martedì 29 novembre 2016

QUASI NOVE ORE AL PRONTO SOCCORSO PER STECCARE IL DITO DI UN BIMBO

Otto ore e ventotto minuti di attesa nella stretta sala del pronto soccorso dell'ospedale di Pescara per fare una lastra e fasciare con una stecca il dito rotto di un bimbo di 12 anni che è tornato a casa con una prognosi di ventuno giorni. La denuncia di quel che viene definito disservizio sanitario arriva del papà Fabio Ranalli, pescarese, responsabile di una azienda di prodotti alimentari. E' lui stesso che racconta l'odissea di una giornata, sabato, trascorsa al pronto soccorso:"Uno scempio, un incubo- si infervora il padre del piccolo - siamo arrivati alle 11.20 e siamo usciti dall'ospedale alle 19.48. Mio figlio, benchè stanco e dolorante, è stato bravissimo. Ha affrontato le ore di attesa, tra pranzo e merenda, senza troppo lamentarsi accanto a me e la mamma che cercavamo di consolarlo e distrarlo dal dolore alla mano". Tutto è iniziato venerdi scorso quando il ragazzino, studente alla media Carducci, si è rotto il dito medio della mano destra mentre giocava a basket. Durante la notte tra venerdi e sabato, la mano del piccolo si è gonfiata, provocandogli un doloroso ematoma. "Il primo pensiero è stato di portarlo all'ospedale e non dal medico di famiglia- prosegue l'uomo- perchè la situazione si era ulteriormente aggravata. Subito ci hanno dato il codice verde e chiesto di rimanere in attesa. Man mano che le ore trascorrevano, però, altra gente ci è passata davanti più o meno con le stesse problematiche e abbiamo educatamente rispettato le urgenze. Alcuni dottori ci hanno detto: i bambini hanno la precedenza, ma mio figlio è riuscito a fare la lastra solo alle quattro del pomeriggio. Nella repubblica dominicana, dove sono stato in vacanza, il tempo di attesa per avere una prestazione sanitaria è di appena dieci minuti. Noi abbiamo aspettato quasi nove ore per mettere una stecca al dito. Inconcepibile. Il piccolo dovrà tenere la fasciatura una ventina di giorni, ma la farò togliere dal medico di famiglia, non costringerò mio figlio a passare un'altra giornata al pronto soccorso".
martedi 28 novembre 2016
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lunedì 28 novembre 2016

L'ASMA DA TEMPORALE PROVOCA MORTI E MALATI

A Melbourne, in Australia sono decedute sei persone, dopo essere state colpite dal cosiddetto fenomeno di "asma da temporale". Altre tre sono ricoverate in grave condizioni. L'allarme rimane alto dopo che oltre 8mila persone sono state ricoverate nei vari ospedali per accertamenti. Il violento temporale, accompagnato da pioggia e forte vento, ha causato la frammentazione del polline di loglio, le cui particelle allergeniche penetrano profondamente nei polmoni. Circa un terzo delle persone colpite non avevano mai avuto attacchi di asma e gli episodi hanno interessato sia adulti che bambini. L’asma da temporale si verifica di consueto in coincidenza nei periodi di massima concentrazione dei pollini allergenici in atmosfera. Il primo episodio registrato è avvenuto proprio a Melbourne nel 1987 e simili eventi si sono verificati anche in Usa, Canada Gran Bretagna. Nel 2004 in Italia, precisamente a Napoli, furono ricoverati in ospedale sette persone. Quello con il numero più alto di pazienti sino ad oggi, è quello che ha colpito Londra il 24 giugno del 1994 con 640 persone che sono finite in ospedale per asma. Per gli scienziati l’aumento esponenziale delle crisi di asma durante i temporali è dovuto al fatto che la forza dei fenomeni frammenta in piccolissime particelle i pollini che penetrano quindi in profondità negli alveoli polmonari, scatenando la violenta reazione. Tra l’altro nelle fasi iniziali i vortici d’aria possono risollevare i pollini formando un pericoloso aerosol che aumenta il rischio di crisi d’asma. 
lundi 28 novembre 2016
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sabato 26 novembre 2016

AKSEL NIKAJ: DAI BARCONI DELLA SPERANZA AL SOGNO DI DIVENTARE AMBASCIATRICE EUROPEA DEI DIRITTI UMANI

All'asilo la chiamavano 'l'avvocato'. Da adolescente e' impegnata nelle lotte studentesche e da grande vuole diventare ambasciatrice dei diritti umani in Europa. La vita di Aksel Nikaj, 19 anni, pescarese di nascita ma di origini albanesi, liceo scientifico Da Vinci, e' costellata di impegni sociali e poca 'normalita'. Casa, scuola e
'politica'. Una dialettica disarmante per una ragazza della sua eta', che ha sempre desiderato 'aiutare gli altri' e ci riesce pure. Da anni sta lavorando alla creazione di un centro sociale giovanile, il 'primo a Pescara' (Abruzzo, Italy) a nome "Lo Spaz". Un impegno, tra i mille di ogni giorno, che porta avanti insieme ai ragazzi del Collettivo studentesco, di cui e' coordinatrice. Anzi, 'CMB, coordinatrice molto bassa (di statura), come mi hanno
soprannominato i miei compagni' scherza Aksel, il cui nome in greco significa 'qualcosa di prezioso' e in
armeno 'piccola quercia'.

Non si sente 'una leader' ma gesticola e parla, scandendo bene le parole, come se si trovasse su un palcoscenico davanti ad una folla in delirio. Nasce il 4 marzo 1997 all'ospedale di Pescara da
mamma Tatiana Careri, 57 anni, laurea in economia e finanza, impiegata nell'ufficio immigrazione del Comune di Chieti e papa' Vladimir Nikaj, 66 anni, titolare di una officina meccanica, che si diletta nei lavori artistici in ferro battuto. Sua sorella, Edlira, 36 anni, eredita la passione per l'arte. Studia al Misticoni e poi vola in Albania dove vive e lavora come architetto di interni. La sua famiglia e' originaria di Tirana, dove i genitori si sono
conosciuti prima di arrivare in Italia con uno dei tanti barconi della speranza. 'Papa' lavorava come tecnico attrezzista a Cinecitta' in Albania- racconta la studentessa- hanno vissuto la giovinezza sotto la dittatura di Enver Hoxha.


Pur di studiare, mamma andava contro le regole e rischiava. Leggeva i libri di nascosto, tutti in una notte, nelle sale della biblioteca nazionale aperte da un amico. Dopo un anno di fidanzamento, i miei si sono sposati ed e' arrivata mia sorella'. La dittatura finisce e il Paese e' allo sbando. 'A quel punto i miei
partono per raggiungere l'Italia. Mia sorella non dimentichera' mai che, durante la traversata, un 'onda assassina rapisce il bambino di una donna che urla, si dispera e vuole gettarsi in mare per recuperare il corpo inerme del figlio'. Una immagine potente che segnera' i sogni di Aksel bambina e che porra' le basi del suo
destino sempre proiettato verso i bisogni del prossimo. Prima destinazione, Bari. 'Edlira, che all'epoca aveva 11 undici anni e in Albania aveva frequentato un corso di italiano clandestino, aiuta i miei ad ambientarsi con la lingua. In casa, si parla albanese e italiano '.


Attraverso conoscenti, arrivano a Pescara dove oggi risiedono.
'Amo questa citta', in ogni angolo c'e' un pezzo della mia vita'. Ma 'comincia a starmi stretta, ho bisogno di fare sempre nuove cose e la mia vita non potrebbe mai essere diversa da questa, sempre attenta ai cambiamenti dei fenomeni sociali'. Dopo il diploma, vuole andare a studiare Scienze Politiche a Bologna prima di lanciarsi nel firmamento europeo. I suoi viaggi sono sempre 'finalizzati a portare avanti le cause umanitarie'. Barcellona, Budapest, Bruxelles, Londra, Grecia, ogni meta e' buona per lanciare un progetto contro la xenofobia o il razzismo. In vacanza va solo in Puglia, da dove la sua vita in terra italiana e' cominciata e in Albania, a far visita ai nonni Andronici e Thanas, originari di Valona e Saranda. Prossimo obiettivo, la Palestina 'per conoscere meglio la causa palestinese'. Studia 'storia, filosofia,letteratura, persino come funziona il vento, con puntiglio maniacale, analizzo i fatti col bisogno di darmicontinuamente risposte. All'asilo mi chiamavano l'avvocato perche' redimevo le dispute dei bimbi.

Gli attentati? La soluzione non e' una tabula rasa, l'America e l'Europa hanno le loro colpe, non e' una questione religiosa ma di indottrinamento folle, di ignoranza allo stato puro'. Difetti e pregi? 'Sono logorroica, emotiva, testarda e ipersensibile, parlare in pubblico mi fa battere il cuore a mille ma il collettivo, che frequento da sette anni, e' una palestra di vita, mi ha sbloccato, mi ha dato sicurezza e reso piu' forte. Non avrei potuto fare nulla senza i miei compagni che combattono le battaglie insieme a me'. Una di queste e', appunto, la realizzazione del centro giovanile insieme ai ragazzi di So.ha e 360. 'Con la campagna 'Dateci spazio', siamo riusciti a farci dare dalla Regione 40 mila euro per creare una struttura che possa ospitare gli studenti delle 14 scuole pescaresi. Un luogo di incontro per fare musica, pittura, musica, io canto e ballo hip hop. Finito il liceo, solo molto felice di lasciarla in eredita' a tutti gli studenti'. Il collettivo 'mi ha insegnato a tenere aperto il cuore', quel cuore 'libero attualmente da impegni amorosi, ma troppo occupato da tutto il resto'. E una vita normale fatta di cinema, teatro e aperitivi? 'Fortuna che ci pensano le mie amiche Mariangela, Heidi, Jessica, Giorgia, Imma,Marta e Clarissa a tenermi ancorate alla realta'. Sto spendendo i migliori anni della mia vita battendomi per le cause degli altri, ma non potrei mai vivere senza. Non pretendo di salvare il mondo-conclude Aksel Nikaj- so che moriro' avendo coscienza di non aver concluso i miei sogni, ma so che la mia vita non serve a me: l'ho messa al servizio di qualcosa di piu' grande'.
sabato 26 novembre 2016
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SIGARETTE ELETTRONICHE NOCIVE PER DENTI E GENGIVE

Sul posto di lavoro, al bar, a casa, la e-cig ha conquistato milioni di persone nel mondo. Ma per chi è passato dalle sigarette fatte di carta e tabacco a quelle elettroniche arrivano brutte notizie.  Secondo un team di ricercatori della University of Rochester Medical Center (New York, USA),anche inalare i vapori di queste ultime è assai nocivo per la salute, in particolare, per denti e gengive. Il dottor Irfan Rahman, Professore associato presso il Dipartimento di Medicina Ambientale, ha spiegato «Quanto e quanto spesso si fuma determina la mole di danno che si provoca all’interno della cavità orale». Secondo la scienza, dunque, anche le sigarette elettroniche andrebbero temute. Dal calore della bobina della sigaretta elettronica dipenderebbe la produzione di alcune sostanze chimiche nocive come l'acroleina, l'acetaldeide e la formaldeide. Il «motorino» delle sigarette riscalda il liquido contenuto nella cartuccia, che arriva in un dispositivo aerosol da cui i fumatori inalano il «vapore», talvolta aromatizzato. Il collega di Rahman, dottor Fawed Javed, analizza il problema esistente anche a livello molecolare e cellulare. «Sappiamo che alcuni aromi, più di altri, possono danneggiare le cellule ancora più delle comuni sigarette, irritandole e infiammandole», ha spiegato l’esperto. «È importante ricordare che le sigarette elettroniche contengono comunque nicotina, che contribuisce al danneggiamento di denti e gengive». Lo studio è stato pubblicato nella rivista scientifica Oncotarget e  verrà confrontato da altre ricerche scientifiche sugli effetti che queste sigarette hanno sulla salute, in particolare mirate ad una più vasta comprensione dei danni provocati dal fumo di sigaretta elettronica verso i denti e i tessuti del cavo orale. 
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martedì 22 novembre 2016

ATTENZIONE ALLE TELEFONATE RUBA CREDITO: NON RISPONDETE A QUESTI NUMERI

Può capitare che, dopo aver ricevuto una chiamata da un numero apparentemente italiano, una volta risposto si senta la linea cadere immediatamente. Automatico richiamare il numero, ma, senza saperlo, si inizia a pagare fino a esaurimento del credito. La notizia dei numeri truffa, si legge su studiocataldi.it, era trapelata in rete diversi in mesi fa, grazie al tam tam mediatico degli utenti sui social e sui siti web, che avevano denunciato il numero ladro. La truffa si era poi estesa anche ad altri numeri telefonici, tanto da far intervenire la Polizia di Stato, che aveva intimato agli utenti di non rispondere alle chiamate dai numeri 'sospetti' e inserire i numeri segnalati in blacklist sullo smartphone, per tentare di aggirare il rischio di vedersi addebitati dei costi non quantificabili

La polizia sui propri canali social ha indicato diversi numeri, accomunati dal prefisso 02 che fa sospettare una telefonata da Milano, dando seguito alle segnalazioni pervenute nel periodo estivo: +39 02 692927527; +39 02 22198700; +39 02 80887028; +39 02 80887589 e +39 02 80886927.

Ma la lista dei numeri da cui arrivano le telefonate-truffa potrebbe essere ben più lunga. Tuttavia, a quanto sembra, rispondere non fa scattare immediatamente l'addebito: l'utente comincia a pagare se richiama il numero, cosa che è tentato di fare dato che questo sembra 'normale' e la comunicazione cade subito.
Un truffa talmente penetrante da aver provocato l'intervento dell'Autorità garante delle comunicazioni che ha aperto una istruttoria. Ad Agcom e agli operatori tuttavia, non è ancora chiaro come sia stato possibile violare la sicurezza delle reti per danneggiare gli utenti.
Oltre ad adottare le necessarie precauzioni per difendersi dalle chiamate incriminate (aggiungere i numeri segnalati alla blacklist, adottare cautela nel richiamare numeri sconosciuti, non rispondere in caso di telefonate sospette) che, tuttavia, non eliminano del tutto il rischio di cadere nel tranello, l'unica soluzione idonea a difendersi è quella di inviare una segnalazione all'indirizzo ufficiale dell'Agcom.
martedi 22 novembre 2016
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sabato 19 novembre 2016

LAAD: I PRIMI 25 ANNI DI LOTTA CONTRO LE TOSSICODIPENDENZE

Nel 2016 la Laad festeggia i primi 25 anni di attività. Inaugurata il 15 giugno 1991, la Lega Abruzzese Antidroga, comunità di recupero fondata da Gianni Cordova, 70 anni, sociologo pescarese di origini siciliane, ha salvato la vita di oltre 400 giovani tossicodipendenti, provenienti da tutta Italia, Canada e Venezuela. Attualmente nella struttura, situata in viale Bovio 293 a Pescara (Abruzzo, Italy), sono ospiti una ventina di persone di età compresa tra i 23 e i 55 anni,
che ogni giorno lottano per il reinserimento nella vita sociale, anche grazie all'aiuto di tanti operatori, un sociologo, un medico, quattro assistenti sociali, un counselor, un educatore per il recupero scolastico, un operatore socio assistenziale, un infermiere e altri collaboratori che rendono la comunità un luogo familiare e amico. Cordova dirige l'associazione con l'aiuto della moglie Vera e della figlia Margherita.

Cordova, quando e come iniziò l'avventura della Laad?
"Era il 1990, una notte sognai una scala. Al risveglio mi ricordai di aver visto nel 1979, quando ero presidente del quartiere 8 Zanni-Santa Filomena, una lunga scalinata all'interno di un edificio di
viale Bovio, questo per l'appunto, dove all'epoca era ubicato un consultorio, che restò operativo appena un anno, poi il degrado dell'edificio per un decennio. Lo stabile era abbandonato da tanto
tempo, così chiesi ai proprietari, la famiglia Muzii, di rilevarlo. Me lo concessero in comodato d'uso gratuito e iniziò questa lunga galoppata. Nel 1999, grazie a Pietro Barberini che ci ha concesso
altri locali attigui, abbiamo ampliato la sede fino ad arrivare al completamento dell'ala "Il Futuro" che comprende un enorme terrazzo di 500 metri quadrati intitolato allo scultore pescarese Vacre Verrocchio, inaugurati lo scorso anno. In questi spazi saranno ospitati corsi e lezioni per diventare buoni genitori, conferenze e convegni. E stiamo per aprire anche uno studio di
produzione che realizzerà cortometraggi socio culturali destinati alle scuole".

Una avventura che nacque casualmente, il germe della solidarietà attecchì nel 1973, quando lei conobbe Roberto, un giovane tossico pescarese deceduto anni fa.
"All'epoca lavoravo in banca, ma avevo bisogno di stimoli nuovi. Conobbi Roberto che aveva problemi con la droga, lunghi pomeriggi a chiacchierare con lui per tentare di risolvere i suoi problemi. Mi chiedevo come potessi aiutarlo, la Laad nacque dentro di me piano piano e lui fu il primo giovane ad entrare in comunità".

Lega Antidroga "abruzzese", ormai, dopo un quarto di secolo di attività, conosciuta a livello internazionale.
"L'abruzzesità di questa struttura è un marchio di fabbrica di qualità, per tale ragione non ho mai voluto cambiare questa denominazione, neppure quando la fama della Laad superò i confini regionali e nazionali".

Accadeva nel 1993, quando arrivò a Pescara il primo ospite da Toronto, Canada.
"Si chiama Paolo, figlio di italiani, poi arrivò Leo e poi altri, inviati dalla comunità Vitanova presieduta da Franca Carella, con la quale abbiamo avviato una serie di collaborazioni che mi hanno condotto, più volte, fino in Canada per parlare della nostra associazione all'università di York e tenere conferenze in Ontario".

Chi sono i giovani che si rivolgono alla Laad per riprendere in mano la loro vita?
"Sono ragazzi, come tanti, che hanno bisogno di emozioni sparate ai massimi livelli per sentirsi vivi. Sono vittime e, al tempo stesso, carnefici di se stessi, prigionieri fino alle estreme conseguenze di trappole che altri hanno abilmente progettato e costruito intorno a loro. Quando qualcuno arriva da noi, non mi chiedo perchè questa persona si droga, ma a cosa serve la droga a questa persona. Serve a sostenere una personalità che non regge alle pressioni della vita, un sostegno improprio come il divertimento senza allegria, la necessità di accedere a quote di emozioni sempre più alte a causa di una crisi di valori esistenziali. Il nostro compito è aiutarli ad uscire dai propri egoismi, per ricostruire le loro esistenze attraverso l'inferno dei loro vissuti".

Come si svolge la vita quotidiana di questi ragazzi all'interno della comunità?
A parte le sedute quotidiane con gli operatori sociali per ricostruire la loro identità e un equilibrio interiore che li condurrà a rifarsi una vita una volta usciti di comunità, la permanenza in Laad dura
due anni, i nostri ospiti svolgono numerosi compiti anche manuali, cucinano, preparano la tavola, curano l'orto, puliscono, fanno giardinaggio, le normali attività di una famiglia. Abbiamo fondato la "Laad cooperativa di servizi", attraverso la quale, i ragazzi hanno la possibilità di imparare un mestiere, come ad esempio andare in campagna a cogliere l'ulivo e ricavarne olio, senza dimenticare che il parco di Villa Sabucchi a Pescara è rinato grazie ai nostri interventi di sistemazione".

E proprio una Villa Sabucchi tirata a lucido è stata palcoscenico dei festeggiamenti per il venticinquennale, nel giugno scorso.
"Metti in circo il tuo amore" è lo slogan coniato dalla Laad per interrogarsi sul perchè la storia circense non abbia mai registrato casi di tossicodipendenza. Da questo concetto siamo partiti per
dare corpo ad una serie di iniziative con il circo Takimiri (in giapponese uomo della fune) fondato da Antonio Taddei, funambolo di origini marchigiane, scomparso anni fa. In questo contesto
abbiamo coinvolto, come sempre facciamo, anche le scuole e le tante associazioni di volontariato con le quali collaboriamo, Anffas, Missione Possibile, Agbe, Ceis, Mensa di San Francesco, Caritas
e tante altre. Una delle particolarità della nostra associazione, situata peraltro nel centro cittadino, è il continuo relazionarsi con la popolazione. La comunità svolge una funzione di "portierato sociale": i giovani vivono in comunità ma vivono la città attraverso le tante attività di reinserimento che promuoviamo e sperimentiamo".

A chi ha voluto intitolare il Ciattè D'oro, prestigioso riconoscimento assegnatole lo scorso anno dall'amministrazione comunale?
Alla mia famiglia, mio padre Arturo e mia madre Concetta, che nel 1934, molti anni prima della mia nascita, arrivarono a Pescara da Catania, la allora lontanissima Catania, per ricostruirsi un futuro.
Si trasferirono a Pescara perchè mio padre, quando la vide un giorno, disse:"Questa è la città dell'accoglienza e del futuro" e il Ciattè d'Oro toccò le mie più intime corde. Lo interpretai come un
sigillo dato anche al figlio per il padre, per la mia famiglia che ebbe questa felice intuizione. Questa è la mia città e spero che continui ad essere, nel futuro, città dell'accoglienza come ogni giorno accoglie tanti giovani in difficoltà che quando arrivano iniziano ad amarla e non vogliono più andare via".

Da presidente della Laad e di Federsed, servizi per le dipendenze di Abruzzo, Molise e Marche, il suo appello alle istituzioni è: non dimenticate mai il mondo del volontariato e al settore delle dipendenze patologiche?
E' un settore che si porta dietro un corteo di dolore, di disastri economici, di spaccature familiari, di alimenti alla malavita.Insieme al presidente nazionale di Federsed, Fausto D'Egidio, ci siamo
posti l'obiettivo di costruire una rete di servizi pubblici per migliorare le strategie per l'ottenimento di fondi e attenzioni da parte delle amministrazioni locali alle quali chiediamo di prestare amore profondo al mondo del volontariato perchè esso combatte l'oscurità dei tanti parchi dell'infanzia resi bui e pericolosi dalle solitudini e dagli egoismi.
sabato 19 novembre 2016
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venerdì 18 novembre 2016

ECCO COME SI OTTIENE LA PENSIONE DI INVALIDITA'

L'iter per l'ottenimento della pensione di invalidità, circa 300 euro mese fino a 65 anni, è complesso e articolato. L'approvazione passa attraverso le certificazioni dei medici di famiglia, le valutazioni delle commissioni Asl e i responsi dell'Inps. Una serie di passaggi burocratici, che sfociano nell'ottenimento del compenso, a seconda del reddito, da parte del richiedente, dopo mesi di attesa e che non possono essere condizionati in alcun modo da interventi esterni.
Dal 1° gennaio 2010 le domande per il riconoscimento delle condizioni di invalidità civile, handicap, disabilità e leggi connesse - ai sensi della Legge 102/2009 - devono essere inviate alla sede provinciale Inps, esclusivamente per via telematica, direttamente dal cittadino anche tramite i patronati e le associazioni di categoria dei disabili, ad esempio Anmic, Ens, Uic, Anfass.
Enrico Lanciotti, presidente dell'Ordine provinciale dei Medici chirurghi odontoiatri e membro della settima commissione bis della Asl, spiega l'iter procedurale per l'ottenimento della pensione di invalidità.

Come si dà avvio al processo di accertamento dello stato di invalidità civile?
L’interessato deve recarsi da un medico certificatore, che di norma è il medico di famiglia, e chiedere il rilascio del certificato attestante l'esatta natura delle patologie invalidanti e la relativa diagnosi. Il medico curante può segnalare anche se il paziente versa in condizioni di salute tali da non essere in grado di deambulare o compiere gli atti quotidiani della vita in modo autonomo (indennità di accompagnamento, circa 500 euro mese). Una volta ricevuta la documentazione, l'Inps avvia la procedura per l'attivazione di una commissione Asl, composta da un medico legale, un medico del lavoro, un medico componente, un assistente sociale per la valutazione della 104 (permessi retribuiti), un medico legale designato dall'Inps. Il paziente, se lo desidera, può farsi accompagnare dal suo medico di fiducia (accade nell'1 percento dei casi) il quale può presenziare alla visita di valutazione del soggetto da parte della commissione che in seguito invierà gli incartamenti all'Inps. L'Inps, in seguito, potrà riservarsi di richiamare il soggetto a ulteriori accertamenti oppure comunicherà al paziente la percentuale di invalidità riscontrata, fino al 100 percento.

Entro quanto tempo il paziente viene chiamato a visita davanti alla commissione Asl?
In tempi brevissimi, entro due settimane se il soggetto presenta patologie gravi o e' in pericolo di vita, altrimenti sarà chiamato entro 30-60 giorni.

A quanto ammonta l'esborso economico da parte del paziente per avviare l'intero procedimento burocratico?
Circa una cinquantina di euro, quale onorario del medico curante per certificazioni a pagamento.

Una parte di questo compenso è destinato alle commissioni?
Assolutamente no.

Il medico di fiducia può chiedere un compenso per l'assistenza del paziente in commissione?
E' legittima la richiesta di un compenso commisurato all'impegno profuso per l'occasione.

Il medico di base ha possibilità di seguire, controllare o condizionare l'iter procedurale per l'ottenimento della pensione di invalidità?
In nessun modo ciò può accadere.
venerdi 18 novembre 2016
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