martedì 9 giugno 2015

IL 95% DELLA POPOLAZIONE MONDIALE HA PROBLEMI DI SALUTE: ECCO LE MALATTIE PIU' DIFFUSE

Il 95% degli abitanti del pianeta soffre di una o più affezioni e una persona su tre lamenta oltre cinque malanni. Solo una persona su venti, in tutto il mondo, non ha sofferto di alcun problema di salute nel 2013. Sono i dati della più ampia e dettagliata inchiesta mai realizzata sulle malattie a livello mondiale presentata sull’ultimo numero della rivista medica Lancet appena pubblicato. Nello studio, gli scienziati hanno analizzato quasi 36mila cartelle cliniche, provenienti da 188 diversi Paesi e relative al periodo 1990-2013. Evidenziando come le principali cause di disabilità non abbiano subito variazioni sostanziali. In Italia, come nel resto dei paesi industrializzati, le patologie più diffuse riguardano il mal di schiena, i postumi di cadute, mal di nuca, bronchiti croniche e depressioni. Seguono: perdita d’udito, emicranie, stati d’ansia, diabete e Alzheimer.E, cosa ancora più importante, i tassi di disabilità variano nel tempo in modo molto diverso rispetto ai tassi di mortalità: l’incidenza del diabete, per esempio, è aumentata del 43%, mentre la mortalità dovuta alla patologia è aumentata solo del 9%.Tra il 1990 e il 2013, il periodo considerato dal Global burden of disease study finanziato dalla Fondazione Gates, le malattie più diffuse non sono cambiate. Un decimo della popolazione mondiale soffre di otto problemi cronici: carie (2,4 miliardi di persone), cefalee da tensione (1,6 miliardi), anemia da carenza di ferro (1,2 miliardi), favismo, perdita d’udito, verruche genitali, emicranie e problemi provocati da vermi.
martedi 9   giugno  2015
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IL SESSO ANALE E' UNA PRATICA CHE PIACE SEMPRE PIU' AGLI ITALIANI

Si scrive 'anilingus', si legge 'sesso anale'. Si pratica da sempre, ma ora si sta diffondendo sempre piu' nelle abitudini sessuali degli italiani che gia' adorano abbondantemente il cunnilingus, equivalente femminile della fellatio.  Leccare il lato b, fare sesso anale piace sempre di piu' alle nuove generazioni. Molti usano il secondo canale per evitare indesiderate gravidanze, ma l'esperienza piacevole viene ripetuta senza tabu'. In Inghilterra, l'anilungus e' una pratica molto attuata dai giovani. Pratica che piace sempre piu' anche agli italiani. Superata la paura del dolore iniziale, ci si abbandona al piacere di un sesso esplorativo gratificante dal piacere, ai piu'  sconosciuto, ma  immenso. 
martedi 9   giugno  2015
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VUOI FARE CARRIERA IN AZIENDA? ECCO TUTTI GLI ATTEGGIAMENTI DA EVITARE COL CAPO

Vietato mostrarsi pigri, svogliati o troppo servizievoli. Mai fare la spia, ostentare scarsa fiducia nelle proprie capacità e minacciare (a vuoto) le dimissioni. Questi sono solo alcuni dei comportamenti da bandire in presenza del proprio capo per chi punta a una brillante carriera. Almeno secondo i consulenti di Hays Response, la divisione del gruppo Hays dedicata alla selezione di profili più junior, che hanno stilato i 10 atteggiamenti da evitare in ufficio davanti al proprio superiore.

“Stress e ritmi serrati caratterizzano sempre più spesso la vita lavorativa dei professionisti italiani. Le continue pressioni, la stanchezza e l’ansia possono portare i lavoratori a lasciarsi andare, pronunciando frasi poco felici o adottando atteggiamenti controproducenti davanti al proprio responsabile", spiega Fabio Scarcella, responsabile divisione Hays Response.

"Per chi ambisce a una carriera di successo, è necessario mantenere sempre un certo aplomb, affrontando con calma ed equilibrio imprevisti e scadenze. Perché una frase detta con il tono sbagliato o una reazione dettata dalla foga del momento potrebbero danneggiarci più di quanto si pensa, riducendo drasticamente le chance di raggiungere posizioni aziendali top”, avverte.

Quali sono, dunque, gli atteggiamenti che bisogna assolutamente evitare alla presenza del proprio boss? Ecco i 10 errori in cui non cadere secondo gli esperti Hays Response.

1- “Non è di mia competenza”. Le aziende preferiscono figure professionali flessibili e capaci di dare il massimo in ogni situazione. Dimostrarsi poco disposti ad applicarsi in attività differenti da quelle solitamente praticate può essere interpretato come sintomo di pigrizia, menefreghismo e trascuratezza.

2- “Non mi sento in grado di farlo”. La paura di non essere adatti a portare a termine la richiesta di un superiore non è sinonimo di modestia e sincerità, bensì di insicurezza e scarsa affidabilità. Un capo deve essere certo di poter sempre contare su un dipendente quando ci sono degli obiettivi da raggiungere o delle scadenze da rispettare.

3- “Preferirei non lavorare con quel collega”. Il lavoro di squadra è importante, soprattutto quando si ha a che fare con attività creative dove il brain storming può fare la differenza. È necessario mostrarsi sempre ben disposti a lavorare in team, anche se ciò significa avere a che fare con colleghi con cui si ha uno scarso feeling: non è un caso che la pazienza sia considerata la virtù dei forti.

4- “Questa attività è inutile”. Se il superiore assegna un compito particolarmente noioso, non significa che sia automaticamente inutile. Bisogna sempre eseguire l’incarico con dedizione: è dunque indispensabile portare a termine qualsiasi attività, anche la più tediosa, con impegno e responsabilità.

5- “Non è colpa mia”. Se il boss si infuria per un errore commesso, ammettere i propri sbagli senza inutili giustificazioni è di certo la soluzione migliore per dare un segno di maturità e sicurezza. Scaricare la colpa al collega di turno, invece, indica un comportamento puerile e poco serio. Dopotutto, sbagliando si impara.

6- “Se abbiamo sempre fatto così, perché cambiare?”. Abitudinari e amanti della routine devono mettere in conto che i cambiamenti non portano necessariamente grane o problemi, ma anche miglioramenti. Accogliere con ottimismo le novità lavorative è decisamente la mossa migliore. E se dopo qualche tempo ci si accorge che queste non portano alcun giovamento, meglio parlarne con il proprio capo, formulando critiche e suggerimenti in maniera costruttiva.

7- “Non c’è una soluzione”. Bandire atteggiamenti negativi e catastrofici è un imperativo per chi vuole fare carriera. Soggetti ipercritici ed eccessivamente negativi non vengono mai apprezzati dal board, mentre un’attitudine al problem solving è la chiave per conquistare capo e colleghi. Mai arrendersi di fronte alle difficoltà: bisogna sempre cercare di trarre il meglio anche dalle situazioni più intricate e difficili.

8- “Alla fine sono sempre io quello che deve fare il lavoro più duro”. L’atteggiamento vittimistico non è mai giustificabile. Chi ha davvero la stoffa del leader dà il suo meglio quando si trova a dover affrontare un periodo di super lavoro o quando sopraggiunge un problema che agli altri sembra insormontabile. Sì, quindi, a chi si rimbocca le maniche e affronta con dedizione e pragmatismo nuove sfide lavorative, no a chi non fa altro che piangersi addosso.

9- “Io me ne vado!”. Minacciare di voler abbandonare l’azienda da un momento all’altro è un comportamento controproducente. La frase, talvolta detta con leggerezza ma insistentemente, potrebbe far perdere la fiducia da parte del responsabile. Inoltre, il rischio è quello di apparire infantili ed incapaci di risolvere i problemi.

10- “Hai sempre ragione tu”. Dimostrarsi troppo accomodanti e lusinghieri nei confronti di un superiore porta inevitabilmente a due grossi rischi: diventare succubi del capo e rovinare il rapporto con i colleghi. Va bene dimostrare la propria stima, ma mai esagerare. La virtù sta nel mezzo. adnkronos
martedi 9   giugno  2015
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lunedì 8 giugno 2015

FUNGHI CONTAMINATI: E' ALLERTA DAL CANADA IN ITALIA

Dal Canada in Italia, funghi avvelenati dal batterio Listeria monocytogenes. L'allerta e' stata lanciata dall' Ufficio federale della sicurezza alimentare canadese. I lotti dei funghi contaminati potrebbero aver raggiunto l'Italia per essere commercializzati.  In Canada la notizia è stata diffusa lo stesso giorno dall’Agenzia federale per la sicurezza della catena alimentare. Il comunicato riporta una nota della società Champ's Mushrooms che informa di avere ritirato il prodotto e  di avere avviato il richiamo dei lotti e invita i cittadini a non consumare il funghi venduti nei supermercati per possibile contaminazione da Listeria monocytogenes,  un batterio  asporigeno, aerobio-anaerobio facoltativo, presente nel suolo, acqua, vegetazione. Può contaminare diversi alimenti, tra cui latte, verdura, formaggi molli, carni poco cotte, ed è responsabile della listeriosi. Nel  comunicato si precisa la scadenza dei lotti da cui emerge che la data di validità arriva al 7 giugno 2015. L’allerta è stata diramata in rete. Potenzialmente i funghi tagliati potrebbero comunque essere stati commercializzati anche in Italia. Il condizionale tuttavia è d'obbligo, spiega lo “Sportello dei Diritti” che prega gli utenti di prestare la massima attenzione agli acquisti via internet anche su siti stranieri e negozi online e a quanto acquistato da ora ai prossimi mesi. Nessun prodotto dovrebbe giungere nei nostri negozi, perché i prodotti già in viaggio verso l'Europa dovrebbero essere stati bloccati e rispediti indietro. Di nuovo, una cautela nella verifica di quanto acquistato non è mai troppa. A lasciare l’amaro in bocca, conclude l'associazione dei consumatori, è che queste notizie gravi non vengono divulgate in modo adeguato dal Ministero della salute, dalle aziende coinvolte e anche da molte catene di supermercati italiane che preferiscono non comunicarle ai diretti interessati.
martedi 9   giugno  2015
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LE PAROLE CHE NON SI DEVONO MAI DIRE AD UN MALATO DI CANCRO

Ad ognuno di noi e' capitato nella vita di incontrare persone malate di cancro, anche quelle piu' vicine e piu' care, e di non sapere cosa dire per alleviare il loro dolore. Ci ha pensato una donna americana del Texas a mettere online le frasi che mai si dovrebbero dire, perche' ovviamente non gradite, ad un malato, soprattutto se terminale. Come lei. Signora coraggiosa, malata di tumore alla mammella, le e' stato diagnosticato, all'eta' di 39 anni, un tumore mammario al terzo stadio e in seguito ha subito una doppia mastectomia, chemio e radioterapia. Le restano 26 mesi di vita piu' o meno. Cosi' attraverso i social si e' fatta sentire per spiegare una volta per tutte cio' che mai dovremmo pronunciare al cospetto di un malato dal destino segnato.   'Ti vedo in forma' e' una delle frasi che piu' fanno imbestialire i malati. Oppure 'sei giovane, ce la farai'. I tumori, purtroppo, colpiscono a qualunque eta' e non sempre sono debellabili anche se la scienza fa passi da gigante nella ricerca di nuovi farmaci per sconfiggere la malattia. 'A volte sarebbe meglio non dire nulla, o al massimo che si sta pregando per noi' ha spiegato la donna. 'Quello che le persone non hanno il coraggio di dire è quello che neanche noi vorremmo sentirci dire'.
lunedi 8  giugno  2015
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VIAGGI: LA FARMACIA DA PORTARE IN VALIGIA PER GRANDI E PICCINI

La farmacia da portare in valigia quando si viaggia. Soprattutto medicinali per i bambini, senza dimenticare quelli usati per curare le malattie in corso. Gli esperti consigliano di tenere in sacca antipiretici e antibiotici, pomate per contusione, cerotti, disinfettanti, collutori, colliri, per i fastidi quotidiani. Per i viaggi internazionali la questione e' ancora piu' complessa, perche' prima di partire bisogna fare le vaccinazioni. In particolare due: anti-epatite A e antitifica. I consigli più specifici sulle norme di prevenzione della malaria e i comportamenti adeguati da adottare, come l'uso di repellenti ad hoc, vanno invece contestualizzati alla meta del viaggio. E bisogna ricordare che ci sono anche Paesi non troppo lontani, del Centro e dell'Est Europa, che possono richiedere specifiche vaccinazioni, spiegano gli esperti. 
Per chi sceglie crociere e villaggi, sempre più frequentati dalle famiglie, "è importante il rispetto delle norme d'igiene. Vale anche per il bambino che ha un'infezione acuta, come può capitare". Il piccolo deve essere tenuto isolato "per evitare di diffondere all'interno del villaggio o della nave la patologia infettiva".
Per villaggi e crociere in Paesi tropicali "è fondamentale seguire il bambino. Il piccolo fino a due anni, infatti, va controllato in quello che mangia. Il più grande può rischiare, magari felice di servirsi al buffet, di correre da solo a mangiare di tutto. Ricordiamo, però, che verdura cruda e frutta che non si sbuccia sono a rischio di patologie gastrointestinali anche serie. E lo stesso vale per latte non confezionato".
lunedi 8  giugno  2015
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domenica 7 giugno 2015

SE L'AUTO ACQUISTATA SI GUASTA NEL GIRO DI SEI MESI VUOL DIRE CHE ERA DIFETTOSA DALLA VENDITA

Se l'automobile appena acquistata si guasta nel giro di sei mesi, vuol dire che era difettosa sin dalla consegna e quindi della vendita del bene mobile. Lo ha stabilito una sentenza dei giudici della  Corte di Giustizia europea che  hanno interpretato estensivamente per i consumatori il contenuto della direttiva 1999/44/CE in materia di compravendita di beni. Per i giudici europei, infatti, se l’auto usata si guasta a meno di sei mesi dall’acquisto, si presume che il vizio di conformità del veicolo esistesse fin dalla consegna: in capo all’acquirente- consumatore incombe soltanto l'onere di provare che il difetto della vettura è emerso entro il termine semestrale, mentre spetta al venditore la prova contraria, cioè documentare che il vizio sia frutto di un atto o di un’omissione successiva alla vendita; diversamente deve ritenersi che la macchina fosse “tarata” già dallo «stato embrionale», vale a dire prima di uscire dalla rimessa del concessionario.
La vicenda in questione scaturisce da un caso accaduto nel Regno dei Paesi Bassi ma data la dimensione europea della decisione, la stessa riguarda tutti i consumatori del Vecchio Continente.
Nel caso di specie l'autovettura si era incendiata mentre era in marcia tanto che il proprietario era stato costretto alla demolizione. Tuttavia, la decisione dell'acquirente danneggiato di rottamarla, aveva impedito la perizia sul veicolo per accertare le cause del sinistro. Ma il consumatore può far valere comunque il suo diritto: se, infatti, il vizio di conformità del bene si manifesta entro sei mesi dalla consegna si alleggerisce l’onere della prova costituito a carico del acquirente. Questi è solo tenuto a dimostrare che il bene venduto non è conforme al contratto perché non ha le qualità convenute oppure non è idoneo all’uso che ci si aspetta abitualmente da un prodotto simile.
In buona sostanza: il consumatore deve documentare l’esistenza del difetto ma non anche la causa o che la relativa origine è imputabile al venditore. Una volta che è emerso come il vizio di conformità si sia manifestato entro sei mesi della consegna, scatta l’onere della prova contraria a carico del professionista, altrimenti deve darsi per certo che il difetto sussisteva prima che l’auto fosse venduta.
domenica 7 giugno  2015
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