Natale 2015: sempre piu' cinesi le luci che ornano a festa le citta'. E’ il tripudio di luci nelle strade e nelle case a rendere una calda atmosfera ma le norme sulla sicurezza non devono essere trascurate. Scossa elettrica ed incendio: sono questi i rischi maggiori associati ai materiali elettrici non a norma, oggetto in Europa di circa il 40% delle notifiche di rischio sui prodotti immessi in mercato. Materiali, quelli elettrici, estremamente diffusi nelle case come nei luoghi di lavoro e per i quali è importante garantire la conformità ai requisiti di sicurezza. Le Agenzie transfrontaliere che si occupano di tutelare la salute dei consumatori attraverso il controllo di varie tipologie di prodotti, hanno emesso un richiamo e avvertono i consumatori di un brand di luci natalizie che possono costituire un rischio per la salute e la sicurezza. Tutte le luci stagionali prodotte da Taizhou Hongpeng Colour Lanterns, noto anche come Ningbo EGO International Co. Ltd, vendute in vari negozi hanno mostrato pericoli in diversi prodotti, tra cui il surriscaldamento, così come il rischio di incendi e scosse elettriche. Le stringhe di luce decorative per interni ed esterni che si collegano al prodotto da Taizhou Hongpeng Colour Lanterns o Ningbo EGO International Co. Ltd. sono state ampiamente distribuite in numerose catene di vendita al dettaglio con una grande varietà di marchi. I materiali elettrici stagionali comprendono sia le luci di Halloween che di Natale. Sul mercato, purtroppo, si trova di tutto, precisa lo “Sportello dei Diritti” . Alcuni set luminosi sono costruiti senza il minimo rispetto per la sicurezza, uno dei principali difetti che le rendono pericolose, sono i materiali utilizzati. L’utilizzo di un filo di rame troppo sottile, fa si che si surriscaldi eccessivamente fino a provocare una fiammata. Se l’albero di Natale è vero, la resina in esso contenuta può rendere facilmente infiammabile l’abete, ma se l’albero è ecologico e non è a norma antifiamma, l’incendio è assicurato. Anche se si ha la sicurezza della buona qualità delle luci acquistate, è buona norma spegnerle quando non è in casa e di notte. Il rapporto qualità prezzo deve essere adeguato, se le luci sono di fabbricazione italiana, sicuramente avranno un costo più elevato, le nostre fabbriche sono obbligate al rispetto delle norme comunitarie. Si possono trovare catene luminose a bassissimo costo di importazione orientale, in questo caso è necessario considerare l’assenza di norme da rispettare a cui non sono tenuti gli stati extra-comunitari.
lunedi 30 novembre 2015
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lunedì 30 novembre 2015
domenica 29 novembre 2015
GENI SI NASCE O SI DIVENTA? ECCO COME SI SCOPRE DI AVERE UNA MENTE SUPERIORE
Come scoprire di avere una mente intelligente. Superiore. Attraverso alcuni segnali, secondo Business Insider. Primo fra tutti, essere primogeniti. Oppure saper suonare uno strumento musicale ed evitare il fumo. Segnali di genio si avvvertono se il soggetto e' mancino come Obama, oppure suonatore di violino come Einstein, o, ancora, amare i gatti come Leonardo Da Vinci.
domenica 29 novembre 2015
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DIVORZIO: ALL'EX CONIUGE SPETTANO I SOLDI DEL TFR ANCHE IN CASO DI NUOVO MATRIMONIO
Un'altra notizia che potrà allarmare mogli e mariti separati o in corso di separazione che pensano di poter "farla franca" nel momento in cui percepiscono il Tfr o parte di questo e ritengono di non dover nulla all'ex coniuge.
Una sentenza della Cassazione civile la numero 24184 pubblicata lo scorso 26 novembre ha chiarito, infatti, che al momento della cosiddetta "liquidazione" del proprio rapporto di lavoro, il marito divorziato deve corrispondere alla ex moglie una quota del proprio Tfr ricevuto dal datore, anche
se si è risposato una seconda volta. Stesso discorso vale anche per le anticipazioni al Tfr richieste dal dipendente in costanza del rapporto di lavoro: anche in questo caso devono essere attribuite in parte alla ex moglie, salvo che il coniuge non dimostri di averle ricevute prima dell’inizio della causa di
divorzio, oppure durante la convivenza matrimoniale o nel corso della separazione.
Ai fini del calcolo della percentuale spettante all’ex moglie vanno conteggiate anche le anticipazioni da lui già percepite. L’unico modo per evitare tale pagamento è di dimostrare che tali anticipi siano stati ottenuti quando ancora la coppia era unita e non era stato avviato il giudizio di separazione.
domenica 29 novembre 2015
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Una sentenza della Cassazione civile la numero 24184 pubblicata lo scorso 26 novembre ha chiarito, infatti, che al momento della cosiddetta "liquidazione" del proprio rapporto di lavoro, il marito divorziato deve corrispondere alla ex moglie una quota del proprio Tfr ricevuto dal datore, anche
se si è risposato una seconda volta. Stesso discorso vale anche per le anticipazioni al Tfr richieste dal dipendente in costanza del rapporto di lavoro: anche in questo caso devono essere attribuite in parte alla ex moglie, salvo che il coniuge non dimostri di averle ricevute prima dell’inizio della causa di
divorzio, oppure durante la convivenza matrimoniale o nel corso della separazione.
Il coniuge, quindi, che alla fine del proprio rapporto di lavoro o durante l’esecuzione del rapporto, percepisca rispettivamente l’intero TFR o una semplice anticipazione, dovrà corrispondere alla prima moglie la percentuale (40%) a lei spettante. La normativa vigente, infatti, prevede che: “Il coniuge nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio [ossia di divorzio, n.d.r.] ha diritto (…) ad una percentuale dell’indennità di fine rapporto percepita dall’altro coniuge all’atto della cessazione del rapporto di lavoro anche se l’indennità viene a maturare dopo la sentenza”. Tale percentuale è del 40% della quota di Tfr maturato solo negli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio. Quindi, per le parti di Tfr maturate dopo l’intervento del divorzio, nulla è dovuto.
In ogni caso, il diritto a percepire il 40% del TFR scatta solo se sussistono due condizioni. In particolare il coniuge richiedente la quota di Tfr: deve essere titolare di assegno di mantenimento, liquidatogli dal giudice all’esito della causa di divorzio; non deve essere passato a nuove nozze. Al contrario il secondo matrimonio del coniuge-lavoratore che percepisce il Tfr non impedisce il pagamento della quota all’ex.Ai fini del calcolo della percentuale spettante all’ex moglie vanno conteggiate anche le anticipazioni da lui già percepite. L’unico modo per evitare tale pagamento è di dimostrare che tali anticipi siano stati ottenuti quando ancora la coppia era unita e non era stato avviato il giudizio di separazione.
domenica 29 novembre 2015
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LE 'CANNE' POSSONO CAUSARE MALATTIE MENTALI E PSICOSI
Sarebbero ordigni ad alto potenziale per il cervello, le canne di "skunk" o di varietà più potenti di cannabis. Il contenuto di thc, il principio attivo della marijuana, contenuto nei prodotti venduti per strada, si crede sia molto più alto rispetto a un decennio fa - con intorno un 20 % in più dei livelli e ciò comporterebbe una serie di rischi per la nostra materia grigia, o meglio bianca per come ha voluto spiegare uno studio britannico.
La "Cannabis forte" si ritiene, infatti, che contenga livelli elevatissimi del composto chiamato Delta-9 tetraidrocannabinolo (THC).
I prodotti ad alti contenuto di THC potrebbero, infatti, indurre i sintomi psicotici e sono ora considerati la forma più comunemente usata di cannabis nel Regno Unito.La dottoressa Paola Dazzan, lettrice in neurobiologia delle psicosi dell'Istituto di psichiatria, psicologia e neuroscienze (IoPPN) del King College di Londra, ha dichiarato: "Abbiamo scoperto che l'uso frequente di cannabis ad alta potenza influenza in modo significativo la struttura delle fibre della materia bianca nel cervello, se si è soggetti a psicosi o no. Le canne ad alto potenziale possono causare malattie mentali e sintomi psicotici. Questo riflette una scala mobile dove più si fuma cannabis e maggiore sarà la potenza, peggiore sarà il danno."
Un sistema di imaging noto come DTI è stato utilizzato per esaminare la materia bianca nel cervello di 56 pazienti che avevano segnalato un primo episodio di psicosi. La tecnica di Imaging a risonanza magnetica (MRI) ha testato anche 43 partecipanti in buona salute. La metà dei volontari sani con un'età media di 27 cannabis fumate ogni giorno - rispetto al 70 % dei pazienti psicotici che avevano un'età media di 29. I ricercatori hanno esaminato in particolare il corpo calloso - dove la materia bianca contiene grandi fasci di proiezioni di cellule nervose che collegano le diverse regioni del cervello, consentendo la comunicazione tra loro. Il corpo calloso è particolarmente ricco di recettori dei cannabinoidi, su cui, secondo i ricercatori, il contenuto di THC della cannabis agisce.
Lo studio ha rivelato che l'uso frequente di cannabis forte era legato alla media significativamente più alta della diffusività (MD), un indicatore di danno nella struttura della materia bianca. Il dottor Tiago Reis Marques, un ricercatore senior dello stesso istituto ha detto: "Questi danni della materia bianca era significativamente maggiori fra gli utenti di cannabis pesante ad alta potenza rispetto a utenti occasionali o bassa potenza ed erano inoltre indipendenti dalla presenza di un disturbo psicotico." I ricercatori hanno sollecitato maggiori indagini scientifiche circa i rischi connessi all'uso di cannabis. La dottoressa Dazzan ha detto: "C'è un urgente bisogno di educare i professionisti della salute, il pubblico e i politici circa i rischi connessi con l'uso di cannabis. "Come abbiamo suggerito in precedenza, nel valutare l'uso della cannabis è estremamente importante raccogliere informazioni sulla quantità e sul tipo di cannabis che viene utilizzata. "Questi dettagli consentono di quantificare il rischio di problemi di salute mentale e aumentare la consapevolezza sul tipo di danni che queste sostanze possono arrecare al cervello".
domenica 29 novembre 2015
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La "Cannabis forte" si ritiene, infatti, che contenga livelli elevatissimi del composto chiamato Delta-9 tetraidrocannabinolo (THC).
I prodotti ad alti contenuto di THC potrebbero, infatti, indurre i sintomi psicotici e sono ora considerati la forma più comunemente usata di cannabis nel Regno Unito.La dottoressa Paola Dazzan, lettrice in neurobiologia delle psicosi dell'Istituto di psichiatria, psicologia e neuroscienze (IoPPN) del King College di Londra, ha dichiarato: "Abbiamo scoperto che l'uso frequente di cannabis ad alta potenza influenza in modo significativo la struttura delle fibre della materia bianca nel cervello, se si è soggetti a psicosi o no. Le canne ad alto potenziale possono causare malattie mentali e sintomi psicotici. Questo riflette una scala mobile dove più si fuma cannabis e maggiore sarà la potenza, peggiore sarà il danno."
Un sistema di imaging noto come DTI è stato utilizzato per esaminare la materia bianca nel cervello di 56 pazienti che avevano segnalato un primo episodio di psicosi. La tecnica di Imaging a risonanza magnetica (MRI) ha testato anche 43 partecipanti in buona salute. La metà dei volontari sani con un'età media di 27 cannabis fumate ogni giorno - rispetto al 70 % dei pazienti psicotici che avevano un'età media di 29. I ricercatori hanno esaminato in particolare il corpo calloso - dove la materia bianca contiene grandi fasci di proiezioni di cellule nervose che collegano le diverse regioni del cervello, consentendo la comunicazione tra loro. Il corpo calloso è particolarmente ricco di recettori dei cannabinoidi, su cui, secondo i ricercatori, il contenuto di THC della cannabis agisce.
Lo studio ha rivelato che l'uso frequente di cannabis forte era legato alla media significativamente più alta della diffusività (MD), un indicatore di danno nella struttura della materia bianca. Il dottor Tiago Reis Marques, un ricercatore senior dello stesso istituto ha detto: "Questi danni della materia bianca era significativamente maggiori fra gli utenti di cannabis pesante ad alta potenza rispetto a utenti occasionali o bassa potenza ed erano inoltre indipendenti dalla presenza di un disturbo psicotico." I ricercatori hanno sollecitato maggiori indagini scientifiche circa i rischi connessi all'uso di cannabis. La dottoressa Dazzan ha detto: "C'è un urgente bisogno di educare i professionisti della salute, il pubblico e i politici circa i rischi connessi con l'uso di cannabis. "Come abbiamo suggerito in precedenza, nel valutare l'uso della cannabis è estremamente importante raccogliere informazioni sulla quantità e sul tipo di cannabis che viene utilizzata. "Questi dettagli consentono di quantificare il rischio di problemi di salute mentale e aumentare la consapevolezza sul tipo di danni che queste sostanze possono arrecare al cervello".
domenica 29 novembre 2015
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sabato 28 novembre 2015
CASSAZIONE: NESSUN MANTENIMENTO ALLE MOGLI CHE NON VOGLIONO LAVORARE
Avviso a tutte le mogli (e a tutti i mariti) che dopo la separazione non vogliono lavorare. Un intervento della Cassazione, in particolare la sentenza n. 24324 ha evidenziato, infatti, che se il divario fra i redditi della ex moglie e quelli percepiti dal marito, ancora in attività, non è attribuibile ad oggettive difficoltà di reperimento di un lavoro da parte della prima, ma solo a una sua tendenziale pigrizia, allora non le si deve mantenimento. E' emblematico di quanto sovente accada il caso affrontato dalla Suprema Corte: la donna benchè già lavoratrice con due esperienze alle spalle, era poi rimasta disoccupata per non essersi presentata all’ufficio di collocamento ciononostante avesse ricevuto la "chiamata" per una nuova occupazione, ed aveva, quindi, voluto trasferirsi presso la casa materna.Ma v'è di più. Nella fattispecie è stato provato che l’ex moglie percepisce mensilmente redditi derivanti dai canoni di locazione di un immobile di sua proprietà. Anche questa è un'ulteriore circostanza che le ha fatto perdere l’assegno di mantenimento. Rilevano in tal senso i giudici di legittimità che l’entrata periodica derivante dagli affitti migliora le condizioni economiche della donna riportandole su un piano paritario a quelle dell’ex marito. L’assegno di mantenimento, infatti, è finalizzato a riallineare le condizioni di reddito dei due ex coniugi, facendo sì che anche quello meno benestante possa godere, dopo la separazione, dello stesso tenore di vita che aveva durante il matrimonio. È evidente che, se in astratto le somme da pagare all’ex coniuge non risultano elevate (perché scarse sono le effettive possibilità del soggetto obbligato e non particolarmente agiato era il tenore di vita della coppia durante il matrimonio), anche la periodica percezione di una somma di poche centinaia di euro, come un canone di locazione, potrebbe essere di per sé sufficiente a riequilibrare i due redditi e, quindi, ad escludere l’assegno di mantenimento.
sabato 28 novembre 2015
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venerdì 27 novembre 2015
SONNO, CANNELLA, ATTIVITA' FISICA PER ALLUNGARE LA VITA E CONTRASTARE L'INVECCHIAMENTO
Attivita' fisica, sonno, ketchup e cannella per allungare la vita e contrastare i segni del tempo. Una buona dormita quotidiana, almeno sette ore, il sonno migliora la vita e favorisce la longevita'. Una camminata a passo svelto o corsetta almeno tre volte a settimana, passata di pomodoro, e cannella, oppure origano, perfetti antiossidanti. La cannella riduce i livelli di zucchero nel sangue, come dimostra una ricerca del Beltsville Human Nutrition Research Center.
venerdi 27 novembre 2015
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mercoledì 25 novembre 2015
HA 8 ANNI E UN TUMORE AL SENO: ANCHE I GENITORI HANNO IL CANCRO
A una bambina dello Utah, Usa, di soli otto anni, è stata diagnosticata una rara forma di tumore al seno. Si tratta di un carcinoma secretorio e colpisce una persona su un milione. Chrissy Turner, questo il suo nome, è la più' giovane paziente finora diagnosticata. È stata lei stessa ad accorgersi di avere una protuberanza, secondo quanto detto dalla madre. "È venuta da noi una domenica - ha spiegato e ci ha detto: mamma, ho paura, ho questa protuberanza ed è li da diverso tempo". Poi i controlli in ospedale e la diagnosi shock, un cancro. Secondo i medici il carcinoma di cui è affetta Chrissy è curabile, tuttavia la piccola dovrà subire una mastectomia presso il Cancer Institute Huntsman, Utah. Chrissy non è l'unica della sua famiglia ad essere stata diagnosticata di cancro. Papà Troy Turner, un veterano dell'esercito, gli è stato diagnosticato un linfoma non-Hodgkin, un tumore del sangue, nel 2008. Ha subito la chemioterapia, ma la malattia è ricomparsa nel 2011 mentre la madre, Annette Turner, ha avuto un cancro della cervice dal quale è guarita.
mercoledi 25 novembre 2015
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