Ritirato dal commercio, perche' difettoso, il Lasix in fiale 20 mg. Ennesimo allarme sulla sicurezza dei farmaci in tutta Italia. L'Agenzia Italiana del Farmaco, Aifa, su segnalazione della ditta Sanofi Aventis SpA ha vietato l'utilizzo del lotto del medicinale Lasix fiale 20 mg soluzione iniettabile, con decorrenza immediata. La soluzione è un medicinale soggetto a prescrizione medica che è usato per il trattamento di tutte le forme di edemi di genesi cardiaca; ascite in seguito a cirrosi epatica, ostruzione meccanica od insufficienza cardiaca; edemi di origine renale (nella sindrome nefrosica anche in combinazione con Acth o corticosteroidi).Trattamento degli edemi periferici. Trattamento dell'ipertensione di grado leggero o medio. La ditta Sanofi - Aventis SpA dovrà assicurare l'avvenuto ritiro entro 48 ore. Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute è invitato a verificare l’avvenuto ritiro e, in caso di mancato adempimento da parte della ditta interessata, procederà al sequestro dei lotti del medicinale. Lo Sportello dei Diritti raccomanda ai pazienti in trattamento con il medicinale di verificare il numero di lotto e, nel caso corrispondesse a quello ritirato, di sospenderne l'uso e di rivolgersi al proprio medico per una nuova prescrizione. Sempre al medico di famiglia gli assistiti potranno rivolgersi per ottenere qualunque tipo di chiarimento sul provvedimento e per avere maggiori informazioni sui motivi che hanno portato al ritiro dal mercato del prodotto. martedi 10 marzo 2015
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martedì 10 marzo 2015
lunedì 9 marzo 2015
INFARTO: IL RISCHIO E' DI 8,5 VOLTE PIU' ALTO A DUE ORE DAGLI ATTACCHI D'IRA
E' proprio vero che le incazzature, gli attacchi d'ira furibondi, gli scatti di rabbia, mettono le persone a rischio infarto. Lo dice la scienza che ha calcolato come questo rischio sia di 8,5 volte piu' alto nelle successive due ore all'episodio acuto di rabbia. Lo sostiene uno studio, effettuato su 687 pazienti con sospetto di infarto del miocardio e candidati all'angioplastica al Royal North Shore Hospital di Sydney, in Australia, tra il 2006 e il 2012 e valutati tutti con l'angiografia coronarica, pubblicato sull'European heart journal. Tra gli eventi che scatenano maggiormente la rabbia, come riferito dagli stessi pazienti intervistati, liti in famiglia, sul lavoro o in macchina.
lunedi 9 marzo 2015
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DIABETE: IL PANCREAS ARTIFICIALE E' QUASI REALTA' MA INTANTO UN NUOVO DISPOSITIVO CONTROLLA LE CRISI IPOGLICEMICHE
Nuove speranze per i diabetici. Il pancreas artificiale sara' presto realta', ma intanto la prossima settimana arriva nei centri di diabetologia un nuovo dispositivo in grado di prevedere le crisi ipoglicemiche e interrompere l'erogazione di insulina prima della crisi. Il microinfusore, presentato dall'azienda Medtronic al congresso 'Diabete: l'era della tecnologia intelligente' , svoltosi a Roma, unisce un monitoraggio continuo dei livelli del glucosio con una pompa che eroga l'insulina. A differenza dei dispositivi attuali, che bloccano l'infusione quando ormai la glicemia è troppo bassa, questo ha un algoritmo che riesce a prevedere sulla base dei dati quando si rischia una crisi, e a far agire la pompa di conseguenza. ''E' un sistema molto promettente'', ha spiegato Riccardo Schiaffini, diabetologo pediatra dell'ospedale Bambino Gesù di Roma. ''Almeno il 50% dei pazienti con diabete di tipo 1 - ha aggiunto - ha una ipoglicemia notturna, e ogni paziente ha almeno una ipoglicemia grave a settimana''. Una speranza soprattutto per i pazienti piu' giovani.
Questa generazione di dispositivi avvicina al concetto di 'pancreas artificiale', cioè a un sistema in grado di sostituire in tutto l'organo che controlla il livello di zuccheri nel sangue. ''Questo è un deciso passo avanti - ha confermato Emanuele Bosi, direttore del Diabetes Research Institute dell'ospedale San Raffaele di Milano -. Sono ormai dieci anni che si lavora al pancreas artificiale, e quello che una volta sembrava solo un sogno ormai è una realtà in vista''.
lunedi 9 marzo 2015
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Questa generazione di dispositivi avvicina al concetto di 'pancreas artificiale', cioè a un sistema in grado di sostituire in tutto l'organo che controlla il livello di zuccheri nel sangue. ''Questo è un deciso passo avanti - ha confermato Emanuele Bosi, direttore del Diabetes Research Institute dell'ospedale San Raffaele di Milano -. Sono ormai dieci anni che si lavora al pancreas artificiale, e quello che una volta sembrava solo un sogno ormai è una realtà in vista''.
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TRE MILIONI DI ITALIANI COLPITI DA TUMORE MA 1 SU 4 GUARISCE
Nel 2015 tre milioni di italiani saranno colpiti da una diagnosi di tumore. Ma uno su quattro ce la fara'. Potra' dichiararsi guarito. Perche' anche se i tumori aumentano e diventano piu' aggressivi, l'aspettativa di vita e' molto alta. Anche grazie ai nuovi ritrovati farmaceutici e le nuove tecnologie. Oltre che alla diagnosi precoce, la prevenzione e, talvolta, la bravura di certi medici. Il rapporto Airtum 2014, presentato a Roma, sostiene che i casi di tumore sono aumentati del 20 percento rispetto al 2010. Oltre il 20% dei maschi e il 13% dell femmine sopra i 75 anni sono interessati dal fenomeno. 'Il tumore principale per le donne è quello della mammella, che colpisce oltre 600mila donne - ha spiegato Stefano Guzzinati del registro tumori del Veneto (45 registri visionati) -mentre sono 300mila i maschi che hanno ricevuto una diagnosi di tumore della prostata'.
L'analisi ha calcolato anche quanto è necessario aspettare dopo la diagnosi per potersi considerare guariti. Per il tumore della mammella ad esempio oltre il 50% delle donne con la diagnosi non morirà a causa della malattia, ma servono 20 anni per potersi dichiarare guariti. Un dato simile si trova per quello della prostata, mentre per il colon retto è meno della metà.
lunedi 9 marzo 2015
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GIOVANE DONNA MUORE 36 VOLTE L'ANNO A CAUSA DI UNA RARA MALATTIA
Muore almeno 36 volte l'anno a causa di una rara malattia, la sindrome di tachicardia posturale ortostatica, che le causa continue perdite di coscienza. Accade, da quattro anni, ad una ragazza inglese di 21 anni. Che ogni tanto si accascia e poi deve essere riportata in vita attraverso uno choc doloroso. Poco prima di perdere i sensi, la giovane sente il battito accelerare, il cuore si ferma e la pressione crolla. In apparenza muore. Ogni volta che accade i medici devono riportarla in vita attraverso un intervento choc che le provoca dolore. A causa della malattia, la giovane ha dovuto rinunciare al canottaggio e ora lavora come lady burlesque.
lunedi 9 marzo 2015
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domenica 8 marzo 2015
MIMOSA: QUEST'ANNO LE DONNE SE LA REGALANO DA SOLE
Le mimose quasi non si regalano piu'. A tante donne da' fastidio il semplice gesto del regalo del fiore dell'8 marzo. Altre, invece, se la regalano da sole se nessuno provvede a farlo. In ogni caso, solo un italiano su quattro regala mimose alla propria donna, che sia moglie, amante, amica, madre, sorella o figlia. Quest'anno , invece, e' boom della mimosa acquistata dalle donne per donarsela. Per forza, se gli uomini non lo fanno piu'... E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ che conferma il tradizionale fiore come simbolo della festa della donna.
L’indagine evidenzia che si trasferisce anche nelle scelte di acquisto l’intraprendenza delle donne in Italia dove sono state conquistate posizioni autorevoli nella società e nell’economia. E' nel 1946 che la mimosa - sottolinea la Coldiretti - diviene il simbolo della festa della donna perché sboccia in questo periodo e assume il significato di autonomia e libertà. Un fiore che dietro una fragilità apparente mostra una grande forza con la capacità di crescere anche in terreni difficili.
E' pur vero che il 6 percento degli italiani regalera' un fiore anche se non sara' una mimosa. La mimosa ha anche un importante valore ambientale perché è realizzata in Italia con tecniche eco-compatibili sopratutto nei tipici terrazzamenti che si affacciano sul mare, altrimenti destinati al degrado e all'abbandono. I ramoscelli offerti - sottolinea la Coldiretti - sono praticamente tutti di produzione nazionale e soprattutto della provincia di Imperia in Liguria dove operano circa 1600 produttori e si realizza oltre il 95% della produzione nazionale che per ben il 40% viene destinata all’esportazione sul mercato olandese, ma anche in quello svizzero, francese e del nord Europa.
Per conservare l'omaggio - consiglia la Coldiretti - è bene tagliare quanto prima gli steli che devono rimanere per due ore in acqua pulita e inacidita con due gocce di limone. Vanno quindi collocati in penombra e mantenuti in ambiente fresco e umido perché la mimosa rilascia molta acqua attraverso la traspirazione e bisogna evitare che la grande perdita di liquidi faccia seccare rapidamente il fiore.
domenica 8 marzo 2015
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L’indagine evidenzia che si trasferisce anche nelle scelte di acquisto l’intraprendenza delle donne in Italia dove sono state conquistate posizioni autorevoli nella società e nell’economia. E' nel 1946 che la mimosa - sottolinea la Coldiretti - diviene il simbolo della festa della donna perché sboccia in questo periodo e assume il significato di autonomia e libertà. Un fiore che dietro una fragilità apparente mostra una grande forza con la capacità di crescere anche in terreni difficili.
E' pur vero che il 6 percento degli italiani regalera' un fiore anche se non sara' una mimosa. La mimosa ha anche un importante valore ambientale perché è realizzata in Italia con tecniche eco-compatibili sopratutto nei tipici terrazzamenti che si affacciano sul mare, altrimenti destinati al degrado e all'abbandono. I ramoscelli offerti - sottolinea la Coldiretti - sono praticamente tutti di produzione nazionale e soprattutto della provincia di Imperia in Liguria dove operano circa 1600 produttori e si realizza oltre il 95% della produzione nazionale che per ben il 40% viene destinata all’esportazione sul mercato olandese, ma anche in quello svizzero, francese e del nord Europa.
Per conservare l'omaggio - consiglia la Coldiretti - è bene tagliare quanto prima gli steli che devono rimanere per due ore in acqua pulita e inacidita con due gocce di limone. Vanno quindi collocati in penombra e mantenuti in ambiente fresco e umido perché la mimosa rilascia molta acqua attraverso la traspirazione e bisogna evitare che la grande perdita di liquidi faccia seccare rapidamente il fiore.
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8 MARZO: PERCHE' SI REGALA LA MIMOSA
Per strada, in ufficio, nelle auto. Venditori ambulanti improvvisati ad ogni angolo di strada. Tra le mani degli uomini. E infine in quelle delle donne. Il fiore dell'8 marzo, la mimosa, è legato a questo giorno tra leggenda e necessità.
Il mito è legato al fatto storico vero, quando l'8 marzo del 1908, 129 operaie di un'industria di New York rimasero uccise in un incendio, mentre protestavano per le condizioni di lavoro indegne a cui erano sottoposte e, secondo alcuni, nei pressi della fabbrica bruciata nel 1908 cresceva proprio un albero di mimosa.
Ma ci sono anche motivazioni ben più pragmatiche: nel 1946, è stata l'Unione Donne Italiane a scegliere la mimosa, un fiore poco costoso. Ed una delle poche piante ad essere fiorita all’inizio di marzo.
domenica 8 marzo 2015
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Ma ci sono anche motivazioni ben più pragmatiche: nel 1946, è stata l'Unione Donne Italiane a scegliere la mimosa, un fiore poco costoso. Ed una delle poche piante ad essere fiorita all’inizio di marzo.
domenica 8 marzo 2015
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