sabato 29 luglio 2017

L'APPELLO DI DON LUCIANO VOLPE VICE PARROCO DELLO SPIRITO SANTO: IL GIOCO DISTRUGGE LE FAMIGLIE IL GIOCATORE: SPENDEVO FINO A 500 EURO AL GIORNO


C'è il giovane operaio che in pochi mesi brucia i risparmi di una vita alle slot. Ma poi si incammina verso un percorso religioso. Incontra la fede e don Luciano e si salva. C'è il papà che invece di riportare in famiglia lo stipendio, se lo gioca alle macchinette. Ma non è mai troppo tardi per pentirsi. Poi ci sono le casalinghe e le pensionate che trascorrono ore dentro le tabacchiere, rapite dalla febbre dei gratta e vinci e delle lotterie istantanee. "Il gioco d'azzardo è una piaga sempre più dilagante, che distrugge le famiglie e annienta i valori di persone già minate da vuoti interiori che riempiono giocando compulsivamente". E' il grido d'allarme lanciato da don Luciano Volpe, vice parroco della chiesa dello Spirito Santo diretta da don Giorgio Campilii, che ha contattato il Centro per denunciare "queste cattive abitudini" e "incoraggiare le persone ad uscire dal vizio rivolgendosi ai centri di auto aiuto" attraverso la parrocchia. "Ogni settimana- racconta don Luciano, 61 anni, originario di Bucchianico, 33 anni di sacerdozio iniziato proprio allo Spirito Santo dove è tornato 3 anni fa- ricevo una cinquantina di persone che chiedono aiuti di varia natura. Tra queste, almeno dieci, denunciano l'inferno del gioco. Sono storie di disperazione, di uomini e donne di tutte le età che si aggrappano a questa dipendenza per colmare dei vuoti interiori che, invece, andrebbero riempiti solo di buone letture".

Don Luciano, chi sono queste persone che si rivolgono alla parrocchia e come le aiutate?
Sono storie diverse tra loro, c'è il laureato e c'è il soggetto poco scolarizzato, ma con l'unico denominatore del gioco. Io che vengo dal servizio sacerdotale nelle parrocchie di paese, nel teatino, dove il vizio non attecchisce molto, sono sconcertato dai tanti centri scommesse che aprono continuamente in città, risucchiando gli animi. Un operaio di 35 anni si è rivolto a me per sfogare il suo calvario: tutti i risparmi persi alle macchinette, non so neppure come si chiamano esattamente. Io l'ho indirizzato verso un centro di ascolto, dove ognuno si racconta e altri prendono coscienza, ed è riuscito da salvarsi dalla dipendenza. Mi ha anche scritto una lettera in cui rende testimonianza del passato pericolo. Noi preti siamo operatori spirituali, il nostro compito è ascoltare e non giudicare. Forniamo gli strumenti per cambiare vita, con l'aiuto di uno psicologo e il conforto della fede. Se esco e vado in tabacchiere vedo tante donne di mezza età e pensionate ferme ore e ore a giocare le schedine. Mi hanno riferito che vanno alle Poste a ritirare le pensione e se la giocano di getto ai grattini. C'è poi il caso di un papà trentenne che si giocava gli stipendi e, ovviamente, non li rimetteva in famiglia. Poi, però, ha capito quanto male stava facendo a moglie e figli ed è arrivato il pentimento e la guarigione. Un altro ha perso gli appartamenti. Io stesso ho visto scommettori nelle sale gioco all'ora di pranzo della domenica, che è un giorno tradizionalmente dedicato alla famiglia. Il mio appello a queste persone, attraverso il vostro giornale, è: prendete coscienza del bene e del male e fatevi aiutare. Purtroppo anche lo Stato promuove queste dipendenze.

E' anche vero che le parrocchie, spesso, organizzano lotterie?
Si, ma sono a scopo benefico e non creano dipendenza.

Quanto coraggio ci vuole per venire in confessionale, raccontare il proprio dramma e chiedere aiuto?
Ci vuole molto coraggio e molta umiltà.

Quali sono le motivazione che spingono le persone verso il gioco d'azzardo?
La perdita del lavoro, un servizio sociale che riempie la vita; la carenza di valori e i vuoti interiori, la mancanza di soldi. Chi gioca lo fa per vincere, ma non si rende conto che il gioco è una trappola che fa perdere tutto.

Dalla dipendenza si può uscire?
Si, ma bisogna crederci e avere un sano amore per se stessi.


IL GIOCATORE CHE CE L'HA FATTA AD USCIRE DAL VIZIO DOPO AVER SPESO ANCHE FINO A 500 EURO AL GIORNO
"Sono arrivato a spendere anche fino a 500 euro al giorno per il gioco. In un anno ho dilapidato i risparmi di una vita alle slot, ho svuotato il conto in banca. Quando sono arrivato all'ultimo centesimo dei miei ventimila euro, ho deciso che dovevo smettere". Mario,(nome di fantasia) 50 anni, magazziniere pescarese, fino due anni fa era un giocatore incallito e si è rivolto a don Luciano Volpe "perchè avevo bisogno di un suo consiglio" . E il consiglio è arrivato. Mario è stato indirizzato prima ad un centro di ascolto di Villaggio Alcyone e poi ai Colli, vicino alla Madonna dei sette dolori. Contemporaneamente è iniziato il suo cammino di fede con una comunità religiosa. E, infine, ha trovato il coraggio di mettere nero su bianco il suo calavario e spedire una lettera a don Luciano nella quale Mario "rende testimonianza" di cosa significhi essere un malato del gioco d'azzardo. "Si comincia per gioco e si è convinti di vincere- scrive il magazziniere in alcuni passaggi- mentre invece si entra in un vortice di autodistruzione psicologica che col passare del tempo non riesci più a gestire. Questa è la malattia del secolo che ti corrode dentro, lo Stato è consapevole e guadagna sulle sciagure degli altri. Che il Signore ci aiuti". Oggi, un anno dopo il suo personale inferno di "bugie e sotterfugi", Mario si racconta e fa una premessa:"Io sono un malato, un giocatore compulsivo. Lo sarò sempre anche se non gioco più. Perchè in ogni momento posso ricaderci. Anche se ho fatto molta fatica per uscirne. Perdere anche fino a 500 euro al giorno non si può definire semplicemente vizio. E' malattia allo stato puro. E' dipendenza fisica e mentale".

Perchè la definisce malattia?
Perchè quando non giochi, hai bisogno di farlo e se non lo fai stai male fisicamente. Ti alzi al mattino e pensi alle macchinette. Ci passi le giornate e le notti lì davanati. Certo, vincevo anche. Mille, duemila euro a colpo. Ma poi mi rigiocavo tutto. Continuare ad abbassare quella leva era più forte di me. Più forte di tutto. Non sono sposato e non ho figli. Ma mentivo a mia madre e ai mie fratelli. Che poi hanno scoperto tutto. Questa malattia è più subdola delle altre dipendenze come il fumo e la droga. Perchè apparentemente puoi nasconderla. Il giocatore vive nella menzogna e nel sotterfugio, cerca scuse per non dire agli altri dove si trova e cosa fa. Io mi sono fatto tanto male. Ho perso soldi e mi perso anch'io.

Cosa spinge lo scommettitore a giocare compulsivamente?
Il pensiero di recuperare ciò che hai perso. Ma il giocatore incallito non recupera mai, per quanto vinca. Ci sono persone che riescono a trattenersi e non spendere molto, ma ci riescono solo perchè non hanno fondi per continuare. Per mia fortuna, non ho fatto debiti, non ho chiesto soldi a nessuno. Ho solo sperperato i miei. Mi sono fermato quando ho prosciugato il conto in banca.

Giocano più gli uomini o più le donne?
Ultimamente più le donne, di tutte le età.

Cosa succede in un centro di auto aiuto?
Tutti si raccontano e gli altri ascoltano le varie esperienze per farne tesoro. Ho impiegato più di un anno per uscirne, perchè più volte sono crollato e ci sono ricascato. Basta un piccolo malessere per cedere, come per i fumatori la prima sigaretta dopo venti anni di astinenza. Anche il giocatore va in astinenza e soffre se non può scommettere.

Qual è stata la molla che l'ha spinta a dire basta?
Non avevo più un euro e non ce la facevo più. Gli amici del centro ascolto, don Luciano e la fede mi hanno aiutato ad uscire dalla dipendenza. Oggi ho trovato il mio equilibrio, non gioco neppure una schedina da due euro. Ma non dimentico che giocatori si diventa, ma giocatori dentro si rimane per sempre.
www.ilcentro.it
domenica 29 luglio 2017
http://cinziacordesco.blogspot.it
http://www.facebook.com/newsbox.it

PINETA DANNUNZIANA TRA SESSO, DEGRADO E PROSTITUZIONE: IL RISCATTO CON I NUOVI PROGRAMMI DEL COMUNE DI PESCARA

E' una tarda mattinata qualunque nella riserva naturale della pineta dannunziana, a Portanuova. Uomini di una certa età, 60-70 anni, siedono sulle
panchine. Parlottano tra loro. E poi si inoltrano nel fitto della vegetazione a ridosso del laghetto- cloaca a causa del guano depositato sul fondo. Uno di


questi individui, con uno stratagemma, tenta di persuadere una donna a seguirlo nella boscaglia. E, convinto di non essere visto, mima all'amico, col movimento della mano e del braccio, il gesto di un rapporto sessuale. Il sesso omosessuale e la prostituzione femminile sono ordinaria quotidianità nel parco D'Avalos, oasi verde vanto della città. Che però non riesce mai a staccarsi di dosso l'immagine del degrado e del torbido. Fa paura girare da soli nella sterminata riserva, 53 ettari di terreno non particolare curato con le toilette ristrutturate ma chiuse e due porte di calcio arrugginite che si abbracciano circondate da sterpaglie. I cittadini hanno una percezione di insicurezza: " Abbiamo paura- dice un residente di San Silvestro- la sera c'è un traffico spaventoso di prostitute, uomini e donne che entrano ed escono dai cespugli". "E' migliorato nel tempo questo parco, ci sono tanti giochi ed è più pulito- osserva una famigliola di Ortona in vacanza in città, papà Diego Sanvitale e mamma Marina Donatangelo col piccolo Giacomo- ma ci vorrebbe maggiore vigilanza". Qualche minuto dopo si materializza una macchina dei carabinieri in perlustrazione. Il mezzo procede lentamente sul tracciato di asfalto che si inoltra nel parco che apre alle 8 e d'estate chiude dopo le 21. Intorno al percorso vita corrono ragazze e ragazzi che fanno jogging, si fermano uomini che tengono la mano dell'amata, circolano mamme con i pargoli che gettano molliche alle ochette, proprio nei pressi di un cartello di " divieto di somministrazione di cibo". Il panorama del lago è suggestivo, anche con quel pino spezzato che giace disteso a pelo d'acqua e divenuto nascondiglio di tartarughe, carpe, anatre selvatiche e uccelli migratori che nidificano sulle sponde del lago. Una immagine, quella dell'albero disteso sull'acqua, che ha irritato un turista milanese, Giuseppe Di Marzo, sposato con la pescarese Alessandra Tomei. Ambientalista convinto, l'uomo ha inviato numerose lettere agli amministratori locali per sollecitare la pulizia dei fondali dello specchio d'acqua. "Per ora non è possibile, mancano i fondi anche per sperimentare la ripulitura con i batteri e gli alberi caduti hanno una loro funzione naturalista e una valenza nell'ecosistema. L'importante è che i rami non ostruiscano il percorso vita - spiega Paola Marchegiani, assessore con delega alla Riserva dannunziana e al Piano di Assetto naturalistico "che sta per essere discusso in consiglio comunale". L'amministratore aggiunge anche che all'interno dell'Aurum è stato costituito un centro visite con dispositivi tecnologici, che stanno per essere varati, e che consentiranno a cittadini e turisti di conoscere tutti i segreti della riserva attraverso un touch screen. E anticipa che il Comune è vincitore di un bando per 340 mila euro di fondi europei per realizzare, entro un anno, delle green ways all'interno dell'area verde con percorsi riservati a disabili che visiterano il parco a bordo di speciali macchinine. Infine, l'assessore rende noto che il centro di educazione ambientale, nelle vicinanze del campo di bocce, è stato affidato in gestione, con regolare gara, alle cooperative Il Bosso e Maja.
Un quadro naturale, quello lacustre, completato dalla vecchia barchetta che un tempo veniva usata dagli sposi per gli scatti da conservare nell 'album di
nozze e oggi utilizzata dai giardinieri per rimuovere i tronchi che galleggiano nell'acqua schiumeggiante di polveri di pioppi. Una transenna, intorno allo specchio d'acqua, chiude una pericolosa apertura creatasi dal crollo di un pezzo di staccionata di legno. Su un tombino divelto ,di cemento. si corre il
rischio di inciampare, a piedi o in bici. In alcuni tratti si notano mucchi di legna da rimuovere, in altri le sterpaglie nascondono altre recinzioni di legno
rotte in più punti. Un giardiniere pulisce e si muove veloce tra le piante di lecci, pioppi, frassini, farnie, pini, aceri campestri, sorbi, roverelle. Un
cittadino della zona, Antonio Taraborelli, si indigna:" All'appello mancano 1000 alberi caduti a causa delle calamità naturali e mai sostituiti".
www.ilcentro.it
domenica 29 luglio 2017
http://cinziacordesco.blogspot.it
http://www.facebook.com/newsbox.it

UN MALORE IN SPIAGGIA? NIENTE PAURA, ARRIVANO GLI ANGELI DEL SOCCORSO DELLA CROCE ROSSA DI PESCARA, PENNE E SPOLTORE

Un malore in spiaggia? Niente paura. La procedura vuole che si allerti immediatamente il 118 e nel giro di pochi minuti, ancora prima dell'ambulanza,
arrivano gli angeli del soccorso della Croce Rossa di Pescara, Penne e Spoltore. Attrezzati con presidi sanitari e defibrillatore, preparati da numerosi corsi di formazione e a bordo di 4 city bike elettriche, 2 segway, 1 moto d'acqua, 1 barca e 1 gommone, 60 volontari di tutte le età provenienti dalla Val
Pescara sfrecciano ogni fine settimana (il sabato e la domenica) per terra e per mare, lungo il tratto rivierasco da Pescara sud a Montesilvano per
portare aiuto e soccorso a bagnanti e turisti alle prese con colpi di calore ed eventi più tragici come gli arresti cardiaci. Anche quest'anno, dal primo
luglio scorso, è partita l'operazione "Estate + Sicura" che celebra il decennale (nel 2007 la prima edizione) con obiettivi sempre più innovativi e
ambiziosi che puntano alla prevenzione sanitaria sotto l'ombrellone. L'iniziativa è stata presentata allo stabilimento balneare Nettuno da
Fabio Nieddu,Gianni Taucci, Pierluigi Parisi, rispettivamente responsabili dei Comitati di Pescara, Penne e Spoltore della Croce Rossa Italiana (reduci
dalle attività di soccorso durante la notte bianca dell'Adriatico) e dal titolare del lido Stefano Cardelli in collaborazione con Ciba Confartigianato, comune
di Montesilvano e Guardia Costiera. Presenti all'incontro una rappresentanza dei volontari che anche quest'anno presidiano le spiagge e accorrono
a salvare vite umane "su due ruote, per esservi più vicini" , come recita lo slogan dell'evento che si concluderà alla fine della stagione estiva. I volontari sono muniti di ogni attrezzatura necessaria al pronto intervento, dai saturimetri per il controllo dell'emoglobina nel sangue ai misuratori di pressione, ai kit per la medicazione di ferite e ustioni, oltre a bendaggi, coperte termiche, palloni autoespansibili per la rianimazione e cannule orofaringee, defibrillatori. I mezzi nautici sono dotati di segnalatori e acustici di emergenza. I segway sono motorette a batteria che si guidano stando in piedi, 20 km orari , valore commerciale 10 mila euro l'uno ma in questo caso presi a noleggio dalla Croce Rossa di Pescara con il contributo della Segway Italia.
"In questi dieci anni abbiamo salvato tante persone- rivela Nieddu- anziani e bambini, colpiti da insolazioni o attacchi cardiaci. E' accaduto anche qui al
Nettuno più volte e per questa ragione da qui vogliamo far ripartire il nostro messaggio di speranza. Presidiare strategicamente le zone di maggiore
afflusso turistico e la costa grazie agli Opsa, Operatori Polivalenti di Salvataggio in acqua (il nucleo è composto da 1 medico rianimatore, 7 conduttori di
natanti e 8 operatori d'acqua) con squadre divise tra mare e terra, munite di defibrillatore, oltre ad aumentare la percezione di sicurezza, tutela la salute
di bagnanti e turisti. Tutela che avviene con il pronto intervento in caso di emergenza in sinergia con la centrale operativa del 118 e della capitaneria di porto con cui siamo collegati con apparati radio-telefonici. Festeggiamo il decennale dell'evento con alcune novità. A cominciare dai progetti importanti che i nostri volontari portano avanti con dedizione, rinunciando al loro tempo libero, sempre con l'obiettivo di confermare la nostra vicinanza alla cittadinanza, con la quale approcciamo con momenti di educazione sanitaria sotto l'ombrellone". Va nel dettaglio, Taucci :"I volontari incontrano i bagnanti e i turisti negli stabilimenti ed elargiscono consigli e suggerimenti, soprattutto a bambini e anziani, su come evitare il colpo di calore e come affrontare il caldo con una corretta alimentazione. Gli Opsa (convenzionati col Comune di Montesilvano) svolgono il pattugliamento sottocosta, oltre i 300 metri dalla riva, con a bordo personale addestrato a eventuali recuperi di persone in difficoltà". "Operiamo nell'immediato e lavoriamo molto sulla prevenzione"- spiega Parisi. "E' un servizio apprezzatissimo dai bagnanti"- aggiunge, e conclude,Cardelli che annuncia "nuove iniziative in futuro insieme ai balneatori". Tra i volontari con maggiore esperienza Fabio Urbini e Rocco Paravia. Quest'ultimo, 42 anni di Francavilla, esperto nella disostruzione pediatrica, è attivo anche nell'attività solidale con i vigili del fuoco di Montesilvano.
www.ilcentro.it
domenica 29 luglio 2017
http://cinziacordesco.blogspot.it
http://www.facebook.com/newsbox.it

venerdì 28 luglio 2017

SANITA': ALL'OSPEDALE DI PESCARA NUOVI APPARECCHI PER CURARE I TUMORI

Un nuovo acceleratore lineare nel 2018 al posto di quello vecchio di 14 anni  attualmente in uso al reparto di Radioterapia oncologica dell'ospedale.  E l'apparecchio nuovo di zecca, posizionato a giugno nel bunker del seminterrato, sarà operativo entro il 2017 a conclusione dei controlli tecnici e di sicurezza. E' quanto rende noto il direttore sanitario della Asl di Pescara, Valterio Fortunato, che interviene sulla polemica aperta dall'ex primario Marco D'Alessandro che pone l'accento sull'allungamento delle liste d'attesa,  di almeno sei mesi,  causate da un apparecchio vetusto che si blocca di continuo e da uno nuovo che però non è mai entrato in funzione. "Si tratta di allarmismo ingiustificato tra  pazienti - precisa Fortunato- il servizio di radioterapia continua la sua attività con impegno e professionalità anche dopo il collocamento in pensione dell'ex primario". Dopo la stoccata, i fatti. I tempi di attesa, per il direttore sanitario, "non corrispondono a 6 mesi ma variano tra i 60 e i 90 giorni, in linea con i mesi passati, anche considerando l'accesso dei  pazienti indirizzati a Pescara da altri centri di radioterapia vicini". Il nuovo acceleratore lineare, installato nel bunker a giugno, è oggetto di "verifiche tecniche e di sicurezza necessarie alla messa in esercizio, prima della fine dell'anno in corso,  di una apparecchiatura tecnologicamente complessa". Sempre entro il 2017, Fortunato annuncia "il rinnovamento tecnologico della radioterapia con l'acquisizione in corso  di un apparecchio per brachiterapia, sempre per la cura dei tumori,  che  sarà operativo entro fine anno". E precisa che "i ritardi nell'acquisto e nell'installazione dell'apparecchio sono stati ereditati da questa amministrazione che si è fatta carico di completare le procedure". Infine, entro il 2018  è prevista "la sostituzione  del vecchio acceleratore  con un altro nuovo da acquistare per un valore di 2 milioni e mezzo di euro".  
www.ilcentro.it
venerdi 28  luglio  2017
http://cinziacordesco.blogspot.it
http://www.facebook.com/newsbox.it

martedì 25 luglio 2017

COLPI DI CALORE E MALORI IN SPIAGGIA? ECCO I CONSIGLI DEL MEDICO PER EVITARLI

Per gli anziani in spiaggia valgono le stesse regole che i genitori coscienziosi applicano per i bambini: evitare le ore calde della giornata dalle 10 alle 17,
talvolta anche alle 18 se le temperature sono particolarmente afose, per non rischiare un colpo di calore. Bere tanta acqua e mangiare frutta e verdura.
Niente bevande zuccherate, soprattutto se si è diabetici, perchè l'esposizione al sole aumenta il tasso di glucosio. Inoltre, bisogna fare attenzione ad
entrare in acqua quando si è molto accaldati: il contrasto di temperatura potrebbe essere fatale per i soggetti più deboli, che magari presentano
patologie di cui non sono a conoscenza. Sono i consigli elargiti da Emilio Francesco Simeone, direttore dell'Unità operativa complessa di Geriatria
dell'ospedale dopo i troppi decessi sulle spiagge del litorale (almeno 3 negli ultimi giorni tra Montesilvano e Francavilla) di persone ultraottuagenarie
che hanno perso la vita spesso nelle ore centrali della giornata, tra le 11 e le 14. "In quelle ore non è consigliabile per le persone di una certa età stare al
mare - spiega Simeone- il colpo di calore è possibile anche stando sotto l'ombrellone perchè causato dal riberbero della sabbia. Particolare attenzione
deve fare chi è affetto da sbalzi di pressione o è diabetico perchè l'esposizione al sole aumenta il glucosio e la dispersione calorica mette in attivazione il
sistema cardiocircolatorio. E' necessario reidratarsi spesso con acqua, frutta e ortaggi e niente bevande zuccherate. Se si va in acqua fredda con la cute calda, il contrasto può provocare un aumento del sovraccarico cardiaco con possibilità di episodi sincopali". In sostanza, cosa accade quando all'improvviso si perde conoscenza fino a rischiare la morte? "La vasocostrizione periferica - chiarisce il primario di Geriatria- crea la perdita della regolazione cerebrale e si ha il conseguente crollo sincopale aggravato da patologie di cui magari si è all'oscuro. L'eccessiva esposizione ad un clima caldo e umido mette a dura prova il sistema cardiocircolatorio". Sono sempre tanti, ogni anno nei periodi estivi, gli anziani che vengono ricoverati per malori dovuti a stress da afa e altre patologie nel reparto di Geriatria, situato al sesto piano del presidio ospedaliero, che spesso va in affanno anche per carenza di personale infiermieristico e operatori socio sanitari. "Il nostro reparto- conferma e conclude il direttore dell'unità complessa- conta sempre un numero di pazienti superiore ai 58 posti letto ordinari, attualmente siamo sopra di una decina di pazienti, alcuni ultra centenari, appoggiati anche in altri reparti".
www.ilcentro.it
martedi 25 luglio 2017
http://cinziacordesco.blogspot.it
http://www.facebook.com/newsbox.it

domenica 23 luglio 2017

SULLA COSTA ABRUZZESE CI SONO OLTRE 100 KM DI SPIAGGIA LIBERA

In Abruzzo ci sono 145 chilometri di costa, di cui oltre 100 riservati alle spiagge libere, 39 occupati da stabilimenti balneari e i restanti (3%) da alberghi 
e campeggi.  I dati sono resi noti da Riccardo Padovano, presidente della Sib Confcommercio Abruzzo e Molise, che spiega come dovrebbero essere 
attrezzate le aree senza concessioni gestite dai Comuni:"Ogni spiaggia libera- illustra Padovano- dovrebbe essere dotata di un chiosco bar, una toilette 
anche per disabili, una doccia, niente barriere architettoniche, possibilmente un rimessaggio barche e  un servizio di salvamento che potrebbe essere 
finanziato con il 10 percento dei canoni demaniali che gli stabilimenti erogano alla Regione, dai rigirare ai Comuni di appartenenza delle aree free. Inoltre,  su ogni 500 metri di costa dovrebbe essere presente il Sisbi, sistema informatico balneazione sicura, ovvero una sorta di colonnina Sos, con segnale Gps,  ad uso dei bagnanti che richiedono soccorso in mare urgente".  La maggior parte delle spiagge libere sono concentrate nel teramano e nel chietino. Ma paradossalmente, quelle maggiormente conosciute e frequentate, Borsacchio, Aderci, Cerrano, sono scarsamente dotate di servizi di salvataggio, in qualche caso totalmente assente come la spiaggia del Borsacchio e in parte la zona del vastese.  Intanto sulle spiagge di Pescara e Montesilvano sono state posizionate oltre 200 locandine plastificate   e distribuiti 5000 opuscoli con i  consigli utili per affrontare il mare in sicurezza, iniziativa di Asl, Guardia Costiera, Comune e Sib balneatori.   

Tra Pescara sud e Montesilvano ci sono 14 tratti di spiaggia libera gestiti dai Comuni. Le più attrezzate,  otto spiagge, con chioschi bar, toilette e rimessaggi barche, compreso il servizio di salvataggio della Compagnia del mare,  si trovano sul litorale pescarese.  Servizi insufficienti, e in qualche caso assenti,  il salvamento, sulla costa montesilvanese. Le aree free gestite dal Comune  di Pescara sono ubicate, a partire da Portanuova: dal lido Ombretta al confine con Francavilla; da Mareblu a 186 Beach nella zona di Fosso Vallelunga. Superato il Villaggio Alcyone,  gli spazi non in concessione sono compresi tra  Ippobeach al lido Aurora; tra la Fondazione Paolo Sesto e Lido Azzurro; 300 metri in zona Madonnina e trabocchi; 100 metri zona Nave di Cascella, in centro ; tra Nettuno e Jambo e tra le Hawaii e la Lampara, più a nord. A Montesilvano le spiagge libere, sei,  si trovano tra la Conchiglia Azzurra e Il Faro; tra Saturnia e il Bigantino; da Bagni Bruno a Sabbia d'Oro; da bagni Luca a Copacabana; dalla Rosa dei Venti alla Riviera.  Per  servizi mancanti, dalle toilette al bar e ristorante, gli utenti  possono rivolgersi agli stabilimenti balneari. 

www.ilcentro.it
domenica 23 luglio  2017
http://cinziacordesco.blogspot.it
http://www.facebook.com/newsbox.it

sabato 22 luglio 2017

LA ASL DI CHIETI CHIEDE IL TICKET DI 36 EURO: MA MICHAEL NARDUCCI E' MORTO DA 4 ANNI

Sei anni fa Michael Narducci ebbe un incidente stradale con la moto a Scafa. Aveva sedici anni ed era il 12 maggio 2011. L'urto contro un auto gli procurò danni considerevoli in alcune parti del corpo. Fu costretto a ricorrere alle cure dell'ospedale Santa Annunziata di Chieti. Ma dopo la visita al pronto soccorso, rifiutò il ricovero e chiese alla madre di tornare a casa. Il giorno dopo, invece, si sentì di nuovo male e tornò in ospedale per farsi ricoverare. Sei anni dopo, la mamma, Marina Di Zio, residente ad Alanno,in Val Pescara, riceve il bollettino di pagamento della prestazione, 36.15 centesimi, intestato al figlio e recante la data relativa alla prestazione, il 13 maggio 2011. Solo che Michael non c'è più da tre anni. Da quando, il 18 gennaio 2014, un furgone gli tagliò la strada a pochi metri da casa. Le ferite di un dolore mai sopito, si riaprono anche per Vincenzo Narducci, il padre dell'adolescente scomparso che ogni anno organizza due memorial per tenere vivo il ricordo del figlio. "Non pagherò quel bollettino- è lo sfogo della madre del ragazzo, che non ha mai smesso di vivere la sua vita come se il figlio fosse ancora vivo- voglio che nessuno mai più debba sopportare uno strazio come questo. Gli ospedali dovrebbero essere collegati con le anagrafi comunali per conoscere in tempo reale i decessi ed evitare di inviare i pagamenti ai morti. Mi sono informata, la prestazione non si paga quando c'è un ricovero e mio figlio è stato ricoverato il 13 maggio 2011. E poi non capisco perchè abbiano impiegato sei anni per chiedere l'addebito". Alla signora Di Zio risponde il direttore generale dell'ospedale teatino, Pasquale Flacco. "Con molto rispetto per il dolore di questa madre e per il defunto- chiarisce Flacco- devo, però, comunicare che noi abbiamo rispettato la legge. In ogni caso, ho dato disposizione agli amministrativi di capire come mai l'addebito è stato inviato con sei anni di ritardo. Solitamente la tempistica per ricevere il bollettino si attesta sui sei mesi, un anno. Posso affermare con certezza che il ritardo non è stata una manchevolezza nei confronti della famiglia, l'unico fallo è stata la tempistica". Direttore sarebbe possibile un collegamento informatico tra l'ospedale e le anagrafi comunali per evitare casi analoghi in futuro?"Molto improbabile- Facciamo 70 mila prestazioni l'anno solo in pronto soccorso. Far controllare ogni prestazione per verificare i decessi significherebbe allungare di anni i tempi delle riscossioni. Se sarà accertato che c'è relazione tra la data del ricovero e quella del bollettino, la signora ha diritto a non pagare il dovuto. Deve solo comunicarcelo". Comunicazione che la Di Zio non ha nessuna intenzione di inoltrare alla Asl di Chieti perchè "la mia è una battaglia per costringere le amministrazioni pubbliche a svecchiare la comunicazione tra enti attraverso l'informatizzazione e una battaglia per il diritto di tutti a non vedersi rinnovato un dolore allucinante per colpa di una burocrazia che funziona male".


Michael Narducci trascinava gli amici al parco di Valle Cupa, zona Ticchione ad Alanno, racconta la madre Marina Di Zio. Li riuniva nell'area verde che oggi porta il suo nome grazie all'intitolazione voluta dall'ex sindaco Vincenzo de Melis subito dopo la scomparsa del giovane. E lì, tra una goliardata e l'altra, incideva sul telefonino le canzoni rap che scriveva e arrangiava e che poi postava sui social con la speranza di essere notato. Aspirava a diventare un rapper di fama. Il primo agosto di ogni anno, il padre del giovane, Vincenzo, organizza un memorial canoro a cui partecipano tutti i rapper della regione. Una grande festa, nel piccolo paese della provincia di Pescara che non ha mai dimenticato il ragazzo, che si rinnoverà anche il prossimo primo agosto . Venerdi 18 agosto, invece, si terrà il terzo memorial sportivo dedicato a Michael. Una corsa podistica che negli anni passati ha visto la partecipazione di almeno 400 atleti.
www.ilcentro.it
sabato 22 luglio 2017
http://cinziacordesco.blogspot.it
http://www.facebook.com/newsbox.it