sabato 13 giugno 2015

UN ESAME DELLE URINE PER SCOPRIRE IL TUMORE AL SENO

Un test sulle urine scova  il tumore al seno. Un nuovo test che identifica i cambiamenti nel metabolismo cellulare attraverso campioni di urine può rilevare il cancro al seno in fase iniziale, dicono gli scienziati. I ricercatori presso l'Università di Friburgo in Germania hanno sviluppato un metodo che consiste nel determinare la concentrazione di molecole che regolano il metabolismo delle cellule che causano disregolazione nelle cellule tumorali. Queste molecole, denominate microRna, entrano nelle urine passando dal sangue. Per determinare la composizione dei microRna nelle urine, gli scienziati sono riusciti a stabilire con il 91 per cento di precisione se un soggetto durante il test era sano o malato. La misurazione è stata possibile attraverso l'individuazione di soli quattro microRnas. Se l'efficacia del metodo è confermata in ulteriori studi, potrebbe servire in futuro come mezzo per monitorare il successo del trattamento e potenzialmente anche di effettuare una diagnosi precoce del cancro della mammella, i ricercatori hanno dichiarato. Attualmente, i medici effettuano la diagnosi del cancro al seno, con la mammografia o ecografia e la confermano con il prelievo di campioni di tessuto. Tuttavia, questi metodi sono stati oggetto di ricorrenti critiche dovuto all'esposizione alle radiazioni, risultati errati, e il fatto che essi comportano un intervento invasivo. Nello studio, il dottor Elmar Stickeler, direttore medico di Senologia presso il Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia e direttore del Breast Center presso il Medical Center e la sua squadra hanno misurato le concentrazioni di nove microRna nelle urine, brevi sequenze genetiche che regolano il metabolismo cellulare. Quattro delle nove molecole esposte hanno presentato significative differenze di concentrazione tra soggetti sani e malati. "Abbiamo scoperto che il profilo di microRNA nelle urine viene modificato in modo caratteristico nelle urine di soggetti con cancro al seno", ha detto Stickeler. "I microRNA dovrebbero pertanto essere adatti in linea di principio per un test del cancro al seno", ha detto Stickeler. I risultati sono pubblicati nella rivista BMC Cancer.Una notizia importante in campo scientifico, una speranza per milioni di donne.
sabato 13 giugno 2015
http://newsboxitalia.blogspot.it
http://www.facebook.com/newsbox.it

ANCHE I LETTINI ABBRONZANTI UCCIDONO: IMMAGINI CHOC PER SCORAGGIARNE L'USO

Come le frasi choc sui pacchetti di sigarette per scoraggiare i fumatori, cosi' anche sui lettini solari autoabbronzanti. Etichette choc e immagini che ritraggono gli effetti dei tumori della pelle sui lettini abbronzanti per convincere donne e uomini a farne meno uso o a scoraggiarli del tutto. E' quanto propone  uno studio pubblicato dall'American Journal of Public Health, secondo cui questo tipo di approccio è più efficace rispetto alle semplici scritte.
Negli Usa, spiegano i ricercatori della Georgetown University, circa il 30% delle giovani donne usa i lettini, che per legge devono avere delle scritte che ricordano il rischio di tumore, e metà di queste per più di dieci volte l'anno. La ricerca ha coinvolto 700 donne sopra i 18 anni e sotto i 30, tutte utilizzatrici dei lettini almeno una volta l'anno. Alle partecipanti è stato fatto compilare un questionario sulle loro intenzioni riguardo l'abbronzatura indoor in risposta a cinque diversi messaggi, alcuni solo di testo, altri con foto e un messaggio 'positivo' sui vantaggi per la pelle nell'evitare i raggi Uv e due con delle immagini forti di donne con tumore alla pelle. Dovendo esprimere un voto da 1 a 7 sulla propria intenzione di smettere con i lettini, le donne hanno dato in media 4 ai messaggi di solo testo, 4,2 a quelli positivi e 5 a quelli negativi con immagini. "Anche se il messaggio negativo ha l'impatto maggiore, qualcuno potrebbe rispondere meglio a quello positivo - spiega Darren Mays, l'autore principale -. Da un punto di vista della salute pubblica sarebbe meglio usarli entrambi per massimizzare gli effetti".  Il risultato sarebbe poi lo stesso con le sigarette? E cioe' che  chi vuole fumare, continua a farlo malgrado il pacchetto gli suggerisca di smettere perche' 'il fumo uccide'?
sabato 13  giugno  2015
http://newsboxitalia.blogspot.it
http://www.facebook.com/newsbox.it

venerdì 12 giugno 2015

SALUTE: IL MATRIMONIO FA MALE ALLA DONNA E FA BENE ALL'UOMO

Il matrimonio fa bene all'uomo, piu' che alla donna. Mentre divorziare non crea particolari problemi di salute né a lui né a lei. Lo sostiene uno studio condotto su oltre 10 mila persone nate in Inghilterra, Scozia e Galles nella stessa settimana della primavera 1958. Il lavoro, condotto da un team di scienziati dell'University College di Londra e pubblicato sul 'The American Journal of Public Health', è il primo a valutare i legami tra stato civile e benessere fisico in un ampio campione di maschi e femmine di mezza età sottoposti ad analisi mediche.
Dalla ricerca risulta che, in termini di salute, le donne difficilmente beneficiano del fatto di essere sposate. Al contrario, gli uomini accoppiati sono più sani dei single. Le donne che non sono mai state sposate presentano infatti più o meno la stessa probabilità di sviluppare sindrome metabolica (un 'mix' di diabete, ipertensione e obesità) rispetto a quelle che sono convolate a nozze. E benché abbiano livelli lievemente più alti di un biomarcatore associato all'aumento di problemi respiratori, le concentrazioni sono di gran lunga inferiori rispetto a quelle trovate nei single uomini. Stesso trend per un indicatore spia di disturbi cardiaci: aumenta del 14% nei maschi non sposati, mentre varia quasi impercettibilmente nelle donne sole.Mentre "precedenti ricerche hanno concluso che nei primi tempi successivi a un divorzio la salute maschile vive un declino, per poi recuperare negli anni successivi fino tornare ai livelli pre-divorzio - ricorda lo scienziato - sorprendentemente nel nostro studio abbiamo osservato una cosa ancora diversa: gli uomini che divorziano verso la fine della terza decade d'età senza poi risposarsi, superati i 50 anni presentano addirittura un minor pericolo di soffrire di condizioni legate al diabete rispetto agli sposati".
E anche "le donne che si separano dal marito a 20-30 anni hanno un rischio di sindrome metabolica del 31% più basso rispetto a quelle rimaste legate". Insomma, i divorziati rischiano quasi di star meglio di chi ha tenuto l'anello al dito. Un po' come accade per quelle donne che perdono il marito, perche' muore, che ringiovaniscono e diventano piu' belle. 
venerdi 12 giugno  2015
http://newsboxitalia.blogspot.it
http://www.facebook.com/newsbox.it

DOPO LA GUARIGIONE IL VIRUS EBOLA RESISTE NEGLI OCCHI PER 10 SETTIMANE

Secondo una ricerca della Flinders University di Adelaide in Australia, il virus dell'ebola può rimanere in agguato nel fluido oculare per 10 settimane quando non è più individuabile nel sangue del paziente. Lo hanno rilevato i ricercatori che hanno studiato i risultati delle condizioni del sopravvissuto all'ebola dott. Ian Crozier, il medico specialista di malattie infettive che lo scorso agosto contrasse la malattia mentre trattava pazienti in Sierra Leone. Crozier che è sopravvissuto è stato dichiarato libero dal virus dopo la 'scomparsa' nel sangue, ma dopo due mesi il fluido oculare è risultato positivo all'ebola. L'oftalmologa Justine Smith in una intervista rilasciata al New England Journal of Medicine ha dichiarato che la scoperta del virus nel fluido limpido nell'occhio, fra la lente e la cornea, può avere forti implicazioni per chi ha sopravvissuto all'ebola e per il personale medico-sanitario che lo ha trattato. Secondo la ricercatrice "vi è la possibilità che le persone che sopravvivono all'ebola, forse anche metà di esse, possano poi contrarre gravi infiammazioni all'occhio".  Secondo la studiosa, una grave infiammazione agli occhi può danneggiare molti tessuti delicati e causare cataratte, glaucoma o gonfiore della retina, danneggiando la vista anche irreversibilmente. "Sappiamo che vi sono meccanismi nell'occhio che limitano l'infiammazione bloccando l'azione immunitaria. Di conseguenza i patogeni come i virus possono persistere nell'occhio senza essere attaccati dal sistema immunitario, come avverrebbe in altre parti del corpo", spiega la studiosa. Si tratterà ora di stabilire perché il virus dell'ebola persiste nel fluido oculare, ma i ricercatori assicurano che non potrebbe essere trasmesso ad altre persone. Il rischio di esposizione al virus può esistere però in situazioni come la chirurgia oculare, per i presenti in sala operatoria. Secondo Smith i sopravvissuti all'ebola dovrebbero essere monitorati per individuare possibili effetti collaterali di lungo termine. La scoperta tuttavia aiuterà a sviluppare futuri trattamenti per la letale malattia. 
venerdi 12 giugno  2015
http://newsboxitalia.blogspot.it
http://www.facebook.com/newsbox.it

giovedì 11 giugno 2015

SIGNOR PRESIDENTE INPS, INVECE DI BOCCIARE LA FLESSIBILITA' PROPOSTA DAL GOVERNO, TAGLI LE PENSIONI D'ORO E DIA AI GIOVANI LA POSSIBILITA' DI TROVARE LAVORO

La bucaniera
Pensioni: la proposta flessibile del governo ( fuori dal lavoro a 62 anni con 35 anni di contributi) non piace al presidente dell'Inps Tito Boeri. Per costui, l'idea e' troppo costosa per le finanze pubbliche e dannosa per i giovani. Questo signore, prima di proclamare la solenne bocciatura della proposta governativa (per una volta che il governo fa qualcosa di utile per la comunita'!!), 
avrebbe dovuto guardare la trave che e' nei suoi occhi invece di sottilizzare sulle altrui pagliuzze. Il presidente dell'Inps
avrebbe dovuto fare una pausa di riflessione e guardare dentro le finanze della sua benemerita associazione. Invece di
dire tout court 'non ci sto',avrebbe fatto molta piu' bella figura se avesse passato in rassegna le pensioni d'oro che
mensilmente elargisce la sua benemerita associazione e munirsi di un bel paio di forbici per tagliuzzare qua e la'. Se Tito
avesse detto: signori, si cambia. Diamo una segata a chi si frega 90 mila euro al mese di pensione, lasciando le briciole a
milioni di pensionati, oggi avrebbe riscosso molti piu' consensi. Invece il signore in questione ha preferito bocciare il
governo con una castroneria senza precedenti, mentre le pensioni d'oro continuano ad essere bellamente elargite alla
faccia di chi si ingegna per dare man forte ai passaggi generazionali. Perche' sborbiciando le pensioni grasse e mandando in pensione i 'vecchi', si contribuisce a creare lavoro per i giovani e favorire dunque un buon ricambio generazionale. Quindi altro che danno per i giovani, signor Tito. Il compito dei governativi e degli istituzionali e'aiutare i giovani a formarsi un futuro. Invece, il comportamento del presidente Inps dimostra che sono proprio i 'vecchi' a sbarrare la strada ai giovani. Quindi, cari ragazzi, comprate un altro Boeri: sarete piu' fortunati.
giovedi 11 giugno 2015
http://newsboxitalia.blogspot.it
http://www.facebook.com/newsbox.it

mercoledì 10 giugno 2015

NEL FUTURO I TELEFONINI SI RICARICHERANNO CON L'ARIA

Un mondo che dipenda dalle fonti fossili non dobbiamo né ce lo possiamo permettere. Pertanto tutte le nuove scoperte che favoriscano l’abbandono dei derivati dal petrolio e del carbone hanno ampio diritto ad essere diffuse e conosciute nella maniera più efficace possibile affinché il processo di ricerca nel settore delle energie alternative continui a fare i passi meritati per una definitiva sostituzione nel tempo più breve possibile con fonti pulite. Per tali ragioni, uno studio prodotto dall'Università di Washington appare assai interessante, se si pensa che è alla portata della scienza e della tecnica connettersi a una rete Wi-Fi ovunque tu vada, dal momento che la rete wireless è stata introdotta in molti spazi pubblici gratuitamente. Immaginate per un momento che, per l'accesso a internet e per consultare le nostre notifiche, il wireless ci permetterebbe di caricare il telefono cellulare senza la necessità di batterie o l'alimentazione di rete. Questo è precisamente ciò che è stato scoperto da un team di ricercatori dell'Università di Washington, creatore di un sistema di energia per caricare attraverso l'aria, che permetterà ad un router Wi-Fi tradizionale di caricare la batteria di più dispositivi mobile senza compromettere le performance della connessione di rete. La ricarica wireless coprirà un raggio di circa 8,5 metri. L'intero processo richiede solamente il router ed alcuni sensori, i quali sono necessari per convertire le frequenze radio in corrente elettrica. In più, il router deve essere aggiornato lato software con un firmware apposito, in grado di processare in maniera separata l'invio di corrente elettrica e quello delle radio frequenze, in modo tale che le due funzionalità non interferiscano fra di loro minacciando le performance della connessione.I ricercatori hanno installato sei configurazioni in altrettante abitazioni utilizzando il router ASUS RT-AC68U per effettuare i primi test sulla tecnologia. Si tratta di un modello non proprio recentissimo, tuttavia attraverso un semplice aggiornamento software è riuscito a caricare la batteria di un dispositivo esterno pur continuando ad offrire i suoi servigi da router wireless tradizionale, connettendo i dispositivi della casa alla rete.Con modifiche fatte appositamente, quindi, qualsiasi router potrebbe essere in grado di fornire la carica necessaria. È molto interessante inoltre che nessun tester abbia riscontrato cali nelle performance della rete durante la carica. I ricercatori hanno utilizzato tre canali diversi e non sovrapposti, in modo da fornire lo stesso quantitativo di energia senza saturare le capacità del singolo canale. L'Università ha già trovato un partner in modo da sviluppare ulteriormente la tecnologia e trasformarla in prodotto di consumo.Un prodotto di questo tipo in effetti c'è già, ed è stato mostrato in funzione allo scorso Ces di Las Vegas. Energous WattUp, però, è un router wireless che ha il solo compito di caricare i dispositivi mobile, e non può al tempo stesso inviare dati ai dispositivi connessi. Fra i limiti troviamo anche una potenza erogata non proprio esemplare, inferiore al singolo watt se si superano i 5 metri.Quello dell'University of Washington sembra un progetto molto ambizioso, soprattutto perché consente di utilizzare virtualmente qualsiasi router in commercio per caricare il proprio smartphone, con una soluzione realmente wireless e che non obbliga all'uso di accessori da mettere a contatto con il dispositivo. 
giovedi 11 giugno  2015
http://newsboxitalia.blogspot.it
http://www.facebook.com/newsbox.it

NOVE FARI ITALIANI DIVENTANO DIMORE TURISTICHE

Nove suggestivi fari demaniali del Belpaese diventeranno dimore turistiche. Luoghi affascinanti e romantici che miglioreranno l'economia turistica delle zone interessate e contribuiranno a creare nuovi posti di lavoro, nonche' a fornire al turismo mete indimenticabili dove trascorrere le vacanze. Questi beni si trovano in Sicilia, Campania, Puglia e Toscana e sono i primi beni dello Stato che entrano a far parte della “rete dei fari”: il Faro di Brucoli ad Augusta (SR), il Faro di Murro di Porco a Siracusa (SR), il Faro di Capo Grosso nell’Isola di Levanzo – Favignana (TP), il Faro di Punta Cavazzi ad Ustica (PA), il Faro di Capo d’Orso a Maiori (SA), il Faro di Punta Imperatore a Forio d’Ischia (NA), il Faro di San Domino alle Isole Tremiti (FG) e i due beni sull’Isola del Giglio (GR) proposti dal Ministero della Difesa, il Faro Punta del Fenaio e il Faro di Capel Rosso.
Obiettivo del progetto è valorizzare questi suggestivi beni partendo da un’idea imprenditoriale innovativa e sostenibile, che sappia conciliare le esigenze di recupero del patrimonio, tutela ambientale e sviluppo economico. Lo strumento sarà la concessione (affitto) fino a 50 anni degli immobili a operatori che possano sviluppare un progetto turistico dall’elevato potenziale per i territori, in una logica di partenariato pubblico-privato, a beneficio di tutta la collettività.
In quest’ottica, l’Agenzia del Demanio avvia da oggi e per due mesi una consultazione pubblica online, destinata a chiunque abbia idee e proposte: pubbliche amministrazioni, cittadini, associazioni, operatori di mercato, imprenditori interessati e possibili futuri concessionari. Per partecipare è disponibile una form on-line su www.agenziademanio.it, nella sezione dedicata a Valore Paese - Fari.
I suggerimenti raccolti grazie alla consultazione pubblica, che terminerà il 10 agosto, serviranno a delineare gli scenari di valorizzazione sui quali orientare i bandi di gara. Questi ultimi verranno pubblicati nell’autunno 2015 per concludersi a inizio 2016, e consentiranno di selezionare gli operatori che si aggiudicheranno la concessione dei fari sulla base della miglior proposta in termini sia di progetto imprenditoriale che di sostenibilità economico-finanziaria.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio circuito di Valore Paese, il progetto dell’Agenzia del Demanio per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico italiano attraverso la sinergia tra i settori del turismo, dell’arte e della cultura, dello sviluppo economico e della coesione territoriale. In tal senso, il recupero del patrimonio pubblico di proprietà dello Stato e degli Enti locali viene considerato non più solo in termini di costo per la collettività, ma anche significativa leva di sviluppo territoriale e sociale. Valore Paese è promosso dall’Agenzia del Demanio in collaborazione con Invitalia e Anci - Fondazione Patrimonio Comune, con la partecipazione di altri soggetti pubblici (ministero della Difesa, Mibact, Mise, Conferenza delle Regioni e Province autonome) e privati (Cassa Depositi e Prestiti, Istituto per il Credito Sportivo, Confindustria, Associazione Italiana Confindustria Alberghi, Assoimmobiliare).
mercoledi 10 giugno  2015
http://newsboxitalia.blogspot.it
http://www.facebook.com/newsbox.it