pone fine alla vertenza, evidenzia lo “Sportello dei Diritti”, autorizzando di fatto i clienti italiani a prelevare i fondi dai loro conti in Svizzera.
sabato 31 ottobre  2015
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venerdì 30 ottobre 2015

ECCO LE REGOLE DEL PERFETTO GENTLEMAN E DELLA VERA LADY

'La cavalleria è morta. Non esistono più i veri uomini'. E' una frase che si sente dire molto spesso. E non di rado anche le signore si distinguono per i modi non proprio regali. Ma è possibile recuperare un po' di quella nobiltà d'animo ormai perduta? Il sito web CountryLife crede di sì. Per non scivolare nella brutale rozzezza dei costumi, ha stilato una lista di 'regole' da seguire. Ecco il decalogo del perfetto gentleman... e della lady.
Regole per lui. Il vero uomo...
1. Chiude una relazione faccia a faccia.
2. Arriva sempre con 5 minuti di anticipo.
3. Non è vegetariano.
4. Non racconta i dettagli delle sue relazioni.
5. Sa quando usare un'emoji,  simboli pittografici, simili ad emoticon, divenuti popolari in Giappone a fine degli anni 1990. 
6. Ha sempre nell'armadio un abito sartoriale.
7. Non indossa sandali. Mai.
8. Ha letto 'Orgoglio e pregiudizio'.
9. Spegne il telefono durante i pasti.
10. Sa slacciare un reggiseno con una mano sola.

Regole per lei. La vera donna...
1. Sa cambiare una ruota ma accetta se un uomo offre aiuto.
2. Non urla al telefono quando si trova per strada.
3. Sa quando smettere di parlare.
4. Non racconta i dettagli delle sue relazioni. E non fa confronti.
5. Ringrazia quando le viene aperta una porta.
6. Conosce le calorie ma non ne parla mai.
7. Ride del ridicolo eroe di '50 sfumature di grigio'.
8. Regge l'alcol abbastanza da non farsi mettere k.o. da un drink.
9. Non si trucca sui mezzi pubblici.
10. Come diceva Grace Kelly, sa che i vestiti dovrebbero essere "stretti abbastanza da mostrare di essere una donna, ma larghi abbastanza da mostrare di essere una signora". adnkronos
venerdi 30 ottobre  2015
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giovedì 29 ottobre 2015

TURCHIA: 12 MORTI DOPO AVER BEVUTO ALCOOL ADULTERATO

Almeno 12 persone sono morte dopo aver bevuto alcool adulterato negli ultimi quattro giorni a Istanbul. Lo riferiscono le tv locali. Dopo aver bevuto una bevanda alcolica hanno accusato forti dolori allo stomaco e sono stati ricoverati, ma per molti di loro non c'é stato scampo. Le autorità hanno avviato un'inchiesta e sono state arrestate 15 persone per produzione e contrabbando degli alcolici. Il ministro della salute Mehmet Muezzinoglu ha dichiarato alla stampa che altre "nove persone che hanno consumato l'alcol sono ricoverate in uno stato critico", esortando i turchi ad acquistare solo bevande legali in un Paese dove continuano ad aumentare le tasse sull'alcool. Inoltre ha aggiunto che cinquantanove persone sono state ospedalizzate in questi giorni a Istanbul. Tutte le vittime avevano bevuto il raki, una bevanda altamente alcolica all'anice di consumo quotidiano in Turchia e l'autorità sospettano l'aggiunta nella bevanda dell'alcool metilico, una sostanza mortale. Preoccupazione per gli europei che visitano quella zona della città maggiormente interessata. È una prassi antica, quella di adulterare, modificare, annacquare liquidi per lucrarci su qualche soldo in più dalla vendita al dettaglio, ma in questo particolare momento, in cui ogni attività commerciale è colpita dalla crisi, nessuna esclusa, non essendo esenti quelle del tempo libero come i bar, pub, lounge, pare che il fenomeno sia in rapida ascesa. Questi fatti  inducono ad invitare tutti gli italiani che si trovano in quell'area del Paese a prestare molta attenzione a cosa viene versato nel bicchiere.
giovedi 29 ottobre  2015
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LA CARNE ROSSA NON VA ELIMINATA, SOLO RIDOTTA PER DIMINUIRE IL RISCHIO DI CANCRO AL COLON RETTO

La carne rossa non va eliminata, solo ridotta per diminuire il rischio di cancro al colon retto. E' quanto l'Oms, organizzazione mondiale della sanita' dopo le polemiche piovute a seguito sullo studio dello Iarc, Agenzia internazionale sul cancro che, a sua volta, precisa che non bisogna:'smettere di mangiare la carne lavorata, ma ridurne il consumo che può diminuire il rischio di tumore del colon-retto'. 
L'Oms spiega di avere ricevuto  un gran numero di "domande, espressioni di preoccupazioni e richieste di chiarimento sul rischio di tumore legato al consumo di carni lavorate". Per questo l'agenzia ginevrina sottolinea che l'ultima revisione della Iarc "conferma le raccomandazioni del 2002 su 'Dieta, nutrizione e prevenzione delle malattie croniche', che consigliano un moderato consumo di carne conservata per ridurre il rischio di cancro".
L'Oms ricorda che "la Iarc è stata fondata 50 anni fa con una risoluzione dell'Assemblea mondiale della sanità, come agenzia sul cancro funzionalmente indipendente sotto l'egida dell'Organizzazione mondiale della sanità. Il suo programma di lavoro è approvato e finanziato dagli Stati membri".
L'agenzia delle Nazioni Unite per la sanità conclude spiegando di avere "un gruppo permanente di esperti che valutano regolarmente i legami tra dieta e malattie. All'inizio del prossimo anno - preannuncia l'Oms - questi esperti si incontreranno per iniziare a studiare le implicazioni per la salute pubblica delle ultime ricerche sulle carni rosse e sulle carni lavorate nel contesto di una dieta equilibrata".
giovedi 29 ottobre  2015
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UN TEST SULLA CERVICE UTERINA PERMETTE DI CONOSCERE L'ESATTA NASCITA DEL BAMBINO

Un test sulla cervice uterina permette di conoscere l'esatta nascita del bambino. Si tratta di un esame che prevede la misurazione della cervice uterina e che permette di conoscere, con matematica precisione, quando ci sara' il lieto evento. La tecnica viene utilizzata per le mamme che rischiano un parto prematuro, ma risulta  efficace per quelle donne che hanno quasi terminato la gravidanza come dimostrato da un’analisi condotta da Vincenzo Berghella della Thomas Jefferson University di Philadelphia, nello Stato americano della Pennsylvania. Il test infatti ha rilevato che quando la lunghezza della cervice uterina (normalmente compresa tra i 3 e i 5 cm) si riduce a meno di un centimetro, la probabilità di partorire entro sette giorni aumenta dell’85%; se invece il collo uterino misura più di 3 cm le probabilità di dare alla luce un bimbo entro una settimana è inferiore al 40 percento.
giovedi 29 ottobre  2015
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mercoledì 28 ottobre 2015

ALIMENTI CONTAMINATI DA IDROCARBURI: NOCIVI GLI IMBALLAGGI DI PASTA E RISO

In questi giorni è difficile mangiare senza mostrare troppa diffidenza. Dopo il rapporto choc dell'Oms che classifica alcune carni come cancerogene, l'Ong Foodwatch ha pubblicato uno studio che fa rabbrividire. Secondo l'organizzazione dei consumatori, molti alimenti di base sono contaminati da idrocarburi. Secondo lo studio condotto da Foodwatch in Francia, quasi la metà dei 120 prodotti di riso e pasta testati in laboratorio contengono idrocarburi aromatici di olio minerale. I prodotti sottoposti alle prove sono consumati quotidianamente dagli europei francesi: riso, pasta, cereali. E la Francia non è da meno in questo studio. "Sei su dieci prodotti testati acquistati in Francia presentano un rischio cancerogeno", ha riferito l'organizzazione di difesa dei consumatori. Il principale responsabile dell'imballaggio? Nel suo studio, Foodwatch sottolinea che gli idrocarburi aromatici oli minerali possono essere contaminati nella catena alimentare durante la produzione o durante la conservazione. Ma i principali responsabili potrebbero essere le confezioni. "L' imballaggio con fibre riciclate presentano un rischio per la salute reale se gli alimenti non sono adeguatamente protetti", dice lo studio. "Questo problema è noto ai produttori, politici ed esperti da molti anni", ha dichiarato un funzionario di Foodwatch sulla stampa francese. "Ma né la Francia né l'Unione europea hanno emanato una legge a tutela dei consumatori. Le soluzioni esistono per impedire la migrazione di sostanze tossiche nel nostro cibo". Per cercare di sensibilizzare le istituzioni su questo tema, l'associazione Foodwatch ha deciso di avviare una petizione. 
mercoledi 28 ottobre  2015
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martedì 27 ottobre 2015

IN SPAGNA ANCHE GLI INFERMIERI POSSONO PRESCRIVERE FARMACI

A breve anche in Spagna gli infermieri potranno prescrivere farmaci e dispositivi. Il Consiglio dei Ministri spagnolo, su proposta del Ministro della Salute, Alfonso Alonso, ha approvato  il progetto di Regio Decreto concernente l’indicazione, l’uso e l’autorizzazione di distribuzione dei farmaci e dispositivi medici per uso umano da parte degli infermieri. La proposta era in discussione dal 2009 e già a marzo aveva avuto un prima via libera dal Consiglio interterritoriale del Ssn spagnolo. Il provvedimento, in sostanza, autorizza gli infermieri a prescrivere tutti i farmaci attualmente senza obbligo di ricetta medica più una ristretta selezione di medicinali etici, per i quali dovranno essere emanati protocolli e linee guida concordati tra ordini dei medici e della professione infermieristica. La novità, inoltre, comporterà la modifica dei requisiti per l'accreditamento degli infermieri: i professionisti abilitati alla prescrizione, in particolare, dovranno essere in possesso della laurea in infermieristica e, per le cure specialistiche, anche del titolo di infermiere specializzato. Gli infermieri forniti dei requisiti richiesti, avranno cinque anni di tempo per acquisire le competenze formative necessarie alla prescrizione. Mentre in Italia non c’è ancora barlume di una simile apertura per la professione infermieristica eccezione per le navi militari. Infatti, anche se dovesse essere impraticabile in virtù della normativa italiana, da tempo sulle navi militari in cui non è presente un medico. Una situazione a cui l’Italia si trova a dover affrontare quando si trova di fronte alla normativa di altri Paesi, all’interno di convenzioni internazionali, che invece riconoscono maggiore autonomia agli infermieri, anche nel campo delle prescrizioni di farmaci e dispositivi medici, anche e soprattutto in considerazione del fatto che “secondo la vigente normativa, le ricette mediche rilasciate da un professionista sanitario abilitato in un altro Stato membro saranno riconosciute anche in Italia ed i medicinali ivi prescritti o i dispositivi medici saranno dispensati solo se autorizzati al commercio nel nostro Paese. Questo vorrebbe significare che un farmaco prescritto da un infermiere spagnolo in Italia viene regolarmente dispensato.
martedi 27 ottobre  2015
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lunedì 26 ottobre 2015

IN AUTO COL CELLULARE? STOP ALLE MULTE SE LA CHIAMATA E' URGENTE

L'automobilista può accampare scuse per evitare la multa se viene sorpreso alla guida mentre sta parlando cellulare in caso di chiamata urgente e per un familiare in pericolo di vita. Se la telefonata è davvero urgente si ravvisa lo stato di necessità e quindi per l’automobilista che mentre guida viene sorpreso al telefono dalle forze dell’ordine si cancella la sanzione prevista dal codice della strada. È quanto emerge dalla sentenza 507/14 della sezione civile del giudice di pace di Perugia che si è pronunciato sul ricorso di una donna che ha spiegato che in occasione dell’accertata infrazione veniva raggiunta da una telefonata da parte del personale della casa di riposo ove era ricoverata la nonna le cui condizioni di salute erano notevolmente peggiorate. La ricorrente, a sostegno di quanto esposto aveva prodotto anche il certificato di morte dell’anziana, deceduta subito dopo. Per questo motivo chiedeva di appellarsi all’articolo 4 legge 689/81 che recita: «non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa». Secondo il gdp «lo stato di necessità invocato dai ricorrenti è compatibile con quanto richiesto dalla legge presentando i requisiti più volte chiariti e specificati anche dalla Suprema corte». Proprio la Cassazione ha più volte spiegato che « l'esclusione della responsabilità per violazioni amministrative derivante da 'stato di necessità' ovvero da 'adempimento del dovere' secondo la previsione della L. n. 689 del 1981, art. 4 postula, in applicazione degli artt. 54, 51 e 59 c.p., che fissano i principi generali della materia, una effettiva situazione di pericolo imminente di danno grave alla persona, non altrimenti evitabile, ovvero l'avere agito in esecuzione di un ordine non macroscopicamente illegittimo, nonché l'erronea persuasione di trovarsi in tali situazioni, persuasione provocata da circostanze oggettive". Presupposti necessari per appellarsi a tale norma sono quindi: l’effettiva situazione di un pericolo imminente; il danno grave alla persona; l’azione lesiva agiatamente necessaria per salvare sé o altri senza tuttavia che ci sia per il trasgressore la possibilità di compiere un’azione alternativa lecita. Nel caso specifico il pericolo non era altrimenti evitabile. L’art. 173 del Codice della Strada, sottolinea lo “Sportello dei Diritti”, vieta l’uso del telefonino al volante senza dispositivi viva voce o auricolare che non richiedano l’uso delle mani. E’ chiaro che parlare al cellulare mentre si guida può indurre in distrazione il conducente e causare incidenti anche gravi. Eppure questa è, forse perché se ne sottovalutano gli effetti, una delle infrazioni del Codice della Strada più frequenti. Alzi la mano chi non ha mai risposto ad una telefonata urgente o veloce mentre era alla guida, magari bloccato nel traffico.
lunedi 26  ottobre  2015
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L'ALLARME DEI RICERCATORI INGLESI: SCOPERTA NUOVA MALATTIA DA PUNTURE DI ZECCHE RESISTENTE AGLI ANTIBIOTICI

La malattia senza nome causa mal di testa, dolori muscolari, stanchezza e febbri ricorrenti, sintomi simili alla malattia di Lyme. I ricercatori del laboratorio di sanità pubblica a Wiltshire hanno scoperto un numero limitato di zecche in tutta l'Inghilterra meridionale che trasportano i batteri della Borrelia miyamotoi, che diffonde la malattia. Mentre in Gran Bretagna non sono confermati casi della malattia, negli Stati Uniti ha già colpito decine di persone. Scienziati e medici sono preoccupati dalla mancanza di effetto degli antibiotici che hanno sulla malattia, così come per un apparente somiglianza di sintomi con altre sarebbero confuse insieme e credute simili. Intanto anche alcuni ricercatori della “School of Public Health and Medicine” 
dell’Università di Yale hanno riferito sulla presenza di questa nuova infezione trasmessa da zecche negli Stati Uniti. E’ stata chiamata in causa come agente eziologico una nuova Borrelia, classificata come  miyamotoi, scoperta in Giappone nel 1995 ed associata ad un caso di infezione nell’uomo, avvenuta in Russia nel 2011. E’ noto che le zecche del genere Ixodes servono da vettori di Borrelia burgdorferi, l'agente della malattia di Lyme. A livello globale, appare però evidente che queste zecche sono portatrici anche di B. miyamotoi, una spirocheta (cioè Borrelia) che dovrebbe essere classificata nel gruppo delle Borrelie della febbre recidivante. Anche se l’esposizione degli esseri umani a B. miyamotoi è, a seguito di queste esperienze, altamente probabile, sussistono ancora dati troppo limitati per affermare con certezza che una determinata malattia sia  attribuibile ad essa. È probabile però che B. miyamotoi costituisca effettivamente una causa sottostimata di malattia, specialmente in luoghi dove la malattia di Lyme è endemica. Il trattamento instaurato per le infezioni da B. burgdorferi essendo ugualmente efficace per entrambe le forme, e quindi anche per la miyamotoi potrebbe negli anni  aver nascosto quella di più recente evidenziazione. Uno studio pubblicato nel numero del 17/1 sul New England Journal of Medicine, relativo ad una donna di 80 anni, immunodepressa per linfoma non-Hodgkin in trattamento e con declino progressivo delle condizioni mentali, perdita di peso, deambulazione malferma e difficoltà nell’udito, mette in evidenza che l’esame del liquor cerebro-spinale ha mostrato tale Borrelia alla microscopia diretta, insieme alla positività della PCR per tale batterio. Anche se i postulati di Koch non apparivano rispettati alla lettera, ciò non di meno i sanitari persuasi che la sintomatologia presentata dalla paziente fosse  attribuibile al predetto nuovo microrganismo hanno sottoposto la paziente ad un trattamento antibiotico con drammatica remissione della sintomatologia. Lo studio dei ricercatori di Yale, di tipo epidemiologico  è stato compiuto su tre gruppi di individui scelti fra popolazioni residenti  in aree degli USA endemiche per la malattia di Lyme, altra malattia da Borrelie, stavolta burgdorferi, trasmessa da zecche, presente negli Stati Uniti, ma ben rappresentata anche da noi, in Italia, specie nelle regioni del Nord-Est. Un gruppo era composto da 584 persone sane provenienti dal Rhode Island e dal Massachusetts, il gruppo due, da 277 persone provenienti dal Sud del New England con sospetto di malattia di Lyme, e un terzo gruppo di 14 persone, affette da forme febbrili a tipo infezione virale, contratte nel corso della stagione estiva in zone a Sud di New York. I ricercatori hanno trovato le prove di una  infezione da B. miyamotoi 
(attraverso la presenza di anticorpi diretti contro i batteri) in ciascun gruppo. L’uno per cento del primo gruppo (584 soggetti sottoposti a test) ha mostrato evidenza di infezione da B. miyamotoi, il 3,2 per cento nel secondo (quello da 277), e il 21 per cento nel terzo (su 14). Tutti quei pazienti, che 
accusavano una sintomatologia ed un’evidenza sierologica (in tre anche la sieroconversione) di un’infezione recente da B.miyamotoi sono stati trattati con lo stesso schema terapeutico applicato alla Lyme disease: terapia associata di amoxicillina e doxiciclina, con apparente successo. 
lunedi 26  ottobre  2015
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CARNI ROSSE E INSACCATI POSSONO PROVOCARE IL CANCRO

Il consumo di salumi, insaccati e, più generalmente, di carni lavorate, può provocare il cancro e quello della carne rossa (agnello, maiale e vitello compresi) probabilmente pure. E' la conclusione cui giunge uno studio dell'Organizzazione mondiale della sanità.Il fatto d'includere questi alimenti nella lista che comprende anche tabacco e amianto non vuol comunque dire che siano altrettanto pericolosi, commentano gli autori della ricerca.Il rischio di ammalarsi, si sottolinea ancora, è proporzionale al quantitativo assunto. Il carcinoma del colon-retto, una delle forme tumorali più diffuse, può essere una delle conseguenze.  Il consumo di carne è probabilmente uno dei molti fattori che contribuiscono ad alti tassi di cancro intestinale osservati nelle Americhe, in Europa e Australia occidentale. Tuttavia, osservano gli esperti, che 'non vi è prova del fatto che i vegetariani nel mondo hanno un minor rischio di cancro al colon rispetto ai mangiatori di carne. Possiamo e dobbiamo mangiare carne, ma dobbiamo farlo in modo ragionevole'.
lunedi 26   ottobre  2015
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domenica 25 ottobre 2015

TROVATA IN AUSTRIA LA CURA CONTRO IL MORBO DI ALZHEIMER?

Difficile dire se per l'Alzheimer sia arrivata l'ora delle malattie iscritte all'albo di quelle curabili con una semplice terapia, come fosse una bronchite, ma lo studio pubbllicato sul Journal of American Medical Association lascia ben sperare per una futura terapia. Un farmaco comunemente prescritto per l'asma potrebbe contenere la chiave per rallentare o addirittura invertire il deterioramento delle cellule nel cervello, segna un significativo passo avanti nella lotta per battere la demenza. La ricerca pionieristica di un team austriaco di scienziati ha scoperto in uno studio sul cervello dei ratti, il medicinale "Montelukast" che è venduto sotto il nome di "Singulair" e viene utilizzato per trattare l'asma e le allergie compresa la febbre da fieno reagisce, effettivamente invertendo il processo di invecchiamento. I risultati sono abbastanza significativi da giustificare una sperimentazione clinica su persone affette da morbo di Parkinson. Nei test sulla memoria e cognizione, i ratti più vecchi hanno ricevuto una dose orale equivalente a quello assunto da persone con asma così come per i ratti più giovani. Il neuroscienziato Ludwig Aigner, dell'Università di medicina di Paracelso a Salisburgo e i suoi colleghi hanno individuato una serie di recettori nel cervello che attivano l'infiammazione, che è legata alla malattia di Alzheimer e malattia di Huntingdon. Il team del Dr Aigner ha scoperto che Montelukast ha bloccato quei recettori, significa che c'era meno infiammazione. Grandi quantità di quegli stessi recettori si trovano anche nelle parti del cervello dove si formano nuovi neuroni. Il team ha scoperto che i vecchi ratti a cui era stato somministrato il Montelukast avevano l'80 per cento in meno d'infiammazione e avevano anche un livello avanzato di nuova crescita del neurone. Il Dr Aigner ha dichiarato "strutturalmente, il cervello si presentava rigenerato. Penso che il medicinale inverte il danno connesso con l'invecchiamento." Nello studio, sono stati utilizzati animali di cui i più vecchi avevano 20 mesi - l'equivalente compreso tra 65 e 75 in anni umani - mentre i ratti più giovani erano di 4 mesi - corrispondenti a circa 17 in anni umani. Gli animali sono stati alimentati con il farmaco ogni giorno per oltre un periodo di sei settimane, mentre ad un altro gruppo di giovani e vecchi ratti non è stato somministrato il medicinale. Al termine delle sei settimane, gli animali sono stati testati sul loro apprendimento e memoria.In un test, i ratti sono stati collocati in una pozza d'acqua con una piattaforma con la fuga nascosta per individuarne l'uscita.Prima che il farmaco fosse somministrato, i ratti più giovani hanno percorso la loro strada fuori dall'acqua molto più rapidamente. Ma dopo un ciclo di sei settimane di Montelukast, i ratti più vecchi hanno eseguito il test altrettanto bene. Il Dr Aigner ha commentato: "Abbiamo ripristinato l'apprendimento e la memoria al 100 per cento, ad un livello comparabile con i giovani." Lo scienziato austriaco ha presentato i suoi risultati in un convegno a Chicago. I ricercatori hanno anche scoperto che la barriera sangue - cervello - la membrana che smette di infezioni di raggiungere il cervello e che si deteriora con l'età - era più forte in ratti che hanno ricevuto il farmaco. Il Montelukast è un farmaco antiasmatico con attività antagonista sui recettori per i leucotrieni. In Italia il farmaco è venduto dalla società farmaceutica Merck Sharp and Dome con il nome di Singulair nella forma farmacologica di compresse masticabili, ad uso pediatrico, di colore rosa contenenti 5 mg di principio attivo e di compresse rivestite da film di colore beige, da 10 mg. Essendo scaduto il brevetto sulla molecola il farmaco è prodotto da numerose altre società farmaceutiche come medicinale equivalente. Lo “Sportello dei Diritti”, associazione che si occupa anche della tutela degli ammalati di tali malattie neurodegenerative, ricorda che circa 35 milioni di persone in tutto il mondo sono affette da demenza senile, ed il morbo di Alzheimer è il tipo più comune.L’inesistenza di una cura, poiché le medicine attuali possono solo temporaneamente alleviare i sintomi, comporta il fatto che non solo chi è colpito dalla malattia ne subisce le conseguenze che lo portano ad un decadimento progressivo sino alla morte, ma anche i propri familiari che devono assisterli. È difficile, quindi stimare, per la loro enormità, i costi sociali che la malattia porta ai sistemi di welfare, ma è ovvio che la scoperta di una cura efficace potrebbe da una parte portare sollievo a milioni di persone nel mondo, ma anche ridurre notevolmente la spesa pubblica sanitaria a livello globale.
domenica 25  ottobre  2015
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giovedì 22 ottobre 2015

UNA ASPIRINA AL GIORNO PER COMBATTERE IL CANCRO? LO STANNO STUDIANDO NEL REGNO UNITO

Si può prendere un' aspirina al giorno per impedire o ritardare una recidiva di cancro? Il più grande studio clinico mai tenuto sulla questione è stato lanciato  nel Regno Unito. Lo ha annunciato la BBC che sta per avere il via, nel Regno Unito, la più grande sperimentazione clinica al mondo per sapere se l’ aspirina può prevenire i tumori. Saranno coinvolte circa 11.000 persone cui è stato diagnosticato un cancro intestinale precoce, o della mammella, della prostata, dello stomaco o esofageo. Lo studio è finanziato dall’Associazione Cancer Research e dal Servizio sanitario nazionale e consisterà nell’assunzione da parte dei pazienti di una compressa d’aspirina al giorno per cinque anni.Come dichiara Fiona Reddington del Cancer Research l’obiettivo è quello di “trovare un modo economico ed efficace per prevenire” i tumori.La ricerca verrà seguita in 100 centri del Regno Unito ed avrà una durata di 12 anni. Dunque l’aspirina, il cui principio attivo è l’acetilsalicilico,  è una pillola inventata molti anni fa e più passa il tempo e più si sta rivelando un vero e proprio farmaco miracoloso. Inoltre chi ha problemi cardiocircolatori non può fare a meno della cardioaspirina perché rende più liquido il sangue e quindi combatte il rischio di infarto e ictus e scusate se è poco. Certo, c’è il rischio che alla lunga possa creare ulcere allo stomaco, ma questo pericolo è contrastato da un’altra pillola protettiva. Dunque, aspirina uguale farmaco salvavita.
giovedi 22 ottobre  2015
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I CAPITALI NASCOSTI ALL'ESTERO STANNO TORNANDO IN ITALIA

In vista dello scambio automatico d’informazioni fiscali, a cui anche la Svizzera aderirà prevedibilmente dal 2018, vi è stato un boom di rientro di capitali in Italia nell'ambito della voluntary disclosure. Secondo i dati elaborati da Generale Servizi Amministrativi (Gsa), su circa 3 miliardi di asset lavorati, l'85% proviene dalla Svizzera. Poco meno del 10% di quanto rientrato a fine settembre 2015, il 53,7% ha riguardato patrimoni inferiori al milione di euro, il 21,1% tra 1 e 2 milioni, il 15,9% tra 2 e 5 milioni, il 5,5% tra 5 e 10 milioni e il 3,8% oltre 10 milioni di euro.-Il 7,3% degli asset è rientrato poi dal Lussemburgo, il 2,3% dal Liechtenstein, il 2% da Monaco e l'1% da Guernsey, il rimanente è frammentato tra altri paradisi fiscali, tra i quali le isole Bahamas, specifica Gsa, joint venture tra il Gruppo MutuiOnline e Generale Fiduciaria.A livello di asset finanziari i rimpatri curati da Gsa hanno riguardato per il 60% azioni e fondi armonizzati, per il 24,4% obbligazioni e per il 16% fondi non armonizzati e altri investimenti. La voluntary disclosure rappresenta l’ultima spiaggia per migliaia di contribuenti che intendono regolarizzarsi ed evitare pesanti sanzioni penali. Comunque non è facile tracciare un identikit preciso di queste persone. Tra loro ci sono pensionati, imprenditori, persone che lavoravano all’estero, famiglie che hanno dato vita a trust. Di natura altrettanto diversificati risultano essere gli importi da regolarizzare: possono partire da alcune centinaia di migliaia di euro a salire fino a diversi milioni sotto forma di depositi, titoli, polizze vita, gestione patrimoniali, oro e metalli preziosi. La voluntary disclosure non concerne però solo soldi o metalli preziosi. Consente anche ai contribuenti italiani che detengono opere d’arte all’estero di dichiararle, pagando una sanzione. I contribuenti che non hanno ancora regolarizzato la loro situazione fiscale, evidenzia lo “Sportello dei Diritti”, avranno tempo fino al 30 novembre per presentare la domanda di voluntary disclosure (adesione spontanea), ossia per far emergere i capitali detenuti all’estero e fino al 31 dicembre 2015 per inoltrare la relativa documentazione.
giovedi 22 ottobre  2015
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mercoledì 21 ottobre 2015

IL 35 PERCENTO DELLE DONNE NEL MONDO HA SUBITO VIOLENZA FISICA E PSICOLOGICA

Non può restare inosservata la presentazione del rapporto 'Donne nel mondo 2015' delle Nazioni Unite Nel mondo che fotografa la "violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia". Secondo la ricerca statistica, il 35% delle donne ha subito una violenza fisica o sessuale dal proprio partner oppure una violenza sessuale da un'altra persona ad un certo punto della loro vita. È l'allarme lanciato martedì dall'ONU che sottolinea che anche che due terzi delle vittime degli omicidi commessi all'interno dell'ambito familiare sono donne. Dalla ricerca Onu arriva anche la conferma che prosegue la discriminazione in ambito lavorativo tra uomini e donne. I tassi di disoccupazione rimangono più elevati per le lavoratrici, e le donne occupate a tempo pieno nella maggior parte dei Paesi hanno uno stipendio che va dal 70% al 90% di quello dei colleghi maschi. I dati sui cui riflettere sono molti. Interrompere  questo ciclo di violenza e la discriminazione sui posti di lavoro oggi e fondamentale per non trasferirla nel futuro, tenendo bene a mente che i dati di questo rapporto sono il sunto non di numeri, ma di milioni di vite reali di donne e dei loro bisogni, i loro timori, le loro paure, i loro desideri di avere una opportunità, una, di poter ricominciare a vivere nel rispetto e con dignità.
mercoledi 21 ottobre  2015
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martedì 20 ottobre 2015

L'UVA SPINA DI CEYLON PER COMBATTERE TUMORI E DIABETE

L'uva spina di Ceylon, popolare in altri Paesi per preparare gelatine confetture e sciroppi casalinghi, potrebbe diventare molto più popolare negli Stati Uniti dopo che uno studio ha scoperto che il frutto è ricco di antiossidanti. Il frutto esotico che si presenta come all’incirca sferico e contiene vari semi, potrebbe favorire il prossimo grande passo per combattere il cancro. L'uva spina di Ceylon contiene alti livelli di antiossidanti, che possono ridurre il cancro. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Food Science. Fino ad ora, le bacche più scure come acai e mirtilli erano stati propagandati come cibi con nutrienti superiori alla media per la nostra salute per il loro elevato numero di antiossidanti, che possono giocare un ruolo nella prevenzione di alcuni tipi di cancro, malattie della vista e morbo di Alzheimer. I ricercatori hanno dichiarato che la quantità di antiossidanti, che neutralizzano i radicali liberi che danneggiano le cellule, era stata sottovalutata. E' questa la scoperta realizzata da un gruppo di ricercatori della  Università Statale di Campinas del Brasile, che è la prima al mondo a studiare i benefici dell'uva spina. Non ancora troppo popolare negli Stati Uniti, l'uva spina è mangiata in Israele, America centrale e Sud Africa. La polpa è spesso trasformata in marmellata, ma la maggior parte di antiossidanti, per prevenire e combattere il cancro, è nella pelle, che è ha un alto contenuto di polifenoli. Gli antiossidanti riducono il danno che deriva dall'ossigeno e hanno dimostrato di lenta degenerazione maculare, una malattia dell'occhio che altera la vista. Esistono diverse varietà di uva spina, con frutti verdastri, giallastri o violacei di sapore acidulo e molto adatti alla preparazione di gelatine e confetture. Diffusa in quasi tutta l'Europa fino al Caucaso, alla Siberia e alla Manciuria, in Italia è difficile da trovare, dal momento che è ormai poco diffusa allo stato spontaneo e poco coltivata. Inoltre i frutti hanno basso contenuto calorico e sono adatti anche per chi soffre di diabete.
martedi 20 ottobre  2015
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lunedì 19 ottobre 2015

CASSAZIONE: OSPEDALI COSTRETTI A RISARCIRE SE IL PAZIENTE NON VIENE SOCCORSO TEMPESTIVAMENTE

Stop " ai ritardi " nei Pronto Soccorso anche se il paziente arriva in Ospedale in condizioni disperate: la struttura ospedaliera, pur se rispetta le istruzioni previste dalla normativa vigente, insufficienti rispetto a un'emergenza maggiore, è in ogni caso responsabile contrattualmente del decesso del paziente. L’ennesimo caso di malasanità varca le porte della terza sezione civile. La Suprema Corte è invitata a pronunciarsi in tema di colpa medica, consistita nella violazione delle leges artis da parte di più sanitari, che ha determinato la morte di un lavoratore marito/padre per un grave incidente sul lavoro. La vicenda è stata scandita dall’intervento di più medici che hanno concorso con condotte omissive a cagionare la morte del paziente. Secondo la Corte territoriale, dapprima ingiustificabili furono i ritardi del sanitario in servizio presso il pronto soccorso. Successivamente, questa condotta è stata tenuta nella fase intermedia tra quella di accesso al pronto soccorso e quella chirurgica e inoltre, la struttura non aveva comunicato tempestivamente i dati degli esami di laboratorio. Lo afferma la Cassazione con la sentenza n. 21090/15. Per questo motivo la Corte di legittimità boccia il ricorso di un ospedale contro la decisione di merito con cui il giudice condannava la struttura a risarcire la moglie e i figli per la morte del marito/padre che aveva subito un grave incidente sul lavoro.Per il giudice di appello, la morte del lavoratore poteva essere scongiurata o ritardata, se il paziente fosse stato immediatamente sottoposto agli esami di laboratorio e strumentali negli stessi locali del pronto soccorso e se l'ospedale avesse avuto in dotazione le sacche del sangue. A complicare il quadro già delicato, anche il ritardo nel trasferire il lavoratore da una divisione all'altra del nosocomio. Ciò su cui si concentra Piazza Cavour, che respinge il ricorso della struttura, è che, per escludere la responsabilità, non basta che l'ospedale rispetti la dotazione o le istruzioni, in questo caso, insufficienti rispetto alle emergenze maggiori.Come affermano gli ermellini, «in tema di responsabilità contrattuale deriva dall'obbligo di erogare la propria prestazione, oggetto di obbligazione contrattuale nel contratto di ospedalità, con la massima diligenza e prudenza che un nosocomio, oltre ad osservare le normative di ogni rango in tema di dotazione e struttura delle organizzazioni di emergenza, tenga poi in concreto condotte adeguate alle condizioni disperate del paziente e in rapporto alle precarie o limitate disponibilità di mezzi o risorse, benché conformi alle dotazioni o alle istruzioni previste dalla normativa vigente, adottando di volta in volta le determinazioni più idonee a scongiurare l'impossibilità del salvataggio del leso». E così, nel caso in questione, sottolinea lo “Sportello dei Diritti”, almeno il ritardo nella comunicazione dei dati decisivi degli esami di laboratorio e l'effettivo avvio dell'intervento chirurgico, come pure le modalità di manipolazione del «devastato» bacino del paziente, sono state correttamente individuate dalla Corte di merito come potenziali cause dell'esito letale per il paziente. La decisione della Suprema Corte riapre indirettamente il capitolo della gestione dei rischi e della capacità di risarcimento delle Asl e delle Regioni messe a dura prova da una spending review che rischia di danneggiare i cittadini senza eliminare le sacche di inefficienza.Le richieste di risarcimento arrivate alle strutture sanitarie appartenenti al campione sono state in totale 42mila in dieci anni: in pratica è come se, dal 2004 a oggi, tutti gli abitanti di una città italiana di medie dimensioni, come Imperia, Lodi o Macerata, avessero denunciato danni subiti in ospedale. Nel dettaglio, avvengono quasi un sinistro ogni 10 posti letto, tre ogni mille ricoveri, 17 ogni 100 medici e sette ogni 100 infermieri. Le specialità cliniche che subiscono la maggiore frequenza di richieste di risarcimento danni sono ortopedia (13,2%), chirurgia generale (10,3%) e ostetricia e ginecologia (7,5%). Anche il pronto soccorso registra il 13% delle denunce di sinistro e nel 2013 svetta fra tutti come il reparto che ha totalizzato più episodi di malasanità. Al primo posto della classifica dei sinistri denunciati c’è l’errore chirurgico (27,3%), seguito dall’errore diagnostico (18%) e quello terapeutico (10,4%), a pari merito con le cadute di pazienti e visitatori (quasi il 10%) sulle scale e nei corridoi degli ospedali. Se poi si analizzano gli errori per tipologia di ospedale, le strutture sanitarie di primo livello, ovvero quelle di base, hanno registrato il maggior numero di richieste danni pari al 54%, seguono le strutture di secondo livello con il 24,5% (ospedali ad alta intensità di cura o ad alta specializzazione) e gli ospedali universitari al 20 per cento. Molto distanziate sono le strutture mono-specialistiche come quelle ortopediche, con l’1,2%, e quelle materno-infantili con lo 0,4 per cento.Il costo totale di questi sinistri è di oltre un miliardo e mezzo di euro in risarcimenti, per un costo medio di quasi 60mila euro per ogni caso. Cosa che ha fatto aumentare i valori assicurativi anche del 16,5% per i medici e del 13,4% per gli infermieri. Nel dettaglio, il valore assicurativo di un posto letto è stimato intorno a 4mila euro, un singolo ricovero intorno a 107 euro, un medico 7mila euro e un infermiere circa 3mila euro, con differenze importanti a seconda delle aree geografiche prese in considerazione: un posto letto al Nord costa circa 3.700 euro, al Centro 5.380 euro e al Sud 2.700 euro. Il personale medico paga per la copertura assicurativa 6.300 euro al Nord, fino a 9.700 euro al Centro, ma solo 3.900 euro al Sud.
lunedi 19 ottobre  2015
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INCIDENTI STRADALI PRIMA CAUSA DI MORTE DI GIOVANI TRA I 15 E I 29 ANNI

Nel mondo 1,25 milioni di persone muoiono ogni anno a causa degli incidenti stradali, la prima causa di morte tra 15 e 29 anni. A rivelarlo è il Rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) 'Health for the world's adolescents' sulla sicurezza. La cifra è stabile negli ultimi anni nonostante il boom del numero di auto sulle strade del pianeta. Il 90% delle morti, si legge nel rapporto, avviene nei Paesi a basso e medio reddito, dove circola però solo il 54% dei veicoli. L'Europa ha il più basso numero di incidenti per abitante mentre l'Africa ha il più alto. In Italia 5,2 morti ogni 100 mila abitanti, in Liberia 33,7. Il paese europeo meglio piazzato è la Svezia (2,4 decessi), seguito da Svizzera, Olanda (3,4) e Spagna (3,7). In Cina i morti per incidenti ogni 100 mila abitanti sono 18,8, negli USA 10,6.Tra le categorie più a rischio ci sono i motociclisti, tra cui si verifica il 23% delle morti, seguiti dai pedoni (22%), mentre il tasso tra i ciclisti è del 4%. Tre incidenti mortali su 4 hanno come vittime uomini E' questa la principale causa di morte tra gli adolescenti a livello globale. Nel 2013, (dati ISTAT) le vittime di incidenti stradali sono state 26.010 nella Ue28 (28.298 nel 2012), con unariduzione tra il 2013 e il 2010 del 17,7%, variazione analoga a quella registrata in Italia nello stesso periodo. Si tratta di 51,4 persone decedute in incidente stradale ogni milione di abitanti. L’Italia ha registrato un valore pari a 56,2, collocandosi al 14° posto nella graduatoria europea, dietro Regno Unito, Spagna, Germania e Francia.
lunedi 19 ottobre  2015
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GLI ITALIANI NON BUTTANO VIA NIENTE: NEPPURE I CIBI SCADUTI

La maggioranza degli italiani, per una percentuale del 55%, mangia gli alimenti oltre il limite di tempo indicato nelle confezione se la stessa non è danneggiata e se il prodotto sembra comunque in buono stato. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Eurobarometro del settembre 2015 dai quali emerge che solo il 32% li getta via e l’11% decide in base al tipo di alimento, mentre il 2% non risponde. In particolare nel caso degli spaghetti la percentuale degli italiani che li buttano nel bidone scende al 30% mentre la stragrande maggioranza del 70% li porta in tavola dopo averne verificato le condizioni.
A guidare i comportamenti degli italiani, sottolinea Coldiretti, è la scarsa conoscenza delle informazioni fornite in etichetta con riguardo alla scadenza dei prodotti ed in particolare in merito al diverso significato tra 'da consumarsi preferibilmente entro il..' e 'da consumarsi entro'. In particolare per quest’ultimo termine ben il 27% ha comportamenti diversi a seconda del tipo di alimento mentre il 20% ritiene erroneamente che il cibo può essere consumato anche dopo la data indicata ma potrebbe non essere alla massima qualità.
Invece la dicitura 'da consumarsi entro..' è la data entro cui il prodotto deve essere consumato ed anche il termine oltre il quale un alimento non può più essere posto in commercio. Tale data di consumo non deve essere superata altrimenti ci si può esporre a rischi importanti per la salute. Si applica ai prodotti preconfezionati, rapidamente deperibili come il latte fresco (7 giorni) e le uova (28 giorni). E’ indicata dal giorno, il mese ed eventualmente l’anno e vale indicativamente per tutti i prodotti con una durabilità non superiore a 30 giorni.
Discorso diverso merita invece il Termine minimo di conservazione (Tmc) riportato con la dicitura 'Da consumarsi preferibilmente entro' che indica la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà organolettiche e gustative, o nutrizionali specifiche in adeguate condizioni di conservazione, senza con questo comportare rischi per la salute in caso di superamento seppur limitato della stessa.
La durata, sottolinea Coldiretti, viene stabilita autonomamente dagli stessi produttori, in base ad una serie di fattori che vanno dal trattamento tecnologico alla qualità delle materie prime, dal tipo di lavorazione e di conservazione per finire con l’imballaggio.
Per l’olio d’oliva extra vergine alcune aziende consigliano il consumo entro 12 mesi, altre superano i 18, con il rischio di perdere le caratteristiche nutrizionali e di gusto secondo studi del dipartimento di Scienze e tecnologie alimentari e microbiologiche dell’Università di Milano. Tali ricerche evidenziano come gli effetti del mancato rispetto dei tempi di scadenza variano da prodotto a prodotto: per lo yogurt, che dura 1 mese, il prolungamento di 10-20 giorni non altera l’alimento, ma riduce il numero dei microrganismi vivi, mentre al contrario per i pomodori pelati quasi tutte le confezioni riportano scadenze di 2 anni anche se la qualità sensoriale è certamente migliore se si consumano prima. adnkronos
lunedi 19 ottobre  2015
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domenica 18 ottobre 2015

SE LA MOVIDA E' CHIASSOSA I TITOLARI DEI LOCALI NOTTURNI DEVONO RISARCIRE I CITTADINI

La vita per i gestori di locali notturni si fa sempre più dura alla luce di alcune decisioni che li ritengono direttamente responsabili di eventuali disturbi arrecati alla "quiete pubblica".L'ultima , e assai significativa perchè potrebbe costituire un precedente favorevole per tutti quei cittadini che abitano nel bel mezzo della "movida" urbana e che si sentono lesi da situazioni analoghe - è la sentenza 20927 del 16 ottobre 2015 della terza sezione civile della Cassazione che ha stabilito che il locale che in orari serali e notturni mantiene la musica ad alto volume e provoca schiamazzi che disturbano la tranquillità dei residenti che abitano nelle vicinanze è responsabile e deve risarcire anche se non provoca danni alla loro salute. Per i giudici della Suprema Corte, infatti, il danno morale è risarcibile anche se non si manifestano o non sono provate patologie legate ai rumori.Si tratta, d'immissioni che superano la soglia di tollerabilità «pur quando non risulti integrato un danno biologico, la lesione del diritto al normale svolgimento della vita familiare all’interno della propria casa di abitazione e del diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane sono pregiudizi apprezzabili in termini di danno non patrimoniale».Ma v'è di più: «l’accertata esposizione ad immissioni sonore intollerabili può determinare una lesione del diritto al riposo notturno e alla vivibilità della propria abitazione, la cui prova può essere fornita dal danneggiato anche mediante presunzioni sulla base delle nozioni di comune esperienza».Nella fattispecie è stato rigettato il ricorso di una srl, proprietaria di un locale di intrattenimento, che per tre estati  ha organizzato all’aperto serate musicali che, hanno determinato «una lesione al diritto di riposo notturno». Ed era stata una perizia tecnica, come risultava dalla sentenza della corte d'appello, a dimostrare che le immissioni sonore superavano la soglia fissata come tetto massimo di tollerabilità in orario notturno.Ricordano oltretutto gli ermellini, che il diritto al rispetto della propria vita privata e familiare è garantito dalla Convenzione europea dei diritti umani. Sono state molteplici, in tal senso, le decisioni della Corte di Strasburgo che ha condannato gli Stati che, in presenza di livelli di rumore superiori al massimo consentito per legge, non hanno adottato misure idonee a garantire una tutela effettiva di tale diritto.
domenica 18 ottobre  2015
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sabato 17 ottobre 2015

COZZE ALLEVATE IN MARE ALTAMENTE TOSSICHE: SCATTA L'ALLERTA COMUNITARIA

L’elenco italiano del sistema di allerta inviata dal Ministero della Salute italiano del 16 ottobre, comprende una segnalazione di allarme per la presenza di alto numero di "Diarroica Shellfish Poisoning" (DSP) acido okadaico (233 mg / kg - ppb) superiore ai limiti consentiti, in cozze allevate in mare. Nello specifico, su ordine dell' autorità, è stato disposto il ritiro dal mercato dei prodotti  contaminati dopo un controllo effettuato sul mercato. Il consumo dei molluschi bivalvi è considerato uno dei principali responsabili di trasmissione all’uomo di diverse malattie d’origine batterica e virale nonché intossicazioni da biotossine algali, anche a causa della diffusa abitudine di consumarli poco cotti o addirittura crudi. Il problema legato alla presenza delle tossine algali nei molluschi sta assumendo grossa rilevanza dal punto di vista igienico-sanitario. Ciò è dovuto, molto probabilmente, al flusso commerciale internazionale dei molluschi che vengono posti in zone di stabulazione, oppure veicolati dal traffico navale, o dall’acqua di zavorra trasportata dalle navi. Progressivamente, nel mare Adriatico, si è assistito alla proliferazione di un’alga (Dinophysis sp) produttrice della tossina Dsp, fenomeno che ha reso necessario impostare una continua vigilanza sanitaria. Attualmente il problema delle alghe tossiche marine è in continua crescita: sia per l’aumentare del numero delle specie riconosciute come dannose, sia per i fenomeni di fioritura algale, presumibilmente legati all’eutrofizzazione delle aree costiere. Dando origine a fenomeni di “ Bloom Algali”, cambiamenti di colore dell’acqua legate all’elevatissima proliferazione di cellule algali, raggiungendo in condizioni favorevoli (elevata presenza di nutrienti, temperatura ecc..), densità pari a 60-70 milioni di cellule litro. Il fenomeno delle fioriture algali è noto fin dall’antichità e si manifesta in molte aree del mondo, in Italia si è assistito ad un’intensificazione di tale fenomeno dal 1975 lungo l’intera costa Emiliano Romagnola. L’apporto di nutrienti è sensibilmente rilevabile negli estuari dei fiumi e in corrispondenza di fenomeni d’elevata piovosità.Nello specidico la Diarrhetic shellfish poisoning (DSP la sindrome di questa tossina è di natura diarroica, prodotta da tossine sviluppate da alghe del genere dinoflagettati appartenenti al gruppo Dinophysis, presenti normalmente nei mari di tutto il mondo. Non si formano mai in concomitanza con le "Maree rosse". Le Dinophysis sono responsabili della produzione di tossine del gruppo dell’acido okadaico.Le DSP sono composti liposolubili divisi in tre categorie con effetti tossicologici e meccanismi d’azione e alterazione diversi:Tossine acide (acido okadaico e suoi derivati)Tossine neutre (pectenotossine)Yessotossina e suoi derivati. Pertanto lo “Sportello dei Diritti”, invita chiunque avesse acquistato questi prodotti a consumarli ben cotti evitando il consumo di prodotti crudi.
sabato 17 ottobre  2015
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BAMBINI ALLONTANTI INGIUSTAMENTE DAI GENITORI: LA CASSAZIONE IMPONE IL RISARCIMENTO AI FAMILIARI

Giro di vite all'incauto allontanamento dei minori dai famigliari. Ci sono decine di migliaia di bambini, anche neonati, che soffrono pene indicibili, allontanati ingiustamente dai propri genitori il più delle volte per semplici, banali motivi e superficialità dei servizi sociali. Ma da oggi il Comune è tenuto a risarcire i genitori del minore immotivatamente allontanato da casa dai servizi sociali. Infatti l’ente locale risponde per la negligenza dei suoi dipendenti che devono adottare i provvedimenti solo in caso di abbandono morale o materiale. Lo ha affermato la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 20928 del 16 ottobre 2015, ha respinto il ricorso presentato dal Comune di Nova milanese contro la decisione con la quale la Corte d’Appello meneghina ha accordato ai genitori di una bimba in giustamente allontanata da casa il danno biologico e morale. In particolare la piccola, su segnalazione della maestra, era stata sottratta ai genitori sospettati di aver abusato sessualmente di lei. Un’accusa che non aveva trovato alcun fondamento e che, al contrario, era stata smentita. Ora l’ente locale risponde per la leggerezza con la quale i suoi dipendenti hanno trattato il caso: il Tribunale dei minori non era stato neppure allertato. Nella lunga motivazioni i Supremi giudici chiariscono, fra l’altro, i poteri del Sindaco. In sentenza si legge infatti che il primo cittadino ha potere di intervento diretto sull’ambiente familiare solo in caso di abbandono morale e materiale (trascuratezza, mancanza di cure essenziali, percosse, ambiente insalubre e pericoloso) e in genere per situazioni di disagio minorile palesi, evidenti o comunque di agevole e indiscutibile accertamento, al fine di adottare in via immediata i provvedimenti di tutela contingibili e urgenti, che si appalesano necessari.In fondo alla sentenza i Supremi giudici ricordano inoltre che le Tabelle di Milano vanno sempre contestualizzate rispetto al caso concreto e che il danno morale, pur liquidato nell’ambito di quello biologico, è una voce che non scompare ma, al contrario, dev’essere calcolata nella vice più ampia in modo che il risultato sia un ristoro adeguato. Purtroppo in Italia sono più di 32000 mila i bambini che vengono chiusi nelle comunità o dati in affido a un'altra famiglia. Il più delle volte vengono allontanati dalle loro famiglie per motivi giustificati, come gli abusi sessuali, e maltrattamenti o l'indigenza. Altre per ragioni fumose e impalpabili. Negli ultimi 10 anni il loro numero è aumentato del 29,3%. Più della metà finisce in affidamento ad altre famiglie, mentre il resto finisce in quelli che prima erano chiamati istituti, dal 2001 formalmente ribattezzati servizi residenziali: oltre un migliaio di comunità che ospitano 15.624 ragazzini. Un numero enorme che costa allo Stato mezzo miliardo di euro all'anno solo in rette giornaliere. Ma la cifra, calcolano vari esperti di giustizia minorile, andrebbe più che raddoppiata. 
sabato 17 ottobre  2015
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IN ABRUZZO OGNI 2 ORE UN ANZIANO E' VITTIMA DI REATI

In Abruzzo, nel 2014, 4.279 anziani di 66 anni ed oltre sono stati vittime di truffe, rapine e furto; un ritmo pari ad una vittima ogni due ore. Su 100mila abitanti si contano, tra le persone con più di 66 anni, 299 vittime di furti, 18 vittime di truffe e 4 vittime di rapine, per un totale di 321 persone coinvolte. L'Abruzzo, però, se la passa meglio dell'Italia (433 vittime su 100mila abitanti) e di altre regioni, classificandosi al 13esimo posto della graduatoria nazionale, guidata da Emilia Romagna (642), Piemonte (616) e Liguria (613) e chiusa dalla Basilicata (144).
A scattare la fotografia della situazione reati e anziani nelle quattro province è Confartigianato Abruzzo, che ha condotto un approfondimento su un'elaborazione del Centro studi dell'associazione nazionale, basata su dati del Ministero dell'Interno e dell'Istat.
L'elevata presenza di nuclei familiari composti da solo un anziano o da due anziani soli, cioè il 24,4% delle famiglie abruzzesi - rileva l’indagine - abbassa la ‘difesa naturale’ delle potenziali vittime. Il totale delle persone di 66 anni e più che, nel 2014, in Abruzzo, sono state vittime di reati è pari a 6.003: di questi 4.279, cioè il 71,3%, sono stati vittime di furti (3.990), truffe (236) e rapine (53). Il totale dei tre reati, tra il 2013 e lo scorso anno, è aumentato del 7% (+7,4% in Italia): furti +6% (+7,7% in Italia), rapine +6% (-1,8%) e truffe +27,6% (+4,8%).

A livello territoriale, registra l'incidenza più significativa la provincia di Pescara, con 383 vittime ogni 100mila abitanti: 352 furti, 26 truffe e 5 rapine. Il Pescarese, 44esima provincia in Italia, conta 1.235 vittime, con un aumento dei reati pari al +4% ed una crescita esponenziale delle sole truffe, pari al +76,6%. La provincia di Teramo, 58esima in Italia, fa registrare 346 vittime ogni 100mila abitanti (324 furti, 19 truffe e 3 rapine) e 1075 vittime complessive, con un aumento medio dei reati del 5,8%, che arriva al +26% nel caso delle truffe. Il Chietino, 63esima provincia italiana, registra un'incidenza di 333 vittime (315 furti, 14 truffe e 3 rapine) e 1.312 vittime complessive, con un aumento dei reati pari al +21%. In provincia dell'Aquila, 92esima posizione, si contano, infine, 214 vittime ogni 100mila abitanti (198 furti, 13 truffe e 3 rapine) e 657 vittime complessive, con una flessione media dei reati - unico caso negativo in Abruzzo - pari al -7,7%; aumentano, però, le truffe, che registrano il +41,4%.
“La nostra associazione è impegnata da anni sul fronte della sensibilizzazione – commenta Ulderico Di Meo, presidente dell’Anap Abruzzo, l’Associazione pensionati della Confartigianato - fornendo informazioni e consigli utili per difendersi dai malintenzionati e prevenire i reati, come testimoniano le numerose campagne antitruffa che, anche nella nostra regione, si svolgono ogni anno. Nel corso di tali incontri, però, sono emersi, con particolare evidenza, i problemi legati alle scarcerazioni facili e alla necessità di certezza della pena, che, come dimostrano questi dati, si ripercuotono in primo luogo sulle categorie più deboli, quale è quella degli anziani”.
sabato 17 ottobre  2015
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FEDELE, TRADITORE O LONGEVO? LA RISPOSTA NEI PIEDI

Piede grande, calzini grandi. E questo - dicerie a parte - è tutto ciò che di un uomo può rivelare la misura delle scarpe. Almeno se cerchiamo un parallelo tra grandezza del piede e virilità. In realtà, c'è molto altro che possiamo scoprire di una persona guardandole i piedi: piccoli, medi o giganti, ad ogni forma e misura corrisponderebbero, secondo alcuni studi riportati dal The Telegraph, caratteristiche specifiche.
Il più allarmante di questi studi? Secondo una ricerca condotta nel 2009 da un team di epidemiologi svedesi ci sarebbe un rapporto tra numero di scarpe e aspettativa di vita secondo la quale le più longeve risultano essere le persone che calzano una misura media, meno fortunati quelli con i piedi troppo piccoli o troppo grandi.
A vedersela peggio, secondo i ricercatori, sono le persone che portano il 5 (che corrisponde a un 38 per gli uomini): per loro l'aspettativa di vita è di 63-66 anni. Si va via via migliorando fino ai più fortunati che portano il numero 11, ovvero il 45 europeo, e che possono sperare di vivere fino a 82 anni, per poi ricominciare la discesa fino al 14: persona dal piede troppo grande per poter vivere oltre i 66, massimo 69 anni.
Se la ricerca ha poi spazzato via il falso mito del piede lungo come indice di virilità, uno studio pubblicato lo scorso anno, che arriva dalla Corea del Sud, guarda invece alle mani: i più dotati sarebbero infatti gli uomini con l'indice più corto dell'anulare. E per rimanere nella sfera sessuale, c'è anche il cliché che attribuisce agli adulteri piedi grandi. Su questo ha condotto un sondaggio Illicit Encounters, il più grande sito di incontri britannico. Il risultato? Sono più fedeli gli uomini che calzano tra il 40 e il 43; tre volte più propensi a tradire quelli che indossano dal 44 in su.
sabato 17 ottobre  2015
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giovedì 15 ottobre 2015

SE IL LIVELLO DEGLI OCEANI SI ALZA, LE CITTA' AMERICANE FINISCONO SOTT'ACQUA

Miami, New Orleans e New York, il loro futuro è ormai segnato: finiranno sott'acqua. Anche altre città degli Stati Uniti che si trovano vicino a livello del mare e degli oceani,  potrebbero scomparire nel XXII secolo a causa dell'innalzamento del livello dei mari. La catastrofica analisi è  frutto di uno studio pubblicato su Pnas, che sottolinea come queste tre città siano destinate a scomparire per l'innalzamento dei mari, qualunque sia l'impegno di oggi o del futuro per fermare il riscaldamento globale. Lo studio ha analizzato l'impatto che nel tempo avrà il livello dei mari sulle città Usa, se le emissioni di CO2 continueranno al ritmo attuale o subiranno un netto cambio di rotta, raggiungendo il picco entro il 2020."Nella nostra analisi, molte città hanno un futuro che dipende dalle nostre scelte sul carbonio, ma alcune appaiono già perse", ha detto Benjamin Strauss, ricercatore di Climate Central e autore principale dello studio. Secondo i ricercatori, 414 città o cittadine Usa rischiano il punto di non ritorno. Milioni di americani vivono invece in luoghi dove ormai è troppo tardi per fermare la minaccia dei mari che salgono. E la città che sembra più compromessa è proprio New Orleans. Parlando del suo rapporto, pubblicato nel Proceedings of the National Academy of Sciences, ha detto:"Anche sotto lo scenario migliore di emissioni di CO2 il 98% della terra abitata di New Orleans sarà sotto i futuri livelli del mare".Anche New York è in pericolo osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”: secondo gli studiosi, sotto lo scenario peggiore, rischia di avere un destino segnato nel 2085. Ma se per alcune città è ormai troppo tardi, un cambiamento radicale nelle emissioni di CO2 può ancora salvare altre città costiere. Secondo gli studiosi, con un netto cambio di rotta 14 città con oltre 100.000 abitanti potrebbero evitare di finire in una strada senza ritorno in questo secolo. Secondo gli studiosi, la Florida è lo stato con il maggior numero di città a rischio per l'innalzamento del mare, seguita da California, Louisiana e New York. Lo studio conclude : "Stiamo veramente cercando di dimostrare le conseguenze che le nostre scelte in termini di emissioni di agenti inquinanti possono avere".
giovedi 15 ottobre  2015
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NE' MASCHIO NE' FEMMINA: I GIUDICI FRANCESI RICONOSCONO IL SESSO NEUTRO

Per la prima volta in Europa, la giustizia francese ha riconosciuto il diritto di un individuo intersessuale. Da oggi  le persone con caratteri sessuali secondari non definibili come esclusivamente maschili o femminili potranno scrivere nel proprio stato civile la menzione "sesso neutro". Cioè quelle persone i cui cromosomi sessuali, i genitali e/o i caratteri sessuali secondari non sono definibili come esclusivamente maschili o femminili. La sentenza del Tribunale civile di Tours, evidenzia lo “Sportello dei Diritti”, risale al 20 agosto scorso, ma solo oggi è stata rivelata dai media francesi. Il caso riguarda una persona di 64 anni che è nata con una "vagina rudimentale". Secondo il suo medico, quest'uomo dototato di un "micro-pene" era sprovvisto però dei testicoli. Alla nascita è stato subito indicato come di sesso maschile. Solo che non era del tutto vero e lui ne ha sofferto moltissimo. " La giustizia francese riconosce dunque per la prima volta il diritto di una persona ad uscire dal sistema binario maschile-femminile. Il comune di Tours dovrà ora modificare il suo atto di nascita.
giovedi 15 ottobre  2015
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martedì 13 ottobre 2015

100 SMS AL GIORNO: LE RAGAZZE MESSAGGIATRICI COMPULSIVE

L'abuso dei messaggini è pericoloso per le menti dei teenager come giocare d'azzardo: fa andare male a scuola, rende difficili le interazioni con i compagni, fa perdere sonno e dire bugie. La “short message -mania”, una tendenza che , se non arginata, li trasforma a poco a poco in “messaggiatori compulsivi”. A sostenerlo è un nuovo studio, pubblicato su "Psychology of Popular Media Culture". La ricerca ha seguito le abitudini con gli 'sms' di 400 giovani delle scuole medie e superiori, scoprendo che i 'messaggiatori compulsivi' - ossia quelli che spediscono 100 e più sms al dì - sono in maggioranza ragazze: il 14% delle giovani interpellate, contro il 3% dei ragazzi. Realizzato da Kelly M. Lister-Landman, professore di psicologia al Delaware County Community College di Media, Pensylvania, lo studio ha osservato che il 14% della ragazze 'messaggiatrici' compulsive aveva i voti più bassi a scuola, contro il 4% delle ragazze che non usavano spesso gli sms. 
mercoledi 14 ottobre  2015
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lunedì 12 ottobre 2015

IL LITIO, FARMACO USATO PER IL DISTURBO BIPOLARE DEGLI ADULTI, ORA VIENE USATO ANCHE PER GLI ADOLESCENTI

Il litio, farmaco usato da decenni per il trattamento del disturbo bipolare negli adulti, e' efficace e sicuro anche per i pazienti piu' giovani. A dimostralo e' stato uno studio multicentrico della John Hopkins University, pubblicato sulla rivista Pediatrics. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno coinvolto 81 pazienti con un'eta' compresa tra i 7 e i 17 anni. Di questi 53 bambini, che in passato hanno assunto altri farmaci che si sono rivelati inefficaci, hanno assunto una dose standard di litio, gradualmente aumentata nelle otto settimana successive. I restanti 28 pazienti hanno invece ricevuto del placebo. Nel corso delle visite settimanali, che si sono svolte nelle prime 4 settimane, e successivamente ogni due settimane per tutto il periodo di studio, i sintomi dei pazienti trattati con i litio sono significativamente migliorati rispetto ai pazienti del gruppo di controllo, e gli effetti collaterali sono risultati trascurabili. Secondo i ricercatori, questi risultati forniscono una conferma scientifica e affidabile sull'efficacia e la sicurezza a breve termine del litio nei bambini, offrendo ai medici la prova che possono considerare di prescrivere questo farmaco come trattamento per i bambini con disturbo bipolare, Attualmente sono in corso ulteriori analisi per esaminare gli effetti del litio a lungo termine
martedi 13  ottobre  2015
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PESCARA: SVELATO IL SEGRETO DELLA CREAZIONE DEI PONTI DEL MARE E DEL CIELO

La bucaniera

A Pescara, citta' veloce, piu' famosa per la movida che per D'Annunzio e Flaiano, sorgera' il ponte del Cielo dopo quello 
del Mare che sovrasta le acque melmose del fiume. La particolarita'  dei due ponti   e' che il ponte del Mare, che 
dovrebbe toccare il mare, in realta'  e' stato costruito in alto, sovrastante le acque. E il ponte del Cielo, che si 
immaginerebbe sospeso verso l'alto, in realta' sara' realizzato a pelo d'acqua.  La forma sferica ha fatto scatenare la 
fantasia degli appassionati dei social. Sul cerchio nell'acqua plana un ufo oppure si apre un coperchio del water. Da 
skiattare dal ridere, se non fosse che la faccenda e' seria. Pescara centro e' legata a Portanuova da una serie di ponti 
costruiti in altre epoche. Ponti utili all'attraversamento del traffico automobilistico e pedonale. Il Ponte del Mare, invece, 
con le sue linee eleganti e svettanti,  ha la funzione di richiamare i turisti. I quali, come i pescaresi, attraversano quel 
ponte a piedi o in bicicletta. Altro non si puo'.  La stessa funzione di richiamo turistico avrebbe un giorno il ponte del 
Cielo, quando e se sara' costruito, tra una polemica e l'altra. Entrambi sono progetti affascinanti e contestatissimi.  
Ma la domanda sorge spontanea: come possono due ponti attrarre il turismo in una citta' di mare dove il mare non e' 
balneabile (perlomeno non lo era questa estate)? Dove se ti immergi (sempre questa estate) raccogli le escherichie e te le porti a casa come souvenir? Sembrano progetti senza una logica, partoriti da una mente criminale. Invece, no. Hanno una logica semplice e disarmante, questi due ponti. Che uniti a tutti gli altri, hanno una funzione importantissima: evitare, ai turisti  e ai pescaresi, il contatto con le acque (eventualmente) inquinate  del mare. E quelle putrescenti del fiume che si getta nel mare.  Un'idea geniale, partorita da una mente lucidissima e sorprendente. Altro che progetti inutili. Sono operazioni salvavita.    
lunedi 12 ottobre  2015
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domenica 11 ottobre 2015

ALIMENTAZIONE E SALUTE: PISELLI E FORMAGGI ALLUNGANO LA VITA

Mangiare tanti piselli verdi, soia, mais e "formaggio blu", come il gorgonzola, potrebbe aiutare a vivere piu' a lungo. Infatti, questi alimenti, tutti ricchi di un composto chiamato spermidina, potrebbero aiutare a prevenire diverse malattie, come il cancro, il morbo d'Alzheimer e quello di Parkinson. Almeno questo e' quanto emerso da uno studio del Weizmann Institute di Israele, pubblicato sulla rivista Cell Metabolism. I ricercatori hanno scoperto che la spermidina inverte il ritmo circadiano del corpo, rendendo le persone "piu' giovani" e meno inclini a sviluppare malattie legate all'eta'. La spermidina e' un composto che fa parte della famiglia delle poliammine, presenti in tutte le cellule viventi. Bassi livelli di queste poliammine rallentano i ritmi circadiani. Le poliammine sono derivate da fonti alimentari e sono sintetizzate dalle cellule del corpo.
  Sono responsabili della regolazione di processi cellulari fondamentali, come la crescita e la proliferazione cellulare. I ricercatori hanno ipotizzato che le poliammine possano anche svolgere un ruolo importante nella biologia circadiana. Cosi' hanno deciso di testare la loro ipotesi sui topi. Gli animali sono stati trattati con un farmaco che inibisce la sintesi delle poliammine, rallentando l'orologio circadiano di circa 11 minuti, rispetto ai topi che non hanno ricevuto alcun trattamento. Al contrario, nei topolini che hanno bevuto acqua arricchita con la spermidina avevano orologi biologici che correvano circa otto minuti piu' veloce rispetto ai topi non trattati. Queste "alterazioni" dei ritmi circadiani sono legati a una varieta' di benefici. "Questa scoperta dimostra lo stretto intreccio tra orologi circadiani e il metabolismo, e apre nuove possibilita' per interventi nutrizionali che modulano la funzione del nostro orologio", ha detto Gad Asher, uno dei autori dello studio. agi
 domenica 11 ottobre  2015
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BOLLETTINI POSTALI CARTACEI ADDIO: SARANNO RIMPIAZZATI CON STRUMENTI EURO COMPATIBILI

I bollettini di pagamento postali, così come li conosciamo oggi, spariranno dalla circolazione dando così seguito a una direttiva imposta dall'Unione europea. Tale strumento attualmente è il più utilizzato in Italia ed è un prodotto esclusivo di Poste Italiane s.p.a.. Lo evidenzia lo “Sportello dei Diritti”: i bollettini cartacei saranno rimpiazzati da nuovi formulari "euro-compatibili" a  partire dal 2018. I nuovi strumenti di versamento riporteranno il numero di conto in formato Iban, e saranno legati a un sistema che funzionerà in 34 Paesi europei.
domenica 11 ottobre  2015
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sabato 10 ottobre 2015

FEBBRE DEL NILO, QUALI SINTOMI? SETTE NUOVI CASI IN ITALIA

La febbre del Nilo Occidentale segna, purtroppo sette nuovi casi in Italia, in particolare in Lombardia dove sono stati segnalati due casi nella Provincia di Cremona, due a Mantova, uno a Modena e due in quella di Pavia. Sino all' 8 ottobre e dall’inizio del 2015, 58 casi di virus nell'uomo sono stati confermati in Italia dei 98 casi segnalati in Europa e ulteriori 105 nei paesi limitrofi. La Francia ha segnalato il primo caso rilevato nel dipartimento del Gard. La febbre West Nile (West Nile Fever) è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri. Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario.La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale. 
sabato 10 ottobre  2015
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L'ONU ACCUSA IL BRASILE DI UCCIDERE I BAMBINI PER 'RIPULIRE' LE CITTA' IN VISTA DELLE OLIMPIADI

'L'Onu ha accusato la polizia brasiliana di uccidere bambini di strada per "ripulire" le città, e soprattutto Rio de Janeiro, in vista delle Olimpiadi dell'anno prossimo. L'accusa viene mossa dal Comitato Onu sui diritti dell'infanzia citato da media brasiliani. Secondo il Comitato Onu, le forze dell'ordine sono direttamente coinvolte nell' "elevato numero di esecuzioni sommarie di bambini" nel Paese, accompagnate da impunità "generalizzata", compiute per 'ripulire' il Paese. Per il comitato delle Nazioni unite, la violenza nei confronti dei minorenni è ancor più visibile a Rio de Janeiro, dove ci sarebbe il tentativo di "pulire" la metropoli in vista dei Giochi Olimpici del 2016. Non ci sono cifre ufficiali in materia, non c'è alcuna autorità a cui chiedere conto di questa barbarie, ma c'è la memoria della gente brasiliana, osserva lo “Sportello dei Diritti”, della gente di strada che ha contato i cadaveri, ha visto in faccia gli aguzzini. Tra la gente vi è il fondato sospetto che è in atto un maxitraffico di organi umani in cui centinaia di bambini brasiliani siano usati come "pezzi di ricambio" senza che sia mai mosso un dito per reprimere questo orrore'.
sabato 10 ottobre  2015
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venerdì 9 ottobre 2015

TUMORI: SI POSSONO EVITARE CON UN CORRETTO STILE DI VITA

I tumori non sono un  incidente biologico. Ma si possono prevenire con un corretto stile di vita. Un italiano su due ignora che una sana alimentazione e l'ambiente circostante  possono allontanare l'insorgenza del cancro. Mentre il 79% degli ultrasessantacinquenni ritiene che modificare le proprie abitudini sbagliate da anziani non serva a molto per prevenire il cancro alla prostata. Col risultato che nel nostro paese abbiamo il 46,4% di nonni in sovrappeso, il 16% obesi, il 21% fumatori, che consumano nel 40% alcool in quantita' rilevante mentre solo quattro su dieci svolgono attivita' fisica con regolarita'. E' quanto si apprende dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) che ha lanciato a Roma una nuova campagna nazionale dedicata agli over65enni. "Una situazione preoccupante, frutto di molti miti sbagliati - spiega Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom -. Per questo abbiamo deciso di partire con il primo tour mai realizzato in Italia da una Societa' Scientifica contro i tumori negli anziani. Perche' a tutte le eta' modificare in meglio il proprio stile di vita e' opportuno e consigliabile: no al fumo e all'abuso di alcol, attivita' fisica costante e dieta corretta sono i messaggi chiave della prevenzione oncologica". Una vera e propria campagna di sensibilizzazione che porta gli oncologi in tour in dieci citta' italiane per parlare esclusivamente agli anziani di lotta alle neoplasie. L'obiettivo? "Intercettare una fascia della popolazione per la quale non esistono finora programmi di informazione e prevenzione adeguati - spiega Carmine Pinto -Abbandonare comportamenti a rischio come il fumo o la sedentarieta' presenta enormi vantaggi anche se in un'eta' matura. Negli anziani, il rischio di cancro e' 40 volte piu' alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelle di 45-65 anni. Stili di vita sani, non solo hanno effetti preventivi, ma quando si e' colpiti dalla malattia, aiutano a rispondere meglio alle terapie e ad abbassare il rischio di recidiva. Abbiamo scelto di focalizzarci soprattutto sui tumori che interessano maggiormente la terza eta', in primo luogo quello della prostata (il piu' frequente tra gli over75) per spiegare che si deve prevenire, ma anche che quando colpisce, puo' essere vinto e si puo' tornare ad una vita normale". Il tour e' partito il 20 luglio da Torino, approdando poi a Catania, e ora proseguira' nelle citta' di Firenze (13 ottobre), Napoli (20 ottobre), Milano e Trieste (27 ottobre), per sbarcare poi a Roma, Reggio Emilia, e ancora ad Ancona e Genova. L'intero progetto e' realizzato con il sostegno incondizionato di Janssen, farmaceutica di Johnson & Johnson. (Agi) .
 venerdi 9  ottobre  2015
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SESSO E FIGLI NEL LETTONE: TROPPE COPPIE LAMENTANO DI SENTIRSI COME 'FRATELLO E SORELLA'

'Mio marito ed io, a letto, siamo come fratello e sorella'. Questo lamentano le donne, anzi, le mamme. Che a letto, la sera, portano i figli e dormono accanto ai mariti. 'Addirittura sono costretta a dormire nel mezzo, con mio figlio da una parte accucciato a me e mio marito dall'altra. Con i mariti non ci fanno sesso perche' i figli, piccini, ma anche piu' grandicelli, vogliono farsi coccolare dalla mamma e vanno nel lettone con lei e il papa'. E quando cio' accade, troppo spesso, le mamme non hanno piu' intimita' con i papa'. Troppo mammoni, questi figli di mamme italiane. E il sesso diventa automaticamente un ricordo. Ma siamo sicuri che i figli che hanno il permesso di addormentarsi nel lettone, non siano, in realta', usati come alibi da mamma e papa' per evitare contatti fisici tra loro?
venerdi 9  ottobre  2015
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giovedì 8 ottobre 2015

CONTROLLI DELLA VISTA IN 74 CITTA' ITALIANE: LA PAROLA D'ORDINE E' PREVENZIONE

Iniziative in 74 citta' italiane, check-up oculistici gratuiti in una ventina di piazze e tanta prevenzione. E' questa la "ricetta" della nuova edizione della Giornata mondiale della vista che si celebra l'8 ottobre 2015 con l'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecita'-IAPB Italia onlus e l'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms).
 Un n gruppo di ipovedenti sara' accompagnato in visita nei Giardini del Quirinale lungo un percorso dedicato allestito per l'occasione (contrassegnato da 300 dischi rossi).
I temi portanti di quest'anno saranno la prevenzione delle malattie oculari degli adulti e la riabilitazione visiva. Ci si potra' informare presso i gazebo allestiti in piazza per l'occasione anche quando, in una ventina di citta', le unita' mobili oftalmiche svolgeranno controlli oculistici gratuiti. "Ogni cittadino - consiglia Giuseppe Castronovo, presidente della IAPB Italia onlus - deve recarsi dall'oculista non solo quando si presenti qualche problema, ma deve sottoporsi a controlli periodici. La Giornata e' una manifestazione annuale di grande sensibilita' sociale, finalizzata alla prevenzione della cecita' e dell'ipovisione affinche', nel mondo, queste diminuiscano. Questo messaggio deve trovare accoglimento in ogni persona, perche' la vista e' un bene meraviglioso che da' autonomia, liberta' ed e' il simbolo della salute stessa. Cio' e' fondamentale per una vita piu' serena, d'integrazione e partecipazione".
giovedi 8  ottobre  2015
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mercoledì 7 ottobre 2015

PRENDERE IL VIAGRA PER DIMAGRIRE? LA PILLOLA BLU DELL'AMORE FAREBBE PERDERE PESO SECONDO GLI SCIENZIATI TEDESCHI E CINESI

Prendere il Viagra per dimagrire? Si, secondo gli scienziati tedeschi e cinesi che hanno studiato la perdita di peso derivante dalla pillola blu dell'amore. Fino ad oggi, nessuna delle strade tentate per il trattamento dell’obesità ha avuto un completo successo. Ma ora dopo avere rivitalizzato la vita sessuale di milioni di uomini, il Viagra secondo alcuni scienziati in Germania e in Cina, può aiutare chi lo prende a bruciare una maggiore quantità di grasso corporeo e più velocemente, tramutando le calorie in eccesso in energie piuttosto che conservandole e, di conseguenza, accumulando peso indesiderato. Il compito primario della pillola della virilità nell’organismo, è oltre la trasformazione del tessuto adiposo bianco in tessuto bruno, in grado di far bruciare più energia, anche quello di rilassare i muscoli del pene e favorire la circolazione del sangue nella zona genitale, migliorando così le prestazioni sessuali di un uomo. Già alcuni anni addietro i ricercatori avevano scoperto che il funzionamento e gli effetti di questa pillola nell'assumerla per lunghi periodi di tempo rende gli uomini meno propensi ad ingrassare. Nei laboratori presso l’Università di Bonn i ricercatori hanno visto che topi nutriti per sette giorni con una dieta ricca di grassi non accumulavano peso se veniva loro somministrato l’ingrediente chiave del Viagra: il farmaco ha trasformato i globuli bianchi nei topi in grasso beige. Proprio come il grasso bruno, il grasso beige contribuisce allo smaltimento delle energie ricavate dal cibo e le trasforma in calore. Nel frattempo, all’istituto ospedaliero di Wuhan General, in Cina, i ricercatori stanno provando il test su un campione di umani. I ricercatori hanno suddiviso un gruppo di 40 uomini adulti in due sottogruppi: al primo hanno somministrato una dose di Viagra 3 volte al giorno per una settimana, al secondo una semplice pillola placebo. I risultati ottenuti dall’esperimento sui roditori sono stati pubblicati nella rivista scientifica dell’organizzazione americana di biologia sperimentale (Federation of American Societies for Experimental Biology), che riporta anche la sostanziale differenza tra i vari tipi di grasso corporeo. Il grasso cosiddetto bianco è quello che costituisce la maggior parte del grasso corporeo di una persona adulta, ed è anche la sede di tutte le nostre calorie in eccesso. Il grasso bruno è quello che invece forma la maggior parte del corpo dei bambini, e ha l’importante funzione di mantenere il loro corpo caldo, non essendo ancora completamente sviluppato. Da adulti, manteniamo una piccola percentuale di grasso bruno solo nella zona del collo e delle spalle, dove la temperatura corporea è stabile. Gli scienziati sono ora impegnati nella ricerca di un modo per mantenere e produrre più grasso bruno negli umani anche in età adulta. 
mercoledi 7 ottobre  2015
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DONNA DI 84 ANNI DIVORZIA DAL MARITO DI 88 PERCHE' 'SESSUALMENTE INSODDISFATTA'

Una donna salernitana di 84 anni chiede il divorzio dal marito perche' 'sessualmente insoddisfatta'. Lei, insegnante in pensione, e due volte vedova, si lamenta che il coniuge, 88 anni, dirigente di banca in pensione, non e' molto attivo tra le lenzuola. Fanno sesso solo due volte al mese e alla signora non basta. Lui replica che piu' di due, non ce la fa. La donna sostiene che i suoi ex mariti erano piu' focosi ma e' anche vero che erano altri tempi e altre eta'. L'uomo ha tentato in tutti i modi di evitare il divorzio, ma senza risultato. 'Preferisco giocare a bocce' e' la difesa di lui. 'Allora io mi cerco l'amante' e' la risposta piccata di lei. 
mercoledi 7 ottobre  2015
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martedì 6 ottobre 2015

LA CALIFORNIA LEGALIZZA L'EUTANASIA

Il suicidio assistito ora è legale in California, Usa. Malgrado le opposizioni della Chiesa cattolica il governatore dello stato americano ha deciso di firmare la legge sull'eutanasia. Si e' messo nei panni di una moltitudine di persone e ha detto:'Alla fine ho cercato di pensare cosa avrei voluto in caso di una mia malattia terminale. Non so cosa io farei se mi trovassi a morire tra dolori prolungati e strazianti. Sono certo, comunque, che mi sarebbe di conforto poter valutare l'opzione offerta da questa legge. E quindi non vorrei negare agli altri questo diritto'.
Una volta entrata effettivamente in vigore, cosa che avverrà tra diversi mesi, la legge permetterà ai medici di prescrivere ai malati terminali adulti ed in pieno possesso delle loro facoltà mentali dosi di farmaci per provocare una 'morte dolce'.
La legge è modellata sull'esempio di quella entrata in vigore nel 1997 in Oregon, il primo dei cinque stati che hanno legalizzato il suicidio assistito, dove lo scorso anno 105 malati terminali si sono suicidati usando i farmaci prescritti dai loro medici.
martedi 6 ottobre  2015
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NEGLI STATI UNITI CI SONO PIU' ARMI CHE PERSONE: 357 MILIONI CONTRO 317

Negli Stati Uniti ci sono più armi che persone. A denunciarlo è il Washington Post secondo cui nel 2013 erano 357 milioni le armi in possesso di civili contro i 317 milioni di popolazione totale. Si tratta di una stima basata su una combinazione di dati del Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives e del Congresso. L' 'Atf' precisa che la cifra di 357 milioni non tiene inoltre conto delle armi entrate illegalmente oppure di quelle distrutte o andate perse. Sta di fatto poi, che l'industria delle armi dal 2009 ha comunque raddoppiato la sua produzione, passando da 5 milioni e 600mila nel 2009 a quasi 11 milioni nel 2013. Purtroppo, osserva lo “Sportello dei Diritti”, l'allarme e il dibattito sulle regole per l'accesso alle armi da fuoco negli Stati Uniti si riaccende ogni volta che una nuova strage di massa fa notizia, ma soltanto nel 2014 negli Usa ci sono stati oltre 8.000 omicidi compiuti con armi da fuoco, ovvero 156 alla settimana, 22 al giorno. Oltre dieci persone sono state uccise nelle 24 ore successive alla strage nel college in Oregon, tra queste un bimbo di cinque mesi in Ohio.
martedi 6 ottobre  2015
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lunedì 5 ottobre 2015

DALLA RUSSIA IL SEGRETO DELL'IMMORTALITA': SCIENZIATO SI INIETTA BATTERI PREISTORICI

Uno scienziato russo sostiene di essere diventato resistente all'influenza grazie ad un'autoiniezione di batteri vecchi di 3,5 milioni di anni. Dopo questa notizia, la comunita' scientifica mondiale e' in fermento. Questo auto-test può essere la chiave per l'immortalità secondo lo scienziato russo Anatoli Brouchkov, capo del dipartimento di Geokryologie presso l'Università statale di Mosca, che è diventato una cavia umana iniettandosi alcuni batteri che potrebbero rivelarsi un elisir di longevità. Gli scienziati lo hanno testato su topi e cellule del sangue umano, ma questo non era sufficiente per Brouchkov, che ha deciso di iniettarsi i microbi e vedere che succede. Secondo il ricercatore il test non presentava pericoli, anche perché il batterio sarebbe in realtà presente in tracce nelle acque della regione assunta dalla popolazione locale, il popolo Yakut, che bevendola per molto tempo ha ingerito questi microrganismi. A quanto pare queste persone sembrano persino vivere più a lungo rispetto ad alcuni altri Paesi. Inoltre il ricercatore ha dichiarato che non ha avuto l'influenza per due anni. Forse ci sono stati alcuni effetti collaterali, ma servirebbero speciali apparecchiature mediche per individuarli. Ancora altri test sono necessari, perché non si conosce ancora esattamente l'effetto dei batteri, ma forse questo è il primo passo verso l'immortalità. Naturalmente, esperimenti simili devono essere realizzati in laboratorio, con attrezzature speciali, controlli e statistiche. Allora si potrà dire con chiarezza quali sono tutti gli effetti. 
lunedi 5 ottobre  2015
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sabato 3 ottobre 2015

DORMIRE POCO FA INGRASSARE

Andare a letto tardi, dormire poco, fare le ore piccole, fa ingrassare. Ogni ora di sonno perso si acquistano 2,1 punti sull'indice di massa corporea. E' quanto emerge da uno studio dell'università di Berkeley che ha esaminato un campione di 3300 adulti e giovani. Neppure l'attivita' fisica puo' compensare le ore di sonno perse, che fanno aumentare il girovita. 
domenica 4 ottobre  2015
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venerdì 2 ottobre 2015

L'IDENTIKIT DEI MALATI DI ORTICARIA CRONICA? SOPRATTUTTO DONNE DI 47 ANNI

Per la maggior parte (71 per cento) sono donne con un'eta' media di 47 anni. Convivono mediamente da 7 anni con la malattia e la stragrande maggioranza e' insoddisfatta dal percorso di cura. Questo, in estrema sintesi, l'identikit dei pazienti affetti da orticaria cronica, presentato a Milano in occasione della seconda Giornata mondiale dell'orticaria, promossa in Italia da FerASMA e Allergie Onlus, con il sostegno di Novartis. L'identikit e' emerso grazie all'analisi di 190 pazienti affetti da orticaria cronica. Il dati piu' allarmanti sono: l'83 per cento di essi non e' soddisfatto del percorso di cura; il 75 per cento dichiara di essere stato visitato da tre o piu' medici, prima della diagnosi definitiva; e il 15 per cento ha superato i dieci medici consultati, percependo spreco di tempo e risorse, anche in termini di esami prescritti. Per aumentare la consapevolezza dell'opinione pubblica su questa malattia dermatologica, quest'anno FederAsma e Allergie Onlus ha scelto come claim della Giornata: "Prurito? E se fosse orticaria?".
Oltre a presentare gli aspetti incoraggianti della terapia mirata omalizumab, e' stata anche lanciata da Novartis l'App Orticaria che permette di tenere traccia dei sintomi dell'orticaria cronica spontanea.
venerdi 2  ottobre  2015
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