venerdì 10 ottobre 2014

POSTE: 45 MILA ITALIANI TRUFFATI ONLINE

Poste: la truffa corre sul web. Tutti coloro che hanno ricevuto una mail, apparentemente inviata da Poste Italiane, si sono poi visti svuotare il conto postale dopo che gli ignari avevano concesso login e password agli scrocconi del web. Messaggi di posta che notificano ufficialmente l'attivazione o la disattivazione di account utente, telegrammi leggibili solo online e tanti altri trucchetti, hanno messo fuori gioco i conti di 45 mila italiani. Per proteggersi da questi attacchi online, gli esperti raccomandano di non cliccare sui link sospetti  o poco chiari e di non concedere facilmente  i propri dati a sconosciuti. 
venerdi 10 ottobre 2014
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giovedì 9 ottobre 2014

DONATORE DI ORGANI E TESSUTI: GLI ITALIANI LO SCRIVONO SULLA CARTA D'IDENTITA'

Donatore di organi e tessuti: un milione di italiani lo scrive sulla carta 
d'identita' al momento del rinnovo. Affinche' non si disperda la propria volonta' in caso di prematura dipartita. Ma sono ancora i comuni italiani che offrono questa possibilita'. Il dato emerge durante la Giornata europea per la donazione degli organi.I pazienti trapiantati oggi sono 2.944 contro i 2.841 del 2013. Mentre gli organi trapiantati sono passati dai 3.117 di un anno fa a 3.168. In Italia la 
donazione degli organi ha conosciuto il boom dopo la morte del piccolo Nicholas Green, un bambino statunitense, vittima a sette anni di un assassinio sull'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, mentre era diretto in Sicilia con la famiglia. Era il 29 settembre 1994. L'automobile su cui viaggiava  il piccolo insieme ai genitori, una Autobianchi Y10, fu accidentalmente scambiata per quella di un gioielliere da alcuni rapinatori che tentarono un furto, degenerato poi in omicidio. Ricoverato al centro neurochirurgico del Policlinico di Messina, Nicholas morì qualche giorno dopo. Dopo la  sua morte, i genitori autorizzarono il prelievo e la donazione degli organi di cui beneficiarono sette italiani, quattro adolescenti e un adulto, mentre altri due riceventi riacquistarono la vista grazie al trapianto delle cornee.
venerdi 10 ottobre 2014
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SCOPRE DI AVERE UN CANCRO AL CERVELLO: A 29 ANNI DECIDE COME, DOVE E QUANDO MORIRE

Scopre di avere un cancro al cervello. Incurabile. E a soli 29 anni decide di porre fine alla sua vita. Ha gia' scelto come, dove e quando morira'. La storia di Brittany sta commuovendo gli Usa e il mondo. Nel gennaio scorso le e' stato diagnosticato un tumore al cervello. Prima di arrendersi, la giovane californiana decide di fare delle ricerche per tentare una cura, una terapia. Non esistono. Deve arrendersi. A nulla e' un valso un ciclo di cure. Il cancro torna piu' aggressivo di prima. I medici le spiegano che l'aspettano mesi di sofferenze e perdita di memoria, fino ad arrivare al decesso. Quindi la decisione. Vuole morire lucida. Sceglie di andare a morire in Oregon, dove le leggi consentono la dolce morte. Il suicidio assistito. Un sacrificio, anche economico, enorme per la famiglia. Ma tant'e'. Il prossimo 30 ottobre festeggera' il compleanno del marito e il primo novembre la giovane morira'. Per sua scelta. Per avere una 'morte dignitosa'. Ai media americani dice:' Io non voglio morire, ma sto morendo, e voglio farlo alle mie condizioni, con dignità.Non voglio dire a nessuno di fare la mia stessa scelta - ha affermato - Ma la mia domanda è: chi ha il diritto di decidere per me, e decidere che merito di soffrire enormemente per settimane o per mesi'. Questi ultimi giorni di vita Brittany li sta utilizzando per aiutare una associazione che si occupa di malati terminali. 
giovedi 9 ottobre 2014
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mercoledì 8 ottobre 2014

LE DIETE E IL FALLIMENTO DEI NUTRIZIONISTI

La dieta puo' essere un incubo o una liberazione. Dipende dall'approccio e dalle aspettative di ciascuno. Chi, nella vita, non ha mai provato a fare una dieta, facendosi aiutare da un nutrizionista o da un dietologo oppure col faidate? Piu' o meno tutti. Con risultati spesso deludenti che hanno messo a dura prova l'umore e l'equilibrio mentale. C'e' una spiegazione razionale a tutto cio' e i ricercatori la mettono nero su bianco, confermando il fallimento delle diete e dei dietologi.  

Un'analisi delle principali ricerche sugli effetti delle diete, pubblicata sul Journal of Obesity ricorda che, a distanza di un anno, solo il 20% di chi è dimagrito mantiene il peso forma e che, a 5 anni dalla dieta, il 77% pesa come prima. "L'approccio di medici, dietologi, nutrizionisti ed istituzioni è un fallimento, meglio cambiare prospettiva smettendo di dare norme sul peso come cardine della salute'', dicono i ricercatori dell'università di Kent, a Canterbury, Regno Unito, e della Ohio State university, autori della review. "E' necessario - spiegano - smettere di stigmatizzare il sovrappeso. E' anche un errore fare leva sul senso di responsabilità della gente nei confronti della loro salute. Meglio sostenere le diversità, puntare al benessere a prescindere dalla forma del corpo e smettere di essere 'peso-centrici".

La rassegna mette in evidenza i pericoli delle diete yo-yo per la salute fisica e mentale, il legame fra diete e disturbi del comportamento elementare e il diffuso stigma nei confronti di chi pesa di più rispetto alla media. "E' ora di abbandonare l'attenzione sul peso e iniziare a sottolineare i fattori sociali che influenzano la salute, incluso il razzismo e la povertà, per una più accurata e profonda analisi del benessere positivo per tutte le persone' concludono gli autori. 
mercoledi 8 ottobre 2014
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EBOLA: NEGLI USA MUORE IL PAZIENTE ZERO. LORENZIN: IN ITALIA L'IGIENE DEL SISTEMA SANITARIO RESPINGE IL VIRUS.

Ebola: negli Stati Uniti muore il paziente zero e in Spagna si registra il secondo caso sospetto. Si tratta di un'altra infermiera che potrebbe aver contratto il virus strofinandosi il viso con un guanto con cui stava trattando un paziente malato. In Italia, secondo il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, la situazione sarebbe sotto controllo. Il nostro Paese, secondo il ministro,  non vive una situazione d'emergenza Ebola anche perché il virus 'con il sistema sanitario ed igienico come il nostro si trasmette molto difficilmente'. Incredibile. Certi ospedali italiani sono talmente sporchi, o puliti male, che il virus ci si farebbe la doccia con tutti i batteri che proliferano nelle stanze di ricovero e nei bagni dei nosocomi del Belpaese.  
mercoledi 8 ottobre 2014
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EBOLA: ECCO IL VADEMECUM PER DIFENDERSI DAGLI ATTACCHI DEL VIRUS

L'Ebola non e' una questione solo africana. Il virus si sta propagando rapidamente in altre parti del mondo.  Dall'Africa in America, dalla Spagna in Italia. Casi sospetti o acclarati, ma sempre terrore miete un po' ovunque. Allora come ci si puo' difendere da un virus cosi' micidiale? Quali le precauzioni da prendere in caso di contagio o in via preventiva?  Come si tramette l'infezione e quali sono i sintomi? Il ministero della Salute, sul proprio sito web, ha messo a punto un'apposita sezione dedicata al virus per affrontare a 360 gradi la materia.

Cos'è la malattia da virus Ebola - Precedentemente nota come febbre emorragica da virus Ebola, è una malattia grave, spesso fatale, con un tasso di mortalità fino al 90 %. La malattia colpisce gli uomini e i primati (scimmie, gorilla, scimpanzé). L'origine del virus non è nota, ma i pipistrelli della frutta (Pteropodidae), sulla base delle evidenze disponibili, sono considerati i probabili ospiti del virus Ebola.

Come si trasmette - Attraverso l'esposizione diretta ai liquidi corporei di una persona o di un animale contagiato, vivo o morto. Un contatto casuale in luoghi pubblici con persone che non mostrano segni di malattia non trasmette Ebola. Non si può contrarre la malattia maneggiando denaro o prodotti alimentari o nuotando in piscina. Le zanzare non trasmettono il virus Ebola.

Viaggi - Il rischio di infezione per i viaggiatori è molto basso in quanto la trasmissione da persona a persona avviene per contatto diretto con i fluidi corporei o secrezioni di un paziente infetto. I viaggiatori dovrebbero evitare ogni contatto con pazienti infetti sintomatici. Gli operatori sanitari che viaggiano verso aree colpite dovrebbero seguire rigorosamente le indicazioni sul controllo delle infezioni raccomandate dall'Oms. Chiunque abbia soggiornato in aree dove i casi sono stati recentemente segnalati dovrebbe essere consapevole dei sintomi dell'infezione e consultare un medico al primo segno di malattia.

Quali sono i segni e i sintomi tipici dell'infezione - Comparsa improvvisa di febbre, intensa debolezza, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola sono i segni e sintomi tipici, seguiti da vomito, diarrea, esantema, insufficienza renale ed epatica e, in alcuni casi, emorragia sia interna che esterna. Gli esami di laboratorio includono globuli bianchi e piastrine bassi ed aumento degli enzimi epatici.

Incubazione - Il periodo di incubazione o l'intervallo di tempo dall'infezione alla comparsa dei sintomi è tra i 2 e i 21 giorni. Il paziente diventa contagioso quando comincia a manifestare sintomi, non è contagioso durante il periodo di incubazione. L’infezione da malattia da virus Ebola può essere confermata solo attraverso test di laboratorio.

Quanto è resistente il virus - Il virus Ebola viene ucciso facilmente da sapone, candeggina, luce solare o asciugatura. Il lavaggio in lavatrice di indumenti contaminati da liquidi è sufficiente a distruggere il virus Ebola. Il virus Ebola sopravvive solo per breve tempo su superfici esposte alla luce solare o secche.

Chi è più a rischio - Durante un’epidemia le persone a più alto rischio di infezione sono: gli operatori sanitari; familiari o altre persone a stretto contatto con persone infette; persone che hanno contatto diretto con i corpi dei defunti, nelle cerimonie funebri; cacciatori nella foresta pluviale che entrano in contatto con animali trovati morti nella foresta

Qual è il trattamento - I pazienti gravemente malati necessitano di terapia intensiva, sono spesso disidratati e hanno bisogno di liquidi per via endovenosa o di reidratazione orale con soluzioni contenenti elettroliti. Attualmente non esiste un trattamento specifico per curare la malattia. Alcuni pazienti con terapie mediche appropriate guariscono.

Come prevenire la malattia - Diverse misure possono essere adottate per prevenire l'infezione, limitare o interrompere la trasmissione. Tra queste:
- Ridurre il contatto con animali infetti ad alto rischio (quali pipistrelli della frutta, scimmie e primati) nelle aree di foresta pluviale colpite;
- Cuocere accuratamente i prodotti di origine animale (sangue e carne) prima di mangiarli;
- Indossare guanti e utilizzare dispositivi di protezione individuale, durante la cura di persone malate;
- Lavare regolarmente le mani dopo aver visitato i pazienti in ospedale o dopo essersi presi cura di qualcuno a casa;
- Seppellire immediatamente le persone decedute per Ebola, manipolando le salme con dispositivi di protezione.

Quando si dovrebbe cercare assistenza sanitaria - Se una persona si trova in aree dove è noto ci sia la malattia da virus Ebola o ha avuto contatti con un caso confermato in laboratorio o un soggetto con quadro clinico fortemente sospetto di malattia da virus Ebola e comincia a presentare sintomi della malattia dovrebbe immediatamente richiedere assistenza sanitaria. Eventuali casi sospetti devono essere segnalati dal centro medico all'unità sanitaria più vicina senza indugio. Cure mediche immediate sono essenziali per aumentare il tasso di sopravvivenza dalla malattia. Le cure mediche sono importanti anche per controllare la diffusione della malattia ed avviare immediatamente le procedure di controllo dell'infezione.(adnkronos)
mercoledi 8 ottobre 2014
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martedì 7 ottobre 2014

L'ITALIA A CAPO DI UNO STUDIO EUROPEO CONTRO L'INVECCHIAMENTO

Chi ama invecchiare? Nessuno. Neppure quelli che sostengono di non fare caso al tempo che passa, di affrontare l'eta' serenamente. E bla bla bla. Tutte sciocchezze. Il tempo che fugge fa paura a tutti. Si comincia a invecchiare quando non si e' piu' reattivi. Quando la mente invecchia prima del fisico. E le malattie, la demenza, la disabilita' unitamente alla non autosufficienza, non fanno che peggiorare la situazione. Ed ecco che l'Italia, Paese sempre piu' vecchio e con sempre meno futuro per i giovani, si mette alla guida di uno studio europeo per contrastare l'invecchiamento. Perche' questa e' la  vera sfida del futuro. Il progetto SPRINTT (Sarcopenia and Physical fRailty IN older people: multi-componenT Treatment strategies) e' stato disegnato da un gruppo di ricercatori europei a guida italiana, e si e' aggiudicato un finanziamento di 49 milioni di euro, cifra inedita per la ricerca nel settore. Questi fondi sono stanziati dall'IMI (Innovative Medicines Initiative), la partnership pubblico-privato promossa dalla Direzione Generale 'Ricerca' della Commissione Europea in collaborazione con la Federazione europea delle associazioni e delle industrie farmaceutiche (Efpia). L'obiettivo della ricerca non e' risolvere le problematiche di anziani malati, ma cercare la strada per il mantenimento del vigore fisico e della longevita'. 
martedi 7 ottobre 2014
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