"Giustino era un magistrato valoroso, che non si girava mai dall'altra parte, sempre a dare conforto a chi gli era vicino. Il
ricordo delle ore trascorse al mio capezzale in ospedale, anni fa , mi strugge. E' giusto che abbia il suo nome questa casa
così permeata d'amore". Nelle parole dell'ex procuratore generale della Corte d'Appello dell'Aquila Bruno Paolo Amicarelli, l'essenza della intitolazione della nuova sala convegni di Casa Ail " Giuseppe Ferrigni" di via Rigopiano, al magistrato pescarese( originario di Popoli) Giustino Di Ciccio, scomparso 21 anni fa. In sala anche la vedova e la sorella del magistrato, Rosetta D'Orazio e Luisa Di Ciccio. La struttura, 50 posti a sedere ,biblioteca, pianoforte e ogni comfort audio video tecnologico, è stata inaugurata sabato mattina alla presenza di tante autorità, i benefattori, i volontari e gli ospiti dell'Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma-sezione interprovinciale di
Pescara- Teramo presieduta dall'avvocato Domenico Cappuccilli. Il taglio del nastro, intorno alle 11, affidato al sindaco
Marco Alessandrini, il quale prendendo spunto dal tema della giornata dedicata al "dono" ha citato l'emergenza sociale
di via Lago di Borgiano e spiegato " i mestieri del futuro: la cura delle cose e delle persone". Dal giugno 2009, data di
inaugurazione, sono passati in casa Ail 1189 tra accompagnatori e pazienti. Tra questi, un giovane che non ce l'ha fatta,
Luca Alicandri, a cui è stata intitolata l'unica poltroncina di pelle gialla (le altre rosse) su cui sedeva la madre Angela
D'Emilio, in lacrime davanti al video- ricordo del figlio al quale sarà dedicato un festival annuale a Palena, loro paese natale, presente il sindaco Claudio D'Emilio. Cappuccilli ha ripercorso le tappe di "un cammino iniziato con la creazione di Casa Ail che è stato un atto di coraggio ("quando ho firmato le cambiali, quasi estinte, per 1 milione e 200 mila euro mi tremavano le mani") e oggi chiudiamo un percorso grazie alla generosità degli abruzzesi" . Tra i tanti benefattori, la Sevel di Atessa diretta da Angelo Coppola che ha detto:"Saremo sempre vicini all'Ail". Davanti alla platea di amministratori e rappresentanti istituzionali, tra cui anche il vice sindaco di Pescara Antonio Blasioli, il sindaco di Montesilvano Francesco Maragno, il direttore Asl Armando Mancini, Cappuccilli si è tolto un sassolino :"Non abbiamo mai ricevuti fondi pubblici". Protagonisti dell'evento, presentato dalla giornalista Simona Giordano, sono stati anche la direttore dell'orchestra femminile del Mediterraneo Antonella De Angelis alla quale Cappuccilli ha consegnato la lettera di concessione d'uso della sala per le prove d'orchestra aperte agli ospiti. La sala sarà anche utilizzata per i corsi di formazione dei volontari coordinati da Katia Tini , per i convegni medico scientifici e spettacoli teatrali. L'attrice Tiziana Di Tonno ha raccontato, recitando, le esperienze dei malati accompagnata al piano da Giulia Grilli. L'artista Rossella Circeo ha donato un mega dipinto raffigurante il flusso ematico. Cappuccilli, infine , ha consegnato targhe ai progettisti Alessandro Pomarici, Lorenzo Bosco e Giovanni Lupone e i tanti altri benefattori, tra cui la dirigente dell'alberghiero e rotariana Alessandra Di Pietro, il presidente del Tribunale Angelo Bozza, Paolo e Rosaria Zappalà , L'Arma dei Carabinieri .
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lunedi 17 luglio 2017
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lunedì 17 luglio 2017
domenica 16 luglio 2017
CERCASI DONATORI: IL CENTRO TRASFUSIONALE DELL'OSPEDALE DI PESCARA HA BISOGNO DI SANGUE
Cercasi donatori: il centro trasfusionale dell'ospedale ha bisogno di sangue. Le scorte di globuli rossi sono attualmente insufficienti per far fronte ai
consumi delle emergenze di sala operatoria. Le sacche di sangue servono per effettuare trapianti di organi, terapie oncoematologiche, interventi chirurgici di varia natura e per contrastare emorragie anche da trauma. I donatori, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, possono rivolgersi al presidio trasfusionale di via Fonte Romana (vicino pronto soccorso) tutti i giorni, esclusa la domenica, dal martedi al venerdi dalle ore 8 alle 16 e il lunedi e il sabato dalle 8 alle 13. Non è necessario presentarsi a digiuno per il prelievo ( 45 ml di globuli rossi), è consentita una leggera colazione a base di frutta fresca o spremute, tè o caffè poco zuccherati, pane non condito o altri carboidrati semplici. Sono richiesti tutti i gruppi sanguigni, quelli maggiormente espressi sono lo 0
positivo e negativo e A positivo e negativo. L'appello arriva dal primario del centro trasfusionale Patrizia Accorsi:"Come ogni anno- spiega la dottoressa
che si avvale della collaborazione di tre dirigenti medici (Giuseppe Casalini, Mario Dell'Isola, Roberta Cannarsa) e 7 infermieri- in questo periodo ci
troviamo ad affrontare la carenza di scorte di sangue. Col caldo si fa più fatica a fare le donazioni, ma invitiamo la popolazione a fare un piccolo sforzo e
venire a donare, servono globuli rossi, piastrine, plasma. D'estate le attività di emergenza urgenza sono maggiori per via dell'aumento di incidenti
stradali, di traumi in generale e per la presenza di turisti. Nell'ultimo mese c'è stato un aumento dei consumi del 12 percento per interventi di chirurgia
vascolare e generale, conseguenze anche dell' invecchiamento della popolazione. Il pronto soccorso ha aumentato le richieste, così come le cliniche private che supportiamo, Pierangeli e Villa Serena, con il 9 percento in più di richieste di sangue nell'ultimo anno". "Anche i giovani si stanno avvicinando alle donazioni grazie alle campagne informative promosse dalle associazioni Avis e Fidas- prosegue Accorsi, da 4 anni dirigente della struttura-. Avremmo bisogno di almeno 50 donazioni al giorno, per 350 alla settimana e circa 1200 al mese per soddisfare il nostro fabbisogno. E' possibile almeno una donazione l'anno, quattro per gli uomini, due per le donne in età fertile, secondo le normative nazionali. Prima di ogni prelievo vengono effettuati degli esami accurati , emocromo, piatrine, marcatori, per stabilire lo stato di salute della persona a garanzia anche del ricevente". I pazienti trasfusi nel 2016 sono stati 3666, nei primi mesi del 2017 ben 2446.
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domenica 16 luglio 2017
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mercoledì 12 luglio 2017
STARE A DIETA SENZA SOFFRIRE SI PUO': I CONSIGLI DEL NUTRIZIONISTA PESCARESE (ORIGINARIO DI ENNA) ADRIANO BRUNO PISELLI 🍨🍮🍫🎂🍝🥗🌭🍾🍕
Stare a dieta senza soffrire, si può. Affrontare la prova costume senza fare troppe rinunce, è possibile. Basta
puntare su cibi semplici e di qualità come quelli della dieta mediterranea, pasteggiare con almeno tre porzioni di frutta e verdura di stagione al giorno,
preferire le proteine a pranzo e i carboidrati alla sera oppure scegliere il piatto unico con tutti gli elementi nutritivi. I più golosi, senza problemi di
sovrappeso, possono permettersi un gelato sostituivo del pasto. E prima di andare a letto, perchè no, una dolce coccola di cioccolato fondente. Sono i
suggerimenti per l'estate ( ma valgono per tutto l'anno) del nutrizionista pescarese, di origini siciliane, Adriano Bruno Piselli, specialista in Scienza
dell'Alimentazione.
Dottor Piselli, alla pasta, tipico piatto mediterraneo, è difficile rinunciare. Meglio a pranzo o a cena?
Purtroppo è difficile sradicare la millenaria tradizione del piatto di pasta a pranzo, ma dal punto di vista scientifico i carboidrati vanno assunti a cena,
più facilmente digeribili. Pasta o riso associati alle verdure, saziano di più. Gli alimenti
proteici, come la carne, meglio a pranzo. Oppure il piatto unico: pasta o riso, con spolverata di parmigiano o
pecorino, più saporito, accompagnati da verdure o legumi, carne o pesce, in quantità minime. Insieme fanno un pasto complementare. Il formaggio due volte a settimana, anche insieme a prosciutto e uova, per diversificare. Gli stagionati sono più calorici, i formaggi light sono una spaventosa ipocrisia.
Il gelato potrebbe sostituire un pasto?
Si, anche con panna e cialde perchè la gratificazione è importante. Purchè non si abbiano problemi di sovrappeso e non siano pasti
frequenti. Due volte a settimana, sono concessi anche i fritti con cottura a 180 gradi.
Frutta, quante volte al giorno?
Almeno tre dosi, dalla colazione ai fuori pasto di tarda mattinata e pomeriggio . Vicino o lontano dai pasti, a proprio piacimento.Frutta e verdura hanno un alto valore diuretico. Un chilo di frutta equivale caloricamente a 80 grammi di spaghetti al pomodoro. Le bevande zuccherate hanno un alto valore calorico. Gli integratori sono spesso inutili e dannosi, a meno che non ci sia un percorso agonistico da rispettare o altri particolari condizioni.
I bambini cosa devono mangiare?
Tutto quello che mangiano i grandi, con procedure di preparazione più semplici. Le bevande zuccherate, patatine e cibi industriali devono essere
gratificazioni e non la regola quotidiana perchè il rischio obesità è alto.
Quando bisogna rivolgersi al nutrizionista?
I parametri del sovrappeso sono età, sesso e altezza, massa magra e massa grassa. Pesarsi alla bilancina di casa non serve a nulla, servono gli strumenti tecnologici del nutrizionista.
Bando alla diete fai da te?
Ne sento di tutti i colori: diete strampalate, inutili e mortificanti. Dalla pasta al cioccolato agli edulcoranti al posto dello zucchero, ai semini per dimagrire. La dieta è regola ed equilibrio, non sofferenza. Prima di coricarsi, ci si può coccolare con un quadratino di cioccolato fondente e un bicchiere di latte.
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giovedi 13 luglio 2017
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lunedì 10 luglio 2017
ARCOBALENI, GIRASOLI E PARETI AZZURRO MARE: APERTO IL NUOVO DAY HOSPITAL ONCOLOGICO ALL'OSPEDALE DI PESCARA
La determinazione di 3000 volontari a caccia di fondi coordinati da Carla Panzino, presidente di Adricesta
Gli arcobaleni e i girasoli. Le pareti dipinte di azzurro cielo e l'aria climatizzata. Le finestre dei ritratti sui muri, spalancate sugli angoli più suggestivi della città, dalla nave di Cascella, al ponte del mare, ai trabocchi. Le sedici poltrone di pelle blu e arancio su cui i malati di tutti i tumori,dal polmone alla
mammella, si distenderanno per le infusioni chemioterapiche che durano 3-4 ore al giorno. Dal 2015 al 2016 le chemioterapie in day hospital sono
aumentate da 8511 a 13.556, più 59%. E' colorato, caldo e accogliente, e non più grigio e soffocante, il nuovo day hospital oncologico , inaugurato ieri mattina
al quinto piano ala nord dell'ospedale, da una folla di oltre un centinaio di persone tra cui politici, autorità istituzionali, benefattori. Il manager Asl
Armando Mancini ha aperto l'incontro presentato dal giornalista Luca Pompei. "E' una struttura bella e ben organizzata, con 16 poltrone e posti letto, un
esempio di solidarietà viva per un reparto, Oncologia, che sta facendo grandi passi avanti" - ha detto Mancini. Accanto a lui l'assessore regionale alla
Sanità Silvio Paolucci che ha rimarcato "l'umanizzazione del progetto vicino ai cittadini". La struttura, rinnovata negli arredi, fa capo all'Unità operativa
complessa di Oncologia (Uoc) diretta dal luglio 2015 da Carlo Garufi. Il primario ha tenuto a sottolineare "che l'oncologia si fa nei grandi ospedali,
attualmente sono 15 i centri abruzzesi che ospitano le varie oncologie. Concentrando gli sforzi nelle sole quattro Asl, invece, si potrebbe puntare
maggiormente l'attenzione alla qualità, alla ricerca, all'accesso ai farmaci, alla sperimentazione ed evitare la dispersione di quel 20 percento di pazienti
che scelgono Milano o Roma per le cure". Anima e cuore del progetto, Carla Panzino, applaudita presidente dell'Adricesta che per un anno ha chiamato a raccolta i suoi 150 volontari e 3000 persone di buona volontà e raccolto fondi per 75 mila euro grazie alle donazioni di tanti benefattori tra cui la Misericordia, la Croce Rossa, il Conservatorio, La Fondazione PescarAbruzzo, Tribunale, Carabinieri, Procura, Guardia di Finanza, Direzione Marittima, Questura, Vigili del fuoco e tanti artisti come il tenore Dario Ricchizzi che ha intonato il Nessun dorma e il poeta Antonello Angiolillo che ha recitato un inno alla vita. I finanziamenti sono serviti a riammodernare e creare le due sale per le terapie infusionali denominate Azzurra e Arancio, rispettivamente dedicate a Nando Odorisio e Annarita D'Incecco, pazienti che non ci sono più. Le targhe sono state scoperte dai familiari, Carla e Alessio e Lorenzo ed Emanuele Cherubini con Pierino D'Incecco. La nuova accettazione del day hospital, benedetto dal cappellano don Giancarlo Mandelli, è intitolata allo scomparso Giampiero Panzino, marito di Carla. I prossimi obiettivi di Adricesta sono ugualmente ambiziosi: "Rinnoveremo Pediatria con letti e poltrone, come abbiamo fatto per Chirurgia dove proporremo presto la cromoterapia e avvieremo campagne di prevenzione oncologica, oculistica e ortopedica" anticipa Panzino affiancata dalla grande forza d'animo della dottoressa- paziente Maria Faieta, a capo della neonata associazione dei malati oncologici e con il sostegno di Lorena Ceccomancini, coordinatrice infermieristica della struttura che conta 9 operatori tra infermieri e socio sanitari. La Uoc di oncologia medica dispone di 21 posti letto, 3 di day hospital e attività ambulatoriali a Pescara, Penne e Popoli. Tra il 2015 e il 2016 i ricoveri chemioterapici sono aumentati del 119 percento, passando da 812 a 1780; a fronte di un 44 percento in più di dimissioni, da 682 a 984 e un meno 2,5 percento di giorni di degenza passati da 9,61 a 7,07. Incrementata anche l'occupazione dei posti letti, più 4,59% da 86,30 a 90,89 e un più 54% di nuovi pazienti, da 451 a 695. Lo staff di Garufi, che ha donato fiori a Panzino e Ceccomancini e annunciato l'avio di 4 borse di studio per due oncologhe, una farmacista e una psiconcologa, è composto dai dirigenti medici: Cristina Amatetti, Pia Di Stefano, Antonella Fragassi, Davide Leopardo, Dimitri Luisi, Francesco Malorgio, Donato Natale, Giuliano Pandoli, Lucio Ruberto, Maurizio Vizioli, Annarita Di Silvestre.
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martedi 11 luglio 2017
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Gli arcobaleni e i girasoli. Le pareti dipinte di azzurro cielo e l'aria climatizzata. Le finestre dei ritratti sui muri, spalancate sugli angoli più suggestivi della città, dalla nave di Cascella, al ponte del mare, ai trabocchi. Le sedici poltrone di pelle blu e arancio su cui i malati di tutti i tumori,dal polmone alla
mammella, si distenderanno per le infusioni chemioterapiche che durano 3-4 ore al giorno. Dal 2015 al 2016 le chemioterapie in day hospital sono
aumentate da 8511 a 13.556, più 59%. E' colorato, caldo e accogliente, e non più grigio e soffocante, il nuovo day hospital oncologico , inaugurato ieri mattina
al quinto piano ala nord dell'ospedale, da una folla di oltre un centinaio di persone tra cui politici, autorità istituzionali, benefattori. Il manager Asl
Armando Mancini ha aperto l'incontro presentato dal giornalista Luca Pompei. "E' una struttura bella e ben organizzata, con 16 poltrone e posti letto, un
esempio di solidarietà viva per un reparto, Oncologia, che sta facendo grandi passi avanti" - ha detto Mancini. Accanto a lui l'assessore regionale alla
Sanità Silvio Paolucci che ha rimarcato "l'umanizzazione del progetto vicino ai cittadini". La struttura, rinnovata negli arredi, fa capo all'Unità operativa
complessa di Oncologia (Uoc) diretta dal luglio 2015 da Carlo Garufi. Il primario ha tenuto a sottolineare "che l'oncologia si fa nei grandi ospedali,
attualmente sono 15 i centri abruzzesi che ospitano le varie oncologie. Concentrando gli sforzi nelle sole quattro Asl, invece, si potrebbe puntare
maggiormente l'attenzione alla qualità, alla ricerca, all'accesso ai farmaci, alla sperimentazione ed evitare la dispersione di quel 20 percento di pazienti
che scelgono Milano o Roma per le cure". Anima e cuore del progetto, Carla Panzino, applaudita presidente dell'Adricesta che per un anno ha chiamato a raccolta i suoi 150 volontari e 3000 persone di buona volontà e raccolto fondi per 75 mila euro grazie alle donazioni di tanti benefattori tra cui la Misericordia, la Croce Rossa, il Conservatorio, La Fondazione PescarAbruzzo, Tribunale, Carabinieri, Procura, Guardia di Finanza, Direzione Marittima, Questura, Vigili del fuoco e tanti artisti come il tenore Dario Ricchizzi che ha intonato il Nessun dorma e il poeta Antonello Angiolillo che ha recitato un inno alla vita. I finanziamenti sono serviti a riammodernare e creare le due sale per le terapie infusionali denominate Azzurra e Arancio, rispettivamente dedicate a Nando Odorisio e Annarita D'Incecco, pazienti che non ci sono più. Le targhe sono state scoperte dai familiari, Carla e Alessio e Lorenzo ed Emanuele Cherubini con Pierino D'Incecco. La nuova accettazione del day hospital, benedetto dal cappellano don Giancarlo Mandelli, è intitolata allo scomparso Giampiero Panzino, marito di Carla. I prossimi obiettivi di Adricesta sono ugualmente ambiziosi: "Rinnoveremo Pediatria con letti e poltrone, come abbiamo fatto per Chirurgia dove proporremo presto la cromoterapia e avvieremo campagne di prevenzione oncologica, oculistica e ortopedica" anticipa Panzino affiancata dalla grande forza d'animo della dottoressa- paziente Maria Faieta, a capo della neonata associazione dei malati oncologici e con il sostegno di Lorena Ceccomancini, coordinatrice infermieristica della struttura che conta 9 operatori tra infermieri e socio sanitari. La Uoc di oncologia medica dispone di 21 posti letto, 3 di day hospital e attività ambulatoriali a Pescara, Penne e Popoli. Tra il 2015 e il 2016 i ricoveri chemioterapici sono aumentati del 119 percento, passando da 812 a 1780; a fronte di un 44 percento in più di dimissioni, da 682 a 984 e un meno 2,5 percento di giorni di degenza passati da 9,61 a 7,07. Incrementata anche l'occupazione dei posti letti, più 4,59% da 86,30 a 90,89 e un più 54% di nuovi pazienti, da 451 a 695. Lo staff di Garufi, che ha donato fiori a Panzino e Ceccomancini e annunciato l'avio di 4 borse di studio per due oncologhe, una farmacista e una psiconcologa, è composto dai dirigenti medici: Cristina Amatetti, Pia Di Stefano, Antonella Fragassi, Davide Leopardo, Dimitri Luisi, Francesco Malorgio, Donato Natale, Giuliano Pandoli, Lucio Ruberto, Maurizio Vizioli, Annarita Di Silvestre.
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martedi 11 luglio 2017
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domenica 9 luglio 2017
IL GIAPPONE SCEGLIE I MUSICISTI DEL CONSERVATORIO D'ANNUNZIO DI PESCARA
Quindici allievi e due docenti del corso di Musicoterapia del Conservatorio Luisa D'Annunzio, diretto da maestro Massimo Magri, hanno partecipato ai lavori del 15° congresso della Word Federation Music Therapy a Tsukuba (Tokyo) svoltosi dal 4 all'8 luglio 2017. "Le competenze acquisite dagli studenti del conservatorio che dal 2003 ha attivato un percorso triennale sperimentale di musicoterapia - spiega Magri- trovano attualmente applicazione nei reparti di pediatria, chirurgia pediatrica e geriatria del presidio ospedaliero pescarese, nei centri di riabilitazione, nelle residenze per anziani, nei dipartimenti di Salute Mentale della Asl, nelle comunità terapeutiche, nei centri specialistici di musicoterapia. In queste sedi i nostri studenti svolgono le attività di tirocinio previste dal piano di studi, riscuotendo notevoli consensi dai responsabili sanitari degli stessi centri". Anche per queste ragioni, prosegue il direttore del conservatorio, " la Word Federation ha scelto, tra le tante pervenute, la "song" composta ed eseguita dai nostri allievi, per celebrare l'apertura del congresso di Tokyo, che sono stati ufficialmente invitati ad eseguire tale composizione dal vivo". Nel corso dell'evento studenti e docenti presenteranno "una serie di proposte scientifiche finalizzate a qualificare la loro partecipazione al congresso sotto il profilo clinico e didattico". La trasferta è stata resa possibile "grazie ad una sostanziosa donazione di privati finalizzata al sostegno delle attività formative" degli studenti del conservatorio D'Annunzio. Con gli insegnanti Silvio Luigi Feliciani e Rosa Caringella, questi i nomi degli studenti volati in Giappone : Isabella Ciociola, Andrea Coiro, Sonia Coletta, Mara Del Papa, Francesca D'Epifanio, Veronica D'Eramo, Antonella Pompameo, Maurizia Sciarretta, Melissa Barlafante, Nicola Ceroli, Azzurra Del Monte, Davide Di Blasio, Sara Lanci, Cristina Di Nicolantonio, Camilla Di Franco.
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domenica 9 luglio 2017
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IL CONI CANCELLA LO YOGA DAL REGISTRO DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE: LE REAZIONI DEGLI INTERESSATI
Qualche centro yoga rischia la chiusura se verranno a mancare anche i preziosi sgravi fiscali. Altri avevano previsto con tre anni di anticipo il provvedimento del Coni e si sono organizzati per tempo. Altri ancora vanno avanti spediti nell'attività grazie ai contribuiti associativi e con le proprie forze. Reagisce in maniera diversa e si spacca il popolo dello yoga, la diffusissima arte della meditazione che mette pace tra corpo e mente, alla notizia della decisione del Coni di cancellare anche questa disciplina dal Registro delle Associazioni sportive. "Noi lo avevamo previsto tre anni fa quando abbiamo scelto di stare fuori dal Coni- attacca Alessandra Zancocchia, istruttrice dell'associazione culturale Yap (Yoga and pleasure, 50 associati, tariffe variabili da 50 euro mese) di Teramo, affiancata dai colleghi Alessandra Cocchi, Elena Di Felice, Loretta Di Fabio e Giampaolo Fontana-riteniamo che lo yoga non sia uno sport che prevede competizione e performance ad alti livelli, ma una disciplina filosofica che richiede tempi più lenti. E' giusta dunque la decisione del Coni, noi siamo stati lungimiranti". conclude Zancocchia, socia della Compagnia dei Merli Bianchi di Giulianova, presieduta da Laura Di Marco, che ha introdotto lo yoga a teatro.
La pensa diversamente Antonella Valentinetti , istruttrice insieme alla neozelandese Catherine Reidy, dell'associazione sportiva dilettantistica Yoga-Tree
di Ortona, presieduta da Giacomo Consorti, sorta nel 2014, un centinaio di soci, quote di iscrizione tra i 40 e i 60 euro mese. "Stiamo cercando di capire
la situazione anche attraverso gli altri enti di affiliazione - spiega Valentinetti- ma se dovesse passare il provvedimento del Coni, senza ulteriori proroghe, per noi significherà cambiare la forma sociale in associazione culturale e riscrivere lo statuto, impegni che hanno costi. Oltre al fatto che non potremo più godere dell'agevolazione degli sgravi fiscali che ci consentono di pagare gli stipendi degli istruttori mantenendoci sotto la soglia dei 7500 euro annui. Non riusciamo a capire, inoltre, perchè il Coni è disposto a tagliarsi i fondi sociali e rinunciare alla quota annuale di 60 euro di ciascun associato che sarà eventualmente escluso. Ci sono petizioni in corso in Italia che chiederanno il ripristino della disciplina, ma se il Coni non dovesse cambiare idea per noi i costi saranno troppo alti, rischiamo la chiusura del centro". "Non cambierà nulla" per Daniel Svitcoy, argentino, titolare del Soham Centro Yoga di Pescara attivo dal 1993, 200 associati e affiliazione Csen (Centro Sportivo Educativo Nazionale Ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni) che spiega tranchant:"Lo yoga non è una disciplina sportiva ma una pratica meditativa. Il Coni è libero di fare ciò che vuole, anche perchè, per quello che ci riguarda, non abbiamo sgravi fiscali e non prendiamo contribuiti da nessuno. Andiamo avanti con i contributi associativi e con le nostre forze".
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domenica 9 luglio 2017
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sabato 8 luglio 2017
ENZO CAMPLONE RICORDA GLI ANNI D'ORO DI GUERINO: DA TOTO' CHE ARRIVO' IN CADILLAC A WALTER CHIARI IN CARROZZA, ALL'IRONIA DEL CARDELLINO DEL PRESIDENTE PERTINI
Enzo Camplone, quando e come nacque Guerino?
Nel 1967 il locale si chiamava Il Gabbiano. Era di proprietà dell'ingegner Pazienza, con mio fratello Dino( scomparso nel 1994), lo rilevammo, lo ristrutturammo e lo intitolammo a nostro padre Guerino, deceduto il 29 giugno 1960. Venivamo dall'esperienza dello Spizzico, la trattoria di papà in corso Manthonè attiva dal 1941, la mia famiglia era originaria di via di Portanuova, abitavamo vicino alla cattedrale di San Cetteo. Non avrei mai venduto, ma dopo la morte di Dino è stata dura. Mi aiutava mia moglie Isa Cafarelli, le mie figlie Simona e Sabrina, hanno scelto altre strade, avvocato la prima, psicoterapeuta la seconda, non si poteva andare avanti. Sono addoloratissimo, è stata una creatura tirata su con tanti sforzi che ha ottenuto tantissimi riconoscimenti. Ora vederla in quello stato mi procura un dolore enorme. Ho persino creduto alle parole di chi acquistava, che mi prometteva che sarebbe diventato il locale più bello dell'Adriatico, invece guardate come è ridotto".
Nel suo locale sono passati i nomi più importanti del jet set che lei documenta nel suo Albo d'oro, il librone degli autografi collezionati dal 1951 al 2004. Ci racconta qualche aneddoto?
Tornavano e ritornavano, prima allo Spizzico e poi da Guerino. Papà ci insegno a scegliere il pesce migliore, purtroppo costosi, storioni, dentici, orate, aragoste. Mia madre, Anna, deliziava i loro palati. Tra i fornelli, in cucina, lavorava sempre con un filo di perle al collo. Gli Anni Cinquanta e Sessanta è stata l'epoca d'oro. Totò arrivò in Cadillac nera con l'autista che indossava i guanti bianchi. Una folla di gente si radunò intorno a lui. Quando, dopo molto tempo, riuscì ad entrare al ristorante disse a mio padre: fatemi lavare le mani che le ho date a mezza Pescara. Walter Chiari era un giocherellone, allo Spizzico arrivò in carrozza trainata da cavalli. Una volta si infuriò con la soubrette Maresca, con la quale aveva una relazione, perchè lei osò spalmare la maionese sugli scamponi. Alberto Lupo era molto fascinoso, un gran signore. Vittorio Gassman ci colpì perchè era altissimo, un viso bellissimo, quel giorno indossava una camicia di lino bianco. Si commosse quando rilesse il suo autografo scritto insieme alla compagna Annamaria Ferrero.Elegantissimo era anche il principe Alberto di Monaco che venne accompagnato da Renato Pozzetto e Adriano Panatta dopo la gara di off shore organizzata da Gilberto Ferri. Il presidente Sandro Pertini fece sbellicare la sala quando, dopo aver degustato risotto e scamponi, si alzò e disse:"Ora vado a cambiare l'acqua al cardellino". Un giorno si incontrarono lui e l'attore Lando Buzzanca. "Che ci fai qui? gli chiese il Presidente. E l'attore:"Sto recitando a Lanciano, ma Guerino è una tappa obbligata". E poi ancora, nostri clienti sono stati l'avvocato Umberto Agnelli, i Barilla, i De Cecco a cui acquistavamo la pasta, i Monti, Dante Marramiero, i Pozzolini.
Com'era Pescara all'epoca?
Era una Pescara elegante, non come oggi così eterogenea. Eravamo tutti una grande famiglia, ci conoscevamo e ci stimavamo. Gli altri ristoranti in voga erano il Leon d'Oro e Cetrullo.
Nel 1967 il locale si chiamava Il Gabbiano. Era di proprietà dell'ingegner Pazienza, con mio fratello Dino( scomparso nel 1994), lo rilevammo, lo ristrutturammo e lo intitolammo a nostro padre Guerino, deceduto il 29 giugno 1960. Venivamo dall'esperienza dello Spizzico, la trattoria di papà in corso Manthonè attiva dal 1941, la mia famiglia era originaria di via di Portanuova, abitavamo vicino alla cattedrale di San Cetteo. Non avrei mai venduto, ma dopo la morte di Dino è stata dura. Mi aiutava mia moglie Isa Cafarelli, le mie figlie Simona e Sabrina, hanno scelto altre strade, avvocato la prima, psicoterapeuta la seconda, non si poteva andare avanti. Sono addoloratissimo, è stata una creatura tirata su con tanti sforzi che ha ottenuto tantissimi riconoscimenti. Ora vederla in quello stato mi procura un dolore enorme. Ho persino creduto alle parole di chi acquistava, che mi prometteva che sarebbe diventato il locale più bello dell'Adriatico, invece guardate come è ridotto".
Nel suo locale sono passati i nomi più importanti del jet set che lei documenta nel suo Albo d'oro, il librone degli autografi collezionati dal 1951 al 2004. Ci racconta qualche aneddoto?
Tornavano e ritornavano, prima allo Spizzico e poi da Guerino. Papà ci insegno a scegliere il pesce migliore, purtroppo costosi, storioni, dentici, orate, aragoste. Mia madre, Anna, deliziava i loro palati. Tra i fornelli, in cucina, lavorava sempre con un filo di perle al collo. Gli Anni Cinquanta e Sessanta è stata l'epoca d'oro. Totò arrivò in Cadillac nera con l'autista che indossava i guanti bianchi. Una folla di gente si radunò intorno a lui. Quando, dopo molto tempo, riuscì ad entrare al ristorante disse a mio padre: fatemi lavare le mani che le ho date a mezza Pescara. Walter Chiari era un giocherellone, allo Spizzico arrivò in carrozza trainata da cavalli. Una volta si infuriò con la soubrette Maresca, con la quale aveva una relazione, perchè lei osò spalmare la maionese sugli scamponi. Alberto Lupo era molto fascinoso, un gran signore. Vittorio Gassman ci colpì perchè era altissimo, un viso bellissimo, quel giorno indossava una camicia di lino bianco. Si commosse quando rilesse il suo autografo scritto insieme alla compagna Annamaria Ferrero.Elegantissimo era anche il principe Alberto di Monaco che venne accompagnato da Renato Pozzetto e Adriano Panatta dopo la gara di off shore organizzata da Gilberto Ferri. Il presidente Sandro Pertini fece sbellicare la sala quando, dopo aver degustato risotto e scamponi, si alzò e disse:"Ora vado a cambiare l'acqua al cardellino". Un giorno si incontrarono lui e l'attore Lando Buzzanca. "Che ci fai qui? gli chiese il Presidente. E l'attore:"Sto recitando a Lanciano, ma Guerino è una tappa obbligata". E poi ancora, nostri clienti sono stati l'avvocato Umberto Agnelli, i Barilla, i De Cecco a cui acquistavamo la pasta, i Monti, Dante Marramiero, i Pozzolini.
Com'era Pescara all'epoca?
Era una Pescara elegante, non come oggi così eterogenea. Eravamo tutti una grande famiglia, ci conoscevamo e ci stimavamo. Gli altri ristoranti in voga erano il Leon d'Oro e Cetrullo.
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